I cookie ci aiutano a fornire, proteggere e migliorare i servizi di InterAutoNews.
Continuando a usare il nostro sito, accetti la nostra normativa sui cookie.

Commenti

Archiviato il bimestre in rosso (febbraio-marzo), ad aprile il mercato Italia è tornato al segno positivo, chiudendo a +6,47% in virtù delle 171.379 immatricolazioni registrate. Il primo quadrimestre del 2018 si è così attestato a 745.945 targhe (+0,24%). A influire sul risultato è stato il giorno lavorativo in più (19 giorni contro i 18 di aprile 2017), ma non solo: sensibile il peso degli ultimi 3 giorni, quando è stato fatto il 47,95% del mercato, e anche quello delle vetture Km0 e demo (uso noleggio): alle prime hanno fatto ricorso soprattutto le Case (+25,5%), alle seconde i Concessionari (+123%) che, così, hanno di fatto pareggiato il loro (temporaneo?) rallentamento sul fronte Km0 (-6,49%). Alla fine, dunque, il risultato non è cambiato rispetto ai mesi precedenti: il mix del “nuovo canale” ha prodotto un +8,15% su aprile 2018. Complessivamente, tra Case e Dealer, le auto-immatricolazioni hanno messo insieme una quota mercato vicina al 17%. Aprile ha anche registrato una sterzata (vedremo se dura) nelle vendite a privati: +5,44% nel mese e quota del 53,42%. Il saldo del quadrimestre, però, dice -7,84% e quota al 52,58%, laddove nello stesso periodo del 2017 era stata del 57,21%. Bene, nel mese, anche il noleggio (+11,79%, quota del 26,87%) grazie soprattutto al Nlt (+23,06%). Confermata, tra le alimentazioni, la difficoltà del diesel: -3,74% ad aprile e quota crollata di 5 punti sullo stesso mese del 2017 (nel quadrimestre -2,67%). In ascesa le altre alimentazioni, con le ibride (tutte) a +52,96% e le elettriche a +95,97% (anche se parliamo di una quota dello 0,14%). Detto, in altra parte del giornale, di Fca, aprile ha registrato l’ennesima crescita molto consistente di Psa (+71,75%) che nel quadrimestre ha una quota del 15,57%. Bene, nel mese, anche Jaguar-Land Rover (+24,36%) e Gruppo Volkