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Mentre i cinque grandi mercati europei continuano a reagire come nei mesi precedenti e quindi con la sola Gran Bretagna in mood positivo (+10,9% in agosto, +10,4% negli otto mesi) da Francoforte si leva alto il lamento dei grandi capi delle Case automobilistiche che hanno in Europa le loro sedi principali o che contano sulle vendite europee per tenere botta. Intanto, detto della Gran Bretagna,? il resto ? tutto un saldo negativo: Francia -10,5% nel mese , -9,8% negli otto mesi, Germania -5,5% e -6,6%, Italia -6,6% e -9,0%, Spagna -18,3% e -3,6%. Da sottolineare che il governo spagnolo aveva tentato un rilancio con incentivi che per? non sembrano aver restituito la voglia di comprare al consumatore. Ed eccoci ai lamenti. In senso generale, la previsione pi? ottimistica indica una possibile chiusura di anno senza scossoni, ma senza poter vedere ancora la fine del tunnel.? Dalla Volkswagen arriva l?indicazione della fine della discesa, ma senza speranze di pronta ripresa: ?Occorrer? qualche anno sul fondo, prima di ripartire - afferma un portavoce autorevole - che prima di parlare di ripresa occorrer? capire bene le intenzioni del governi dell?Unione Europea, alle prese con una crisi economica che ha creato milioni di disoccupati e che ha asciugato la volont? delle banche di erogare prestiti non solo all?industria e alle piccole e medie imprese, ma anche e soprattutto al consumatore. Alla Reuter il CEO di Ford Europe, Stephen Odell ha dichiarato che occorreranno almeno 5 anni per vedere una vera ripresa, meno pessimista Philippe Varin, capo supremo di PSA Peugeot-Citro?n, che intravede un segnale positivo gi? a fine 2014. (09/2013)

Di Claudio,  Marcello, la passione: parliamo un po’ di noi

Cose che non si dovrebbero mai fare in un articolo: cominciarlo con una citazione, parlare di sé. Su questo punto i maestri erano inflessibili, ai tempi in cui a essere giornalisti lo si insegnava ancora dentro le redazioni. Ma adesso i maestri non ci sono più, al massimo ci sono i professori. E poi questo forse non è un articolo in senso stretto. Quindi, intanto, ecco una citazione - non esattamente all’inizio, i maestri saranno clementi.
“I giornalisti... ah! Un branco di analfabeti con la forfora sul collo e le pezze al sedere, che spiano dai buchi delle serrature e svegliano le persone nel cuore della notte per domandare se hanno visto passare un bruto in mutande, che rubano alle vecchie madri le fotografie delle figlie violentate in Oak Park e tutto perché? Perché un milione di commesse e di mogli di camionisti ci piangono sopra. E poi... il giorno dopo la prima pagina serve per incartare un chilo di trippa”. 
Fine della citazione (da “Prima Pagina”, Billy Wilder, 1974).
E adesso parliamo di noi.

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