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Il mercato Italia delle immatricolazioni di auto nuove 2018 è cominciato dunque con le 177.822 unità comunicate dal Ministero, contro le 172.034 del gennaio 2017: ci sono 5.788 targhe in più, che significano, per il primo mese di quest’anno, una crescita del 3,36% - ma rispetto a 12 mesi fa c’è stato un giorno lavorativo in più. Partenza in linea con le aspettative, che parlano di un intero anno caratterizzato da una crescita minima, se poi davvero ci sarà, e quindi stabile sui livelli del 2017 (Unrae prevede che la soglia dei 2 milioni non verrà superata). In linea con gli ultimi 12 mesi anche il ricorso, nel mese di gennaio, al “salvagente” degli ultimi 3 giorni, che significano essenzialmente auto-immatricolazioni, e dunque Km0. Circa il 43% del mercato è stato fatto tra il 29 e il 31 gennaio, con quest’ultimo giorno a fare la parte del leone: quasi 45mila immatricolazioni su 80mila. Le auto-immatricolazioni da parte dei Dealer sono state 18mila circa (+30%): se ne “gioveranno” gli stock delle Km0, ormai elevate al rango di ulteriore canale di vendita. Intanto l’ultimo dato raccolto sulla rotazione degli stock dice: 3 mesi, con tendenza alla crescita. E gennaio ha confermato la freddezza del canale dei privati: -6,4% su gennaio 2017, e quota calata al 57%, a conferma che la stima di Unrae, che parla di “potenziale di crescita frenato dalla necessità di smaltimento delle Km0”, è piuttosto centrata.

Veniamo alle Case. Tra i singoli Brand, nella Top 10 del mese per volumi, in crescita Jeep (+108%), Citroën, Peugeot e Audi, stabili Volkswagen e Toyota, in flessione Fiat, Opel, Renault e Ford. Allargando lo sguardo, molto bene anche Porsche, Suzuki, Nissan, Mazda, Alfa Romeo, Land Rover.

Tra i Gruppi, le performance di Jeep e Alfa Romeo hanno sostenuto Fca, la cui quota nel mese è stata superiore a quella con cui aveva chiuso il 2017. Ma la performance del mese è di Psa, seconda in graduatoria per volumi di vendita, che ha visto salire la propria quota mercato al 16%.

Di Claudio,  Marcello, la passione: parliamo un po’ di noi

Cose che non si dovrebbero mai fare in un articolo: cominciarlo con una citazione, parlare di sé. Su questo punto i maestri erano inflessibili, ai tempi in cui a essere giornalisti lo si insegnava ancora dentro le redazioni. Ma adesso i maestri non ci sono più, al massimo ci sono i professori. E poi questo forse non è un articolo in senso stretto. Quindi, intanto, ecco una citazione - non esattamente all’inizio, i maestri saranno clementi.
“I giornalisti... ah! Un branco di analfabeti con la forfora sul collo e le pezze al sedere, che spiano dai buchi delle serrature e svegliano le persone nel cuore della notte per domandare se hanno visto passare un bruto in mutande, che rubano alle vecchie madri le fotografie delle figlie violentate in Oak Park e tutto perché? Perché un milione di commesse e di mogli di camionisti ci piangono sopra. E poi... il giorno dopo la prima pagina serve per incartare un chilo di trippa”. 
Fine della citazione (da “Prima Pagina”, Billy Wilder, 1974).
E adesso parliamo di noi.

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