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Marche 10 mesi 2018 Quota % 10 mesi 2017 Quota % Diff. % Ott. 2018 Quota % Ott. 2017 Quota % Diff. %
Fiat 282.540 17,25 354.469 20,94 -20,29 22.547 15,37 28.445 17,96 -20,73
Volkswagen 137.978 8,42 123.645 7,30 11,59 12.305 8,39 11.706 7,39 5,12
Ford 112.796 6,88 115.497 6,82 -2,34 10.578 7,21 10.157 6,41 4,14
Renault 108.105 6,60 113.034 6,68 -4,36 7.505 5,12 10.455 6,60 -28,22
Peugeot 92.503 5,65 88.719 5,24 4,27 8.935 6,09 9.164 5,78 -2,50
Opel 82.299 5,02 87.701 5,18 -6,16 8.004 5,46 8.401 5,30 -4,73
Toyota 75.038 4,58 72.712 4,30 3,20 7.975 5,44 7.576 4,78 5,27
Citroën 71.655 4,37 66.945 3,95 7,04 6.213 4,24 6.535 4,13 -4,93
Jeep/Dodge 70.795 4,32 40.085 2,37 76,61 5.381 3,67 5.015 3,17 7,30
Audi 53.476 3,26 58.698 3,47 -8,90 4.445 3,03 5.586 3,53 -20,43
Mercedes 51.594 3,15 55.643 3,29 -7,28 5.294 3,61 5.885 3,71 -10,04
Dacia 49.843 3,04 49.413 2,92 0,87 3.835 2,61 4.417 2,79 -13,18
BMW 49.067 2,99 51.100 3,02 -3,98 4.641 3,16 4.861 3,07 -4,53
Nissan 48.362 2,95 54.299 3,21 -10,93 4.015 2,74 4.492 2,84 -10,62
Hyundai 45.347 2,77 48.507 2,87 -6,51 4.840 3,30 5.944 3,75 -18,57
Kia 41.665 2,54 40.798 2,41 2,13 4.131 2,82 4.235 2,67 -2,46
Lancia/Chrysler 39.738 2,43 53.284 3,15 -25,42 4.476 3,05 4.494 2,84 -0,40
Alfa Romeo 39.338 2,40 38.433 2,27 2,35 1.911 1,30 3.301 2,08 -42,11
Suzuki 27.297 1,67 26.367 1,56 3,53 3.182 2,17 2.636 1,66 20,71
Skoda 21.608 1,32 19.650 1,16 9,96 2.208 1,51 2.056 1,30 7,39
Smart 21.578 1,32 22.879 1,35 -5,69 1.968 1,34 1.892 1,19 4,02
Mini 17.376 1,06 20.270 1,20 -14,28 1.934 1,32 2.141 1,35 -9,67
Seat 17.355 1,06 14.849 0,88 16,88 1.334 0,91 1.553 0,98 -14,10
Volvo 15.525 0,95 14.021 0,83 10,73 2.020 1,38 1.371 0,87 47,34
Land Rover 14.923 0,91 16.078 0,95 -7,18 1.712 1,17 1.679 1,06 1,97
Mazda 9.260 0,57 8.883 0,52 4,24 1.001 0,68 988 0,62 1,32
Jaguar 7.815 0,48 4.522 0,27 72,82 888 0,61 449 0,28 97,77
Honda 7.603 0,46 8.419 0,50 -9,69 722 0,49 772 0,49 -6,48
Porsche 4.743 0,29 4.717 0,28 0,55 139 0,09 427 0,27 -67,45
Mitsubishi 4.735 0,29 3.154 0,19 50,13 771 0,53 303 0,19 154,46
Lexus 3.108 0,19 3.049 0,18 1,94 188 0,13 260 0,16 -27,69
Subaru 2.845 0,17 2.487 0,15 14,39 344 0,23 273 0,17 26,01
Maserati 2.407 0,15 2.561 0,15 -6,01 235 0,16 252 0,16 -6,75
DS 2.236 0,14 2.402 0,14 -6,91 205 0,14 154 0,10 33,12
SsangYong 2.098 0,13 1.902 0,11 10,30 258 0,18 222 0,14 16,22
DR 1.145 0,07 361 0,02 217,17 225 0,15 45 0,03 400,00
Mahindra 697 0,04 241 0,01 189,21 162 0,11 22 0,01 636,36
Infiniti 520 0,03 1.724 0,10 -69,84 16 0,01 119 0,08 -86,55
Tesla 377 0,02 405 0,02 -6,91 17 0,01 59 0,04 -71,19
Ferrari 366 0,02 315 0,02 16,19 37 0,03 18 0,01 105,56
Lamborghini 185 0,01 117 0,01 58,12 28 0,02 7 0,00 300,00
Lada 53 0,00 30 0,00 76,67 2 0,00 6 0,00 -66,67
Chevrolet 39 0,00 48 0,00 -18,75 2 0,00 4 0,00 -50,00
Aston Martin 23 0,00 32 0,00 -28,13 5 0,00 6 0,00 -16,67
Great Wall 2 0,00 1 0,00 100,00 0 0,00 0 0,00 -
Altre 306 0,02 301 0,02 1,66 21 0,01 34 0,02 -38,24
Marche italiane 436.560 26,65 489.640 28,93 -10,84 34.842 23,76 41.579 26,25 -16,20
Marche estere 1.201.804 73,35 1.203.127 71,07 -0,11 111.813 76,24 116.838 73,75 -4,30
Totale mercato 1.638.364 100,00 1.692.767 100,00 -3,21 146.655 100,00 158.417 100,00 -7,42

Se Torino va a Milano, e la politica gioca a fare autogol

Perciò Torino va a Milano, nel senso del Salone dell’auto che cambia residenza. Lascia la città che gli era propria, lascia la dimora, il Parco Valentino, che lo ha visto rinascere e prosperare e affermarsi addirittura come standard con il quale dovranno misurarsi da qui in avanti gli show dell’auto, laddove pochi, pochissimi, avrebbero scommesso sulla sua capacità di durare oltre due, tre edizioni. Sono state invece cinque, l’ultima delle quali illuminata dalla presenza di 700mila visitatori e di 54 Marchi auto. Un trionfo di pubblico e di critica. Poi, è entrata in scena la politica – bassa, rigorosamente con la minuscola. E Torino, perciò, se ne va a Milano. Naturalmente, il fulmine a ciel sereno scagliato da Andrea Levy, presidente del Salone, che annunciando il trasloco ha insieme fornito le date del primo appuntamento milanese e quella della conferenza stampa di presentazione, qualche dubbio consistente lo ha prodotto. Si è detto: non si può improvvisare su due piedi un trasloco di questa portata; e in Italia, poi, dove la burocrazia è padrona e per ottenere permessi ci possono volere anni; e per andare a Milano, infine, che ha un’agenda degli eventi in cui, per trovare un buco libero, bisogna fare i salti mortali… E ancora, si è detto, un imprenditore che ha dimostrato di saperci fare, e Andrea Levy lo è, procede per programmi, non per improvvisazioni o colpi di testa. Quindi, si è concluso, la decisione di lasciare Torino non nasce dall’ultimo scontro con l’amministrazione locale – il vicesindaco Guido Montanari in testa, con la sua “speranza nella grandine” affinché mandasse all’aria l’ultima edizione del Salone del Parco Valentino - ma era stata già presa da tempo, si aspettava solo un casus belli per metterla in atto, e il casus belli è puntualmente arrivato.

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