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Le immatricolazioni di auto nuove a febbraio, secondo il Ministero dei Trasporti,  sono state 183.777: la crescita sullo stesso mese del 2016 è stata dunque del +6,17%. Il risultato del 2° mese dell’anno ha portato il primo bimestre 2017 ad un volume complessivo di 355.656 targhe, e un incremento sullo stesso periodo del 2016 pari al +8,12%. Tutto questo, in un mese di febbraio che, rispetto al 2016, ha avuto un giorno lavorativo in meno. La crescita, contenuta, c’è. Ma proviamo ad osservare da vicino due realtà. Anche a febbraio Case e Concessionari hanno sostenuto il mercato con promozioni e sconti, misure destinate principalmente ai Privati. Ma a febbraio lo stesso canale Privati ha registrato una flessione della quota di mercato su gennaio 2017 superiore al 5%, mentre su febbraio 2016 è scesa del 2,5%. Il fatto che le promozioni offerte lo scorso anno fossero più consistenti è sufficiente a spiegare il risultato, oppure quest’ultimo conferma un trend negativo avvertito già lo scorso anno? Ed è immaginabile che anche nei prossimi mesi si potrà contare sulla spinta eccezionale, come lo è stata a febbraio (+43,90% su febbraio 2016), delle vendite a società? Poi. Se in altra parte del giornale approfondiamo il discorso relativo agli ultimi 3 giorni (come ci ricorda anche la tabella pubblicata nelle pagine a seguire, circa il 44% delle nuove targhe è stato fatto in quel lasso di tempo), qui proviamo a dare uno sguardo alle immatricolazioni effettuate a febbraio da Case e Concessionari (Km0 e demo). Il conto dice: 25.132, cioè il 14% circa dell’immatricolato globale, con una crescita su gennaio 2017 che si attesta intorno al 23% (5.000 unità circa in più). Chiudiamo con una panoramica sui Gruppi. Nella Top 5 di febbraio più forti del mercato sono cresciuti Fca (+7,14% sul 2016 e quota del 29,36%) e Psa (+6,81% e quota del 9,66%). In assoluto, la miglior prestazione è di Nissan (+13,55%). Sul bimestre, eccellente Toyota (+20,17% sullo stesso periodo 2016).

Concessionari ad un bivio, non solo nel business

Federauto ha dunque scelto di procedere secondo consuetudine e ha eletto un uomo di apparato, Adolfo De Stefani Cosentino, quale suo nuovo presidente. Contestualmente, la Federazione dei Concessionari ha annunciato di aver “varato il processo di evoluzione” che la porterà “verso un nuovo assetto organizzativo in sinergia con la struttura centrale e territoriale della Confcommercio”. Ha affermato che “intende rafforzare l’azione sindacale di rappresentanza a difesa delle imprese concessionarie in una fase storica delicata e densa di trasformazioni, che chiama in causa l’interesse dei Dealer a prescindere dalla loro dimensione”. Ha informato che le cariche sociali sono state rinnovate: i vice-presidenti saranno Francesco Ascani, Cesare De Lorenzi, Gianandrea Ferrajoli e Maurizio Spera, mentre nel nuovo Comitato Esecutivo entrano a far parte anche Roberto Bolciaghi e Marco Oetiker. Resta inoltre aperta “la possibilità di procedere ad ulteriori nomine nell’ambito del Comitato Esecutivo”. Prime parole post-elezione da parte del neo-presidente De Stefani Cosentino, al netto dei ringraziamenti: “Ci aspetta un lavoro molto impegnativo in cui sarà importante lo spirito di squadra. Abbiamo davanti a noi sfide ineludibili su cui la nostra categoria deve giocare una partita in prima linea. Questo a partire dal tema dei futuri rapporti contrattuali con le Case rappresentate, passando per temi altrettanto importanti quali l’effetto disintermediativo svolto da altri player del mercato, l’evoluzione della mobilità e la fiscalità specifica dell’automotive”.

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