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Marche 2 mesi 2019 Quota % 2 mesi 2018 Quota % Diff. % Feb. 2019 Quota % Feb. 2018 Quota % Diff. %
Fiat 51.031 14,88 66.999 18,58 -23,83 26.562 14,94 32.470 17,82 -18,20
Volkswagen 30.823 8,99 29.669 8,23 3,89 15.915 8,95 16.228 8,91 -1,93
Peugeot 22.626 6,60 22.381 6,21 1,09 11.264 6,33 11.477 6,30 -1,86
Ford 22.595 6,59 25.427 7,05 -11,14 11.433 6,43 12.870 7,06 -11,17
Opel 19.282 5,62 17.101 4,74 12,75 9.626 5,41 8.377 4,60 14,91
Citroën 18.095 5,28 17.909 4,97 1,04 9.127 5,13 9.106 5,00 0,23
Renault 18.095 5,28 19.436 5,39 -6,90 9.868 5,55 9.910 5,44 -0,42
Toyota 16.485 4,81 16.281 4,52 1,25 8.351 4,70 8.096 4,44 3,15
Jeep / Dodge 15.702 4,58 14.320 3,97 9,65 9.449 5,31 6.868 3,77 37,58
Dacia 13.810 4,03 13.045 3,62 5,86 6.068 3,41 6.897 3,78 -12,02
Lancia/Chrysler 12.424 3,62 8.438 2,34 47,24 5.816 3,27 4.186 2,30 38,94
Mercedes 10.768 3,14 10.431 2,89 3,23 5.889 3,31 5.619 3,08 4,81
BMW 10.561 3,08 10.367 2,88 1,87 5.658 3,18 5.531 3,04 2,30
Audi 9.771 2,85 12.204 3,38 -19,94 5.675 3,19 5.690 3,12 -0,26
Nissan 8.627 2,52 12.869 3,57 -32,96 4.518 2,54 6.408 3,52 -29,49
Kia 8.538 2,49 8.495 2,36 0,51 4.083 2,30 4.431 2,43 -7,85
Hyundai 7.681 2,24 8.575 2,38 -10,43 4.123 2,32 4.544 2,49 -9,26
Suzuki 6.904 2,01 6.348 1,76 8,76 3.510 1,97 2.974 1,63 18,02
Alfa Romeo 4.838 1,41 9.035 2,51 -46,45 2.362 1,33 4.510 2,47 -47,63
Skoda 4.296 1,25 4.614 1,28 -6,89 2.258 1,27 2.344 1,29 -3,67
Seat 4.204 1,23 3.866 1,07 8,74 2.592 1,46 2.160 1,19 20,00
Land Rover 3.832 1,12 3.679 1,02 4,16 2.049 1,15 1.708 0,94 19,96
Mini 3.595 1,05 3.505 0,97 2,57 2.038 1,15 2.017 1,11 1,04
Volvo 3.582 1,04 2.247 0,62 59,41 1.877 1,06 1.143 0,63 64,22
Smart 3.248 0,95 3.393 0,94 -4,27 1.456 0,82 1.822 1,00 -20,09
Mazda 2.131 0,62 2.153 0,60 -1,02 1.079 0,61 993 0,54 8,66
Jaguar 2.071 0,60 1.357 0,38 52,62 1.116 0,63 725 0,40 53,93
Honda 1.657 0,48 1.678 0,47 -1,25 909 0,51 873 0,48 4,12
Mitsubishi 1.473 0,43 745 0,21 97,72 757 0,43 357 0,20 112,04
Porsche 628 0,18 1.123 0,31 -44,08 346 0,19 442 0,24 -21,72
Lexus 590 0,17 478 0,13 23,43 334 0,19 278 0,15 20,14
DR 519 0,15 125 0,03 315,20 279 0,16 63 0,03 342,86
Subaru 511 0,15 497 0,14 2,82 282 0,16 253 0,14 11,46
SsangYong 486 0,14 403 0,11 20,60 274 0,15 218 0,12 25,69
DS 454 0,13 422 0,12 7,58 244 0,14 204 0,11 19,61
Maserati 426 0,12 537 0,15 -20,67 254 0,14 269 0,15 -5,58
Mahindra 188 0,05 46 0,01 308,70 106 0,06 19 0,01 457,89
Tesla 114 0,03 46 0,01 147,83 96 0,05 16 0,01 500,00
Ferrari 101 0,03 65 0,02 55,38 51 0,03 30 0,02 70,00
Infiniti 73 0,02 140 0,04 -47,86 25 0,01 45 0,02 -44,44
Lamborghini 52 0,02 25 0,01 108,00 29 0,02 16 0,01 81,25
Lada 21 0,01 13 0,00 61,54 21 0,01 7 0,00 200,00
Aston Martin 14 0,00 2 0,00 600,00 9 0,01 1 0,00 800,00
Chevrolet 8 0,00 9 0,00 -11,11 2 0,00 4 0,00 -50,00
Great Wall 0 0,00 1 0,00 -100,00 0 0,00 1 0,00 -100,00
Altre 80 0,02 54 0,01 48,15 45 0,03 28 0,02 60,71
Marche italiane 85.101 24,81 99.550 27,61 -14,51 44.809 25,20 48.418 26,57 -7,45
Marche estere 257.909 75,19 261.003 72,39 -1,19 133.016 74,80 133.810 73,43 -0,59
Totale mercato 343.010 100,00 360.553 100,00 -4,87 177.825 100,00 182.228 100,00 -2,42

