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Marche 6 mesi 2016 Quota % 6 mesi 2015 Quota % Diff. % Giu. 2016 Quota % Giu. 2015 Quota % Diff. %
Fiat 223.029 21,41 182.825 20,91 21,99 34.657 20,98 30.424 20,60 13,91
Volkswagen 78.083 7,49 66.510 7,61 17,40 12.503 7,57 11.370 7,70 9,96
Ford 72.441 6,95 60.931 6,97 18,89 10.360 6,27 10.500 7,11 -1,33
Renault 70.280 6,75 53.229 6,09 32,03 12.618 7,64 8.060 5,46 56,55
Opel 54.305 5,21 49.527 5,66 9,65 8.273 5,01 8.324 5,64 -0,61
Peugeot 54.194 5,20 47.092 5,39 15,08 7.894 4,78 7.756 5,25 1,78
Toyota 40.567 3,89 36.901 4,22 9,93 6.009 3,64 6.073 4,11 -1,05
Lancia/Chrysler 39.224 3,76 32.175 3,68 21,91 5.606 3,39 5.709 3,87 -1,80
Audi 36.484 3,50 30.757 3,52 18,62 5.215 3,16 5.536 3,75 -5,80
Citroën 35.332 3,39 30.035 3,44 17,64 4.815 2,91 5.330 3,61 -9,66
Mercedes 35.305 3,39 29.105 3,33 21,30 6.200 3,75 5.359 3,63 15,69
Nissan 32.756 3,14 32.649 3,73 0,33 5.213 3,16 4.991 3,38 4,45
BMW 32.314 3,10 26.358 3,01 22,60 5.641 3,41 4.614 3,12 22,26
Hyundai 30.455 2,92 25.710 2,94 18,46 5.289 3,20 4.060 2,75 30,27
Dacia 28.582 2,74 25.162 2,88 13,59 4.992 3,02 4.339 2,94 15,05
Kia 25.359 2,43 21.494 2,46 17,98 3.992 2,42 3.587 2,43 11,29
Jeep/Dodge 22.142 2,13 16.090 1,84 37,61 3.377 2,04 2.807 1,90 20,31
Alfa Romeo 19.014 1,83 17.333 1,98 9,70 3.813 2,31 2.844 1,93 34,07
Smart 18.067 1,73 14.611 1,67 23,65 2.919 1,77 2.258 1,53 29,27
Mini 13.485 1,29 11.087 1,27 21,63 2.626 1,59 2.177 1,47 20,62
Suzuki 11.662 1,12 8.809 1,01 32,39 2.212 1,34 1.749 1,18 26,47
Land Rover 11.270 1,08 9.487 1,08 18,79 1.550 0,94 1.855 1,26 -16,44
Skoda 10.316 0,99 8.253 0,94 25,00 1.455 0,88 1.408 0,95 3,34
Volvo 9.404 0,90 9.041 1,03 4,02 1.442 0,87 1.342 0,91 7,45
Seat 8.408 0,81 8.788 1,01 -4,32 1.329 0,80 1.335 0,90 -0,45
Mazda 6.132 0,59 3.363 0,38 82,34 1.172 0,71 773 0,52 51,62
Honda 5.109 0,49 2.337 0,27 118,61 942 0,57 390 0,26 141,54
Porsche 2.797 0,27 2.772 0,32 0,90 401 0,24 452 0,31 -11,28
Mitsubishi 2.471 0,24 2.535 0,29 -2,52 339 0,21 442 0,30 -23,30
DS 2.440 0,23 2.887 0,33 -15,48 357 0,22 527 0,36 -32,26
Jaguar 2.257 0,22 568 0,06 297,36 511 0,31 198 0,13 158,08
Lexus 2.091 0,20 1.531 0,18 36,58 557 0,34 310 0,21 79,68
Subaru 1.808 0,17 1.595 0,18 13,35 266 0,16 231 0,16 15,15
SsangYong 1.572 0,15 688 0,08 128,49 270 0,16 166 0,11 62,65
Infiniti 816 0,08 219 0,03 272,60 128 0,08 37 0,03 245,95
Maserati 790 0,08 780 0,09 1,28 121 0,07 139 0,09 -12,95
DR 269 0,03 219 0,03 22,83 35 0,02 40 0,03 -12,50
Ferrari 226 0,02 150 0,02 50,67 26 0,02 25 0,02 4,00
Mahindra 177 0,02 174 0,02 1,72 24 0,01 23 0,02 4,35
Lamborghini 66 0,01 36 0,00 83,33 9 0,01 11 0,01 -18,18
Great Wall 41 0,00 29 0,00 41,38 7 0,00 3 0,00 133,33
Chevrolet 23 0,00 244 0,03 -90,57 3 0,00 19 0,01 -84,21
Aston Martin 11 0,00 12 0,00 -8,33 1 0,00 1 0,00 0,00
Tata 4 0,00 63 0,01 -93,65 0 0,00 9 0,01 -100,00
Isuzu 4 0,00 27 0,00 -85,19 1 0,00 5 0,00 -80,00
Lada 0 0,00 9 0,00 -100,00 0 0,00 0 0,00 -
Altre 272 0,03 184 0,02 47,83 38 0,02 53 0,04 -28,30
Marche italiane 304.771 29,25 249.610 28,55 22,10 47.646 28,84 42.000 28,44 13,44
Marche estere 737.083 70,75 624.771 71,45 17,98 117.562 71,16 105.661 71,56 11,26
Totale mercato 1.041.854 100,00 874.381 100,00 19,15 165.208 100,00 147.661 100,00 11,88
Dati al 30/06/2016          

Se Torino va a Milano, e la politica gioca a fare autogol

Perciò Torino va a Milano, nel senso del Salone dell’auto che cambia residenza. Lascia la città che gli era propria, lascia la dimora, il Parco Valentino, che lo ha visto rinascere e prosperare e affermarsi addirittura come standard con il quale dovranno misurarsi da qui in avanti gli show dell’auto, laddove pochi, pochissimi, avrebbero scommesso sulla sua capacità di durare oltre due, tre edizioni. Sono state invece cinque, l’ultima delle quali illuminata dalla presenza di 700mila visitatori e di 54 Marchi auto. Un trionfo di pubblico e di critica. Poi, è entrata in scena la politica – bassa, rigorosamente con la minuscola. E Torino, perciò, se ne va a Milano. Naturalmente, il fulmine a ciel sereno scagliato da Andrea Levy, presidente del Salone, che annunciando il trasloco ha insieme fornito le date del primo appuntamento milanese e quella della conferenza stampa di presentazione, qualche dubbio consistente lo ha prodotto. Si è detto: non si può improvvisare su due piedi un trasloco di questa portata; e in Italia, poi, dove la burocrazia è padrona e per ottenere permessi ci possono volere anni; e per andare a Milano, infine, che ha un’agenda degli eventi in cui, per trovare un buco libero, bisogna fare i salti mortali… E ancora, si è detto, un imprenditore che ha dimostrato di saperci fare, e Andrea Levy lo è, procede per programmi, non per improvvisazioni o colpi di testa. Quindi, si è concluso, la decisione di lasciare Torino non nasce dall’ultimo scontro con l’amministrazione locale – il vicesindaco Guido Montanari in testa, con la sua “speranza nella grandine” affinché mandasse all’aria l’ultima edizione del Salone del Parco Valentino - ma era stata già presa da tempo, si aspettava solo un casus belli per metterla in atto, e il casus belli è puntualmente arrivato.

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