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L’estate del mercato Italia delle auto nuove ha chiuso con segno positivo sia a luglio (+4,68%) sia ad agosto (+9,46%), avendo registrato rispettivamente 152.779 e 91.551 immatricolazioni. Entrambi i mesi salgono sul podio dei migliori 3 risultati dell’anno, quanto a crescita percentuale sugli stessi periodi del 2017: luglio al 2° posto, agosto addirittura al 1°. Il cumulato degli 8 mesi è dunque a 1.365.947 unità (-0,07% sul 2017). Se la crescita di luglio è stata in parte dovuta anche al giorno lavorativo in più rispetto al 2017, quella di agosto è diretta conseguenza dell’entrata in vigore, dal 1° settembre, delle nuove norme di omologazione europea (Wltp). L’Unrae non prevede che l’effetto-Wltp “possa provocare un’impennata delle vendite nell’anno in deroga per lo smaltimento dei vecchi stock di auto”. Ma intanto i due mesi hanno visto grande attività sul fronte delle auto-immatricolazioni. In particolar modo da parte dei Dealer: a luglio +26% , ad agosto +44,28%, mentre in segno negativo si è chiusa l’attività da parte delle Case, quest’anno assai meno direttamente propositive in questo “canale di vendita”, se è vero che nel cumulato 2018 si contano 19mila unità in meno rispetto al 2017. In crescita sugli 8 mesi, invece, quelle dei Dealer (+16%). Passata l’estate, vedremo l’effetto di questa spinta sugli stock. Ad agosto, per la prima volta in assoluto un modello straniero è risultato il più venduto in Italia. Il primato è della Renault, con la Clio. Dopo anni di dominio, la Panda ha ceduto il passo (anche perché, nel mese, praticamente non è stata oggetto di auto-immatricolazioni, a differenza della “collega” francese). Nel mese, al 3° posto è entrata la Jeep Compass. Proprio il marchio Jeep è stato protagonista di un’eccezionale performance nel mese: con il suo +137,83% ha trainato una volta di più l’intero Gruppo Fca, che ha visto Fiat proseguire il suo rallentamento (quota di mercato del 17,7%). Renault ha fatto meglio di Volkswagen, che però nel cumulato mantiene il 2° posto.

 

Di Claudio,  Marcello, la passione: parliamo un po’ di noi

Cose che non si dovrebbero mai fare in un articolo: cominciarlo con una citazione, parlare di sé. Su questo punto i maestri erano inflessibili, ai tempi in cui a essere giornalisti lo si insegnava ancora dentro le redazioni. Ma adesso i maestri non ci sono più, al massimo ci sono i professori. E poi questo forse non è un articolo in senso stretto. Quindi, intanto, ecco una citazione - non esattamente all’inizio, i maestri saranno clementi.
“I giornalisti... ah! Un branco di analfabeti con la forfora sul collo e le pezze al sedere, che spiano dai buchi delle serrature e svegliano le persone nel cuore della notte per domandare se hanno visto passare un bruto in mutande, che rubano alle vecchie madri le fotografie delle figlie violentate in Oak Park e tutto perché? Perché un milione di commesse e di mogli di camionisti ci piangono sopra. E poi... il giorno dopo la prima pagina serve per incartare un chilo di trippa”. 
Fine della citazione (da “Prima Pagina”, Billy Wilder, 1974).
E adesso parliamo di noi.

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