Dire troppo, dire poco: l’arduo esercizio di comunicare

In attesa di capire chi realmente sia il motore del nostro Paese, se i Concessionari (“#ilmotoreitaliano”, come da spot Federauto) oppure il popolo (“Il vero motore dell’Italia sono gli italiani”, come da spot Fca), è già del tutto evidente chi certamente non lo è, quando si viene all’automotive: il Governo. Al 19 maggio, data in cui questo numero di InterAutoNews è andato in stampa, nessuna risposta avevano ottenuto lettere, appelli, proposte contenenti piani dettagliati sulle possibili modalità di intervento, invocazioni e lamentele varie indirizzati a decine, negli ultimi due mesi, a chi ha il potere di decidere. Non una novità in assoluto, questo silenzio. A oggi naturalmente non è comunque da escludersi che una risposta possa prima o dopo arrivare. Il problema è che la partita, nel momento in cui si tratta di far ripartire il Paese, si gioca proprio tra la distanza abissale che intercorre tra “prima” e “dopo”, ed è la stessa che intercorre tra l’orlo del precipizio e, appunto, l’abisso. 
Che poi il problema è sempre la distanza. Tra il “prima” e il “dopo”, come anche tra chi governa e chi viene governato. C’è un passaggio, nell’intervista a Francesco Maldarizzi che pubblichiamo in questo numero di InterAutoNews, che chiarisce perfettamente il concetto. Dice Maldarizzi: “Ho registrato lo stupore, anche tra gli esponenti del Governo, nel constatare che il nostro comparto ha ben 120.000 dipendenti diretti e che tutti paghiamo le tasse in Italia”. Uno stupore che suona come un insulto esattamente come il silenzio che arriva, oltretutto, nel momento in cui l’automotive italiano si è impegnato, con uno sforzo che non ha precedenti, a rappresentare pubblicamente se stesso nella propria qualità di settore -  che contribuisce, e quanto, a mandare avanti il Paese. Le singole Case auto e i singoli Concessionari maneggiano quotidianamente la materia nell’ambito dei rispettivi business, letteralmente vivono (anche) di comunicazione. Un conto però è farlo a nome proprio, un altro è farlo in rappresentanza di molti, come sta scoprendo Federauto, nuova all’esercizio.

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