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Dopo 34 mesi di crescita consecutiva, il mercato italiano delle auto nuove ha dunque subìto un rallentamento. Aprile ha chiuso a -4,62%, con 160.359 immatricolazioni, sullo stesso mese del 2016 (allora le nuove targhe erano state 168.135). Naturalmente, decisivo sul risultato è stato l’impatto dei 2 giorni lavorativi in meno, frutto delle vacanze di Pasqua, che nel 2016 erano cadute a marzo. Dal punto di vista dei volumi, quindi, l’allarme può essere relativo. E comunque, resta sempre la performance positiva del quadrimestre gennaio-aprile, con una crescita del 7,96%. Non più relativo, invece, è l’allarme quando si passa ad analizzare la struttura del mercato. Perché aprile ha confermato il trend negativo delle vendite ai privati, evidenziando un -17,1% nei volumi (che portano il 1° quadrimestre a un saldo negativo dell’1,9%) e una decrescita della quota dal 61,6% al 53,9% (-7,7%) che nel 1° quadrimestre significa un calo del 5,5%. Tutto questo, ricordando che lo stesso mese del 2016 aveva dato come esito una crescita in volumi del canale del 14%. A tenere su il mese, dunque, sono stati ancora noleggio e soprattutto immatricolazioni a società: chiamate a confrontarsi con il +22% del 2016, hanno dato un +24,8% con una quota che raggiunge il 20,5% del totale del mese: i volumi del quadrimestre si sono incrementati così del 35,5%, con una quota del 18,1%. Quanto al noleggio, la crescita è rallentata: +6,4% in volume, con la spinta del breve termine (+17,1%) frenata dal -2% del lungo termine. Nel quadrimestre, la quota del noleggio ha sfiorato 1/4 delle vendite totali del mercato. La decrescita di aprile ha influito sui risultati di tutti i Gruppi, a esclusione di Renault, che ha chiuso con un eccellente +12,3% (quota mercato del 10,6%). Per il resto, segni negativi, anche per Fca, che con 47.124 immatricolazioni ha incassato un -3,84%, anche se poi la quota segna una (sia pur lieve) crescita (+0,24%). Sul quadrimestre, invece, la crescita del Gruppo torinese ha registrato un incremento del 9,90%.

 


Di biciclette, automobili, integrazione (e qualche omissione)

Presa diretta. 1. Tipologia di cambio di velocità, ma anche: 2. Programma televisivo di approfondimento, in onda su Rai3 a partire dal 2009.
È in questa seconda veste che ne parleremo qui.
L’8 gennaio è andata in onda la prima puntata di “Presa diretta” della stagione 2018. È stata seguita da 1 milione 356 mila spettatori (share 5.2%) ed è stato il programma Rai più commentato sui social dell’intera serata: 52 mila interazioni. Il titolo della puntata era: “La bicicletta ci salverà”. Questa ne è stata l’introduzione: “Le nostre città e le nostre vite soffocano nel traffico, i livelli di inquinamento sono cronicamente al di sopra dei limiti consentiti, le malattie correlate alle polveri sottili aumentano, i tempi degli spostamenti urbani si allungano e il trasporto pubblico fatica a stare al passo delle esigenze di tutti. Così non possiamo andare avanti. E allora? Allora, a salvarci, sarà proprio la bicicletta”. Ancora: “In cima alla lista delle città da salvare c’è proprio la nostra capitale. A Roma ogni mattina si mettono in movimento 4 milioni e mezzo di persone, la maggior parte con la propria automobile. I romani infatti hanno il primato di auto per numero di abitanti, quasi 70 ogni 100 persone. D’altra parte gli investimenti sul trasporto pubblico sono in costante riduzione da molti anni così come la loro efficienza, 79 minuti è la durata media del viaggio per e dal posto di lavoro dell’eroico cittadino romano. Per non parlare degli investimenti sui mezzi meno inquinanti: meno 80% sui bus elettrici, meno 30% sui tram, e per quanto riguarda la metropolitana è stato calcolato che ci vorranno 80 anni per raggiungere la dotazione di altre capitali come Madrid, Berlino, o Londra”. Ancora, in conclusione: “Il mondo intero sta cercando il modo di risolvere il problema del traffico nelle grandi città, come abbattere l’inquinamento prodotto dalle macchine, come tornare a far vivere le città e farle diventare luoghi accoglienti e non posti dove ci si ammala”.

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