I cookie ci aiutano a fornire, proteggere e migliorare i servizi di InterAutoNews.
Continuando a usare il nostro sito, accetti la nostra normativa sui cookie.

Con 171.556 immatricolazioni, gennaio 2017 è partito con una crescita a doppia cifra (+10,1%) sullo stesso mese del 2016 (155.851 immatricolazioni), nel pieno rispetto del trend che ha caratterizzato lo scorso anno. Buona la prima, allora, anche se poi per una valutazione corretta della performance - per provare a proiettarla sui prossimi mesi - occorre considerare come vi abbiano contribuito due fattori non di secondaria importanza. E che, insieme, concorrono a raffreddare gli entusiasmi.
Il primo fattore: i giorni lavorativi. A gennaio 2017 sono stati 21, due in più rispetto a gennaio 2016 (allora la media delle vendite giornaliera fu di 8.203, contro le 8.169 di quest’anno). Il confronto a parità di giorni lavorativi indica allora che la crescita rispetto allo scorso anno è stata di poche centinaia di unità. Il secondo fattore: gli ultimi 3 giorni. In un gennaio in cui - a detta delle Reti di vendita - la spinta operata dalle Case sugli obiettivi è stata molto forte, in base ai dati che pubblichiamo circa il 40% delle immatricolazioni è stato effettuato alla fine del mese, con una media giornaliera di 22.786 unità. Il fenomeno “ultimi 3 giorni” ha riguardato per il 31,02% le vendite a privati, per il 41,96% quelle a noleggio e per il 69% quelle a società. Tutto questo, senza dimenticare la spinta garantita dalle promozioni. Che, seppure non fortissime, hanno comunque influito sui risultati. Lo testimonia una volta di più l’andamento del Gruppo Fca, che ha chiuso il mese a 37.371 immatricolazioni e con un +14,5% su gennaio 2016 - ma poi il risultato di Alfa Romeo, a +27%, dice che anche i nuovi modelli (Giulia, nella fattispecie) pagano. La crescita c’è stata anche per le Case estere. All’eccellente comportamento di Toyota (+28,5%) hanno risposto quelli di Citroën (+25,8%), Dacia (+24,2%), Opel (+13,5%), la Ford (+13,2%) e Volkswagen (+11,1%). Tra le premium, la sfida a tre tedesca ha visto prevalere a gennaio BMW (+12,4%), che ha sopravanzato Audi (-1,2%) e Mercedes (-10,4%).