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Marche 4 mesi 2017 Quota % 4 mesi 2016 Quota % Diff. % Apr. 2017 Quota % Apr. 2016 Quota % Diff. %
Fiat 160.610 21,61 147.235 21,38 9,08 33.724 21,03 35.865 21,33 -5,97
Volkswagen 54.429 7,32 51.765 7,52 5,15 11.063 6,90 12.713 7,56 -12,98
Ford 53.546 7,20 49.473 7,19 8,23 10.999 6,86 11.466 6,82 -4,07
Renault 49.141 6,61 42.796 6,22 14,83 12.168 7,59 10.688 6,36 13,85
Opel 39.539 5,32 36.586 5,31 8,07 7.965 4,97 8.917 5,30 -10,68
Peugeot 39.486 5,31 37.028 5,38 6,64 8.280 5,16 8.983 5,34 -7,83
Toyota 31.918 4,29 27.462 3,99 16,23 6.736 4,20 6.804 4,05 -1,00
Citroën 29.107 3,92 24.680 3,58 17,94 6.423 4,01 6.091 3,62 5,45
Lancia/Chrysler 27.143 3,65 26.412 3,84 2,77 5.851 3,65 6.925 4,12 -15,51
Audi 24.441 3,29 24.689 3,59 -1,00 5.688 3,55 5.899 3,51 -3,58
BMW 23.070 3,10 21.436 3,11 7,62 5.586 3,48 5.306 3,16 5,28
Mercedes 22.504 3,03 22.810 3,31 -1,34 5.203 3,24 5.603 3,33 -7,14
Nissan 22.218 2,99 21.971 3,19 1,12 3.630 2,26 5.326 3,17 -31,84
Hyundai 19.676 2,65 19.854 2,88 -0,90 4.618 2,88 5.291 3,15 -12,72
Dacia 19.433 2,61 18.591 2,70 4,53 4.897 3,05 4.506 2,68 8,68
Kia 17.451 2,35 16.470 2,39 5,96 3.563 2,22 3.787 2,25 -5,91
Alfa Romeo 15.896 2,14 11.715 1,70 35,69 3.984 2,48 2.717 1,62 46,63
Jeep/Dodge 15.583 2,10 14.626 2,12 6,54 3.324 2,07 3.339 1,99 -0,45
Suzuki 11.010 1,48 7.374 1,07 49,31 2.322 1,45 1.842 1,10 26,06
Smart 10.540 1,42 11.976 1,74 -11,99 2.324 1,45 2.780 1,65 -16,40
Skoda 8.208 1,10 6.700 0,97 22,51 1.885 1,18 1.758 1,05 7,22
Mini 8.129 1,09 8.362 1,21 -2,79 1.792 1,12 2.074 1,23 -13,60
Land Rover 7.319 0,98 7.694 1,12 -4,87 1.507 0,94 1.673 1,00 -9,92
Seat 6.373 0,86 5.596 0,81 13,88 1.373 0,86 1.422 0,85 -3,45
Volvo 6.370 0,86 6.260 0,91 1,76 1.538 0,96 1.526 0,91 0,79
Honda 4.007 0,54 3.300 0,48 21,42 766 0,48 856 0,51 -10,51
Mazda 3.724 0,50 3.913 0,57 -4,83 742 0,46 1.047 0,62 -29,13
Jaguar 2.071 0,28 1.260 0,18 64,37 348 0,22 422 0,25 -17,54
Porsche 1.892 0,25 1.817 0,26 4,13 449 0,28 515 0,31 -12,82
Mitsubishi 1.439 0,19 1.769 0,26 -18,65 328 0,20 377 0,22 -13,00
Maserati 1.161 0,16 516 0,07 125,00 221 0,14 108 0,06 104,63
Subaru 1.158 0,16 1.299 0,19 -10,85 208 0,13 307 0,18 -32,25
DS 1.125 0,15 1.731 0,25 -35,01 227 0,14 430 0,26 -47,21
Lexus 1.108 0,15 1.201 0,17 -7,74 144 0,09 211 0,13 -31,75
Infiniti 879 0,12 351 0,05 150,43 136 0,08 128 0,08 6,25
SsangYong 878 0,12 1.002 0,15 -12,38 213 0,13 229 0,14 -6,99
DR 154 0,02 183 0,03 -15,85 32 0,02 45 0,03 -28,89
Ferrari 130 0,02 163 0,02 -20,25 20 0,01 50 0,03 -60,00
Mahindra 105 0,01 132 0,02 -20,45 19 0,01 25 0,01 -24,00
Lamborghini 51 0,01 47 0,01 8,51 14 0,01 23 0,01 -39,13
Chevrolet 17 0,00 16 0,00 6,25 2 0,00 3 0,00 -33,33
Lada 14 0,00 0 0,00 - 2 0,00 0 0,00 -
Aston Martin 14 0,00 7 0,00 100,00 4 0,00 2 0,00 100,00
Great Wall 1 0,00 32 0,00 -96,88 0 0,00 9 0,01 -100,00
Altre 253 0,03 197 0,03 28,43 41 0,03 47 0,03 -12,77
Totale mercato 743.321 100,00 688.497 100,00 7,96 160.359 100,00 168.135 100,00 -4,62

Se Torino va a Milano, e la politica gioca a fare autogol

Perciò Torino va a Milano, nel senso del Salone dell’auto che cambia residenza. Lascia la città che gli era propria, lascia la dimora, il Parco Valentino, che lo ha visto rinascere e prosperare e affermarsi addirittura come standard con il quale dovranno misurarsi da qui in avanti gli show dell’auto, laddove pochi, pochissimi, avrebbero scommesso sulla sua capacità di durare oltre due, tre edizioni. Sono state invece cinque, l’ultima delle quali illuminata dalla presenza di 700mila visitatori e di 54 Marchi auto. Un trionfo di pubblico e di critica. Poi, è entrata in scena la politica – bassa, rigorosamente con la minuscola. E Torino, perciò, se ne va a Milano. Naturalmente, il fulmine a ciel sereno scagliato da Andrea Levy, presidente del Salone, che annunciando il trasloco ha insieme fornito le date del primo appuntamento milanese e quella della conferenza stampa di presentazione, qualche dubbio consistente lo ha prodotto. Si è detto: non si può improvvisare su due piedi un trasloco di questa portata; e in Italia, poi, dove la burocrazia è padrona e per ottenere permessi ci possono volere anni; e per andare a Milano, infine, che ha un’agenda degli eventi in cui, per trovare un buco libero, bisogna fare i salti mortali… E ancora, si è detto, un imprenditore che ha dimostrato di saperci fare, e Andrea Levy lo è, procede per programmi, non per improvvisazioni o colpi di testa. Quindi, si è concluso, la decisione di lasciare Torino non nasce dall’ultimo scontro con l’amministrazione locale – il vicesindaco Guido Montanari in testa, con la sua “speranza nella grandine” affinché mandasse all’aria l’ultima edizione del Salone del Parco Valentino - ma era stata già presa da tempo, si aspettava solo un casus belli per metterla in atto, e il casus belli è puntualmente arrivato.

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