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Marche 7 mesi 2016 Quota % 7 mesi 2015 Quota % Diff. % Lug. 2016 Quota % Lug. 2015 Quota % Diff. %
Fiat 252.406 21,41 210.907 20,95 19,68 29.290 21,49 28.082 21,20 4,30
Volkswagen 87.880 7,45 77.069 7,65 14,03 9.706 7,12 10.559 7,97 -8,08
Ford 81.767 6,93 69.938 6,95 16,91 9.279 6,81 9.007 6,80 3,02
Renault 79.040 6,70 60.767 6,04 30,07 8.697 6,38 7.538 5,69 15,38
Opel 61.136 5,19 57.414 5,70 6,48 6.788 4,98 7.887 5,95 -13,93
Peugeot 60.632 5,14 54.085 5,37 12,11 6.359 4,67 6.993 5,28 -9,07
Toyota 45.478 3,86 41.814 4,15 8,76 4.809 3,53 4.913 3,71 -2,12
Lancia/Chrysler 43.718 3,71 36.660 3,64 19,25 4.487 3,29 4.485 3,39 0,04
Audi 41.483 3,52 35.397 3,52 17,19 4.972 3,65 4.640 3,50 7,16
Mercedes 40.536 3,44 33.472 3,32 21,10 5.136 3,77 4.367 3,30 17,61
Citroën 39.904 3,38 34.901 3,47 14,33 4.537 3,33 4.866 3,67 -6,76
BMW 37.255 3,16 30.323 3,01 22,86 4.915 3,61 3.965 2,99 23,96
Nissan 36.840 3,12 37.417 3,72 -1,54 4.067 2,98 4.767 3,60 -14,68
Hyundai 34.520 2,93 29.537 2,93 16,87 4.021 2,95 3.827 2,89 5,07
Dacia 33.164 2,81 29.203 2,90 13,56 4.547 3,34 4.041 3,05 12,52
Kia 29.353 2,49 25.160 2,50 16,67 3.976 2,92 3.666 2,77 8,46
Jeep/Dodge 24.949 2,12 18.443 1,83 35,28 2.793 2,05 2.353 1,78 18,70
Alfa Romeo 21.682 1,84 19.843 1,97 9,27 2.664 1,95 2.510 1,89 6,14
Smart 19.887 1,69 16.973 1,69 17,17 1.813 1,33 2.362 1,78 -23,24
Mini 15.389 1,31 12.616 1,25 21,98 1.895 1,39 1.529 1,15 23,94
Suzuki 13.389 1,14 10.371 1,03 29,10 1.713 1,26 1.562 1,18 9,67
Land Rover 12.757 1,08 10.649 1,06 19,80 1.477 1,08 1.162 0,88 27,11
Skoda 11.977 1,02 9.799 0,97 22,23 1.645 1,21 1.546 1,17 6,40
Volvo 10.788 0,91 10.375 1,03 3,98 1.377 1,01 1.334 1,01 3,22
Seat 9.637 0,82 9.891 0,98 -2,57 1.223 0,90 1.103 0,83 10,88
Mazda 7.013 0,59 4.019 0,40 74,50 880 0,65 656 0,50 34,15
Honda 5.851 0,50 2.722 0,27 114,95 736 0,54 385 0,29 91,17
Porsche 3.150 0,27 3.359 0,33 -6,22 351 0,26 587 0,44 -40,20
Mitsubishi 2.739 0,23 2.872 0,29 -4,63 267 0,20 337 0,25 -20,77
DS 2.712 0,23 3.246 0,32 -16,45 271 0,20 359 0,27 -24,51
Jaguar 2.661 0,23 717 0,07 271,13 400 0,29 149 0,11 168,46
Lexus 2.259 0,19 1.700 0,17 32,88 167 0,12 169 0,13 -1,18
Subaru 2.038 0,17 1.799 0,18 13,29 227 0,17 204 0,15 11,27
SsangYong 1.808 0,15 828 0,08 118,36 231 0,17 140 0,11 65,00
Infiniti 1.026 0,09 243 0,02 322,22 210 0,15 24 0,02 775,00
Maserati 952 0,08 937 0,09 1,60 161 0,12 157 0,12 2,55
DR 323 0,03 269 0,03 20,07 52 0,04 50 0,04 4,00
Ferrari 261 0,02 185 0,02 41,08 34 0,02 35 0,03 -2,86
Mahindra 201 0,02 203 0,02 -0,99 23 0,02 29 0,02 -20,69
Lamborghini 76 0,01 47 0,00 61,70 10 0,01 11 0,01 -9,09
Great Wall 57 0,00 40 0,00 42,50 15 0,01 11 0,01 36,36
Chevrolet 27 0,00 283 0,03 -90,46 4 0,00 39 0,03 -89,74
Aston Martin 13 0,00 18 0,00 -27,78 2 0,00 6 0,00 -66,67
Tata 4 0,00 77 0,01 -94,81 0 0,00 14 0,01 -100,00
Isuzu 4 0,00 34 0,00 -88,24 0 0,00 7 0,01 -100,00
Lada 0 0,00 10 0,00 -100,00 0 0,00 1 0,00 -100,00
Altre 326 0,03 235 0,02 38,72 48 0,04 51 0,04 -5,88
Totale mercato 1.179.068 100,00 1.006.867 100,00 17,10 136.275 100,00 132.485 100,00 2,86
Dati al 31/07/2016          

Se Torino va a Milano, e la politica gioca a fare autogol

Perciò Torino va a Milano, nel senso del Salone dell’auto che cambia residenza. Lascia la città che gli era propria, lascia la dimora, il Parco Valentino, che lo ha visto rinascere e prosperare e affermarsi addirittura come standard con il quale dovranno misurarsi da qui in avanti gli show dell’auto, laddove pochi, pochissimi, avrebbero scommesso sulla sua capacità di durare oltre due, tre edizioni. Sono state invece cinque, l’ultima delle quali illuminata dalla presenza di 700mila visitatori e di 54 Marchi auto. Un trionfo di pubblico e di critica. Poi, è entrata in scena la politica – bassa, rigorosamente con la minuscola. E Torino, perciò, se ne va a Milano. Naturalmente, il fulmine a ciel sereno scagliato da Andrea Levy, presidente del Salone, che annunciando il trasloco ha insieme fornito le date del primo appuntamento milanese e quella della conferenza stampa di presentazione, qualche dubbio consistente lo ha prodotto. Si è detto: non si può improvvisare su due piedi un trasloco di questa portata; e in Italia, poi, dove la burocrazia è padrona e per ottenere permessi ci possono volere anni; e per andare a Milano, infine, che ha un’agenda degli eventi in cui, per trovare un buco libero, bisogna fare i salti mortali… E ancora, si è detto, un imprenditore che ha dimostrato di saperci fare, e Andrea Levy lo è, procede per programmi, non per improvvisazioni o colpi di testa. Quindi, si è concluso, la decisione di lasciare Torino non nasce dall’ultimo scontro con l’amministrazione locale – il vicesindaco Guido Montanari in testa, con la sua “speranza nella grandine” affinché mandasse all’aria l’ultima edizione del Salone del Parco Valentino - ma era stata già presa da tempo, si aspettava solo un casus belli per metterla in atto, e il casus belli è puntualmente arrivato.

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