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Novembre è stato il terzo mese consecutivo chiuso con il segno negativo (record per il 2018) nonché il settimo su 11 a performare peggio del 2017. I numeri: 146.991 le immatricolazioni, -6,31% la differenza su novembre 2017. Il cumulato gennaio-novembre dice 1.785.722 unità, la differenza sullo stesso periodo del 2017  è del -3,46% (mancano all’appello 63.934 autovetture). A inizio dicembre, con davanti 19 giorni lavorativi prima della fine del 2018, le stime per la chiusura anno si sono così spostate intorno a quota 1.910.000 immatricolazioni, con una flessione sul 2017 vicina al 3%. Onda lunga dell’entrata in vigore del Wltp, provvedimenti random delle amministrazioni locali soprattutto contro i diesel, incertezza sulle decisioni prossime del Governo relative a incentivi e tassazioni: queste le cause individuate della flessione di novembre. Che non ha però interessato il canale dei privati, il solo a chiudere il mese - grazie anche alla spinta di Case e Dealer - in segno positivo (+4,4% e quota del 64,7%), doppiando così la crescita di ottobre. Sugli 11 mesi, però, la decrescita rispetto al 2017 permane (-3,2%). Tra le alimentazioni, nemmeno a dirlo, ennesimo ko per il diesel (-25,6%) che a portato a -11,9% il deficit nel periodo gennaio-novembre, con la quota di mercato in calo di 5 punti percentuali (al 51,8% attuale). Male a novembre anche il metano (-41%), che però nel cumulato si conserva in territorio positivo (+20,4%). Fiat Panda, Lancia Ypsilon e Renault Clio si sono divise - nell’ordine - il podio dei modelli più venduti a novembre. La crescita maggiore tra i Brand Top 10 per volumi 11 mesi lo ha registrato Jeep (+34,31%), seguita da Volkswagen (+11,80%) e Toyota (4,39%). Tra i Gruppi, Fca sempre in testa e anche sempre più fuori dalla logica della quota di mercato (scesa al 26,37% negli 11 mesi, con un -10,89% nei volumi di vendita). Prosegue la crescita continua di Psa (in un anno la quota è passata dal 10,89% al 15,18%), bene e in salute anche il Gruppo Volkswagen (14,12% di quota).


Interlocutore cercasi: la missione (impossibile?) di Unrae

Dunque Michele Crisci è stato confermato per un anno alla presidenza di Unrae, così come sono stati confermati anche tutti gli organi direttivi dell’Associazione. Per il ruolo di Direttore generale, rimasto vacante per alcuni mesi dopo l’uscita di scena di Romano Valente, è stato scelto Andrea Cardinali. Un atto-svolta significativo, considerato che il percorso professionale del nuovo Direttore, di tutto prestigio, si è snodato, con incarichi e responsabilità via via sempre più crescenti, attraverso aziende come Ge Capital Fleet Services, Hertz Rent-A-Car, Ing Car Lease Italia, Alphabet Italia, e lo ha portato anche a guidare, dapprima come vicepresidente e poi come presidente, l’Aniasa, associazione che rappresenta le imprese che svolgono attività di noleggio veicoli, car sharing e servizi collegati alla mobilità.
“La carriera di Andrea – queste le parole di Crisci - è perfettamente in linea con le nuove tendenze di mobilità dell’industria, e dunque con le esigenze di Unrae: unitamente alla storia della nostra associazione e al percorso fin qui fatto, è ancor più una garanzia per i traguardi futuri da perseguire nell’interesse delle associate e del comparto tutto”.
Non un professionista cresciuto all’interno di una o l’altra tra le Case, come era fin qui stata abitudine, ma un professionista che conosce, ed è in grado di maneggiare, la materia di cui è fatto oggi, sempre di più, il mercato. Noleggio, car sharing, servizi collegati alla mobilità: il mercato chiede, la rappresentanza delle Case estere risponde a tono – e chissà quale è il pensiero recondito di un’altra rappresentanza, quella dei Concessionari che da qualche tempo stanno dando segno di una certa insofferenza di fronte alle politiche adottate dalle Case circa le condizioni di vendita del prodotto alle società di noleggio.

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