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Nemmeno un giorno lavorativo in più ha dunque aiutato ottobre, che ha registrato una flessione: la crescita è stata del 7,1%, frutto delle 157.900 immatricolazioni. Di conseguenza, la crescita sul cumulato progressivo rispetto al 2016 è scesa a +8,85% (era a +9,04% dopo settembre), in virtù delle 1.692.047 unità immatricolate nei primi 10 mesi dell’anno. Secondo Unrae, il 2017 si chiuderà di poco al di sotto della soglia dei 2 milioni (1.980.000) di auto vendute, con una stima di crescita lieve, dello 0,9% per il 2018, che significherebbe 1.998.500 immatricolazioni. Il 45,23% delle immatricolazioni di ottobre è stato fatto negli ultimi 3 giorni (la media annuale è del 44,41%: nell’intero 2016 era stata del 39,05%), nel corso dei quali si è registrato il 79,24% delle auto-immatricolazioni. Secondo Federauto, nell’intero 2017 si saranno registrate 300mila Km0, pari al 15,5% dell’intero mercato (+42% sul 2016). Ma si è anche assistito al risveglio dei Privati: 58% di quota e +4% sullo stesso mese del 2016, sebbene a livello di cumulato il piatto continui a piangere: -1% sullo stesso periodo del 2016 e soprattutto rappresentatività scesa al 56%. Continuano a marciare forte, invece, Noleggio (10 mesi: 22,50% di quota e +17,80%) e Società (10 mesi: quota del 21,40% e +31,20%). Quanto alle alimentazioni, eccellente l’ibrido (+90,1% a ottobre, +72,6% nel periodo), brillante il Gpl (+30,9% a ottobre, +27,6% nel periodo). Tra i Marchi, ottobre ha visto primeggiare Citroën, Jeep, Dacia (tutti oltre il 40% di crescita) e Suzuki (al 39,48%) e ha registrato la flessione di Fiat (-4,39%). Per quanto riguarda i Gruppi, la Top 5 cambia decisamente faccia. Evidente l’effetto dell’inserimento, per la prima volta sul mercato Italia, dei risultati Opel all’interno di quelli di Psa: alle spalle di Fca (+8,22% su gennaio-ottobre 2016) adesso ci sono proprio i francesi, che con una quota del 14,52% precedono Volkswagen (12,82%). Nel mese, grande performance del Gruppo Renault: +32,90% su ottobre 2016.

 


Concessionari ad un bivio, non solo nel business

Federauto ha dunque scelto di procedere secondo consuetudine e ha eletto un uomo di apparato, Adolfo De Stefani Cosentino, quale suo nuovo presidente. Contestualmente, la Federazione dei Concessionari ha annunciato di aver “varato il processo di evoluzione” che la porterà “verso un nuovo assetto organizzativo in sinergia con la struttura centrale e territoriale della Confcommercio”. Ha affermato che “intende rafforzare l’azione sindacale di rappresentanza a difesa delle imprese concessionarie in una fase storica delicata e densa di trasformazioni, che chiama in causa l’interesse dei Dealer a prescindere dalla loro dimensione”. Ha informato che le cariche sociali sono state rinnovate: i vice-presidenti saranno Francesco Ascani, Cesare De Lorenzi, Gianandrea Ferrajoli e Maurizio Spera, mentre nel nuovo Comitato Esecutivo entrano a far parte anche Roberto Bolciaghi e Marco Oetiker. Resta inoltre aperta “la possibilità di procedere ad ulteriori nomine nell’ambito del Comitato Esecutivo”. Prime parole post-elezione da parte del neo-presidente De Stefani Cosentino, al netto dei ringraziamenti: “Ci aspetta un lavoro molto impegnativo in cui sarà importante lo spirito di squadra. Abbiamo davanti a noi sfide ineludibili su cui la nostra categoria deve giocare una partita in prima linea. Questo a partire dal tema dei futuri rapporti contrattuali con le Case rappresentate, passando per temi altrettanto importanti quali l’effetto disintermediativo svolto da altri player del mercato, l’evoluzione della mobilità e la fiscalità specifica dell’automotive”.

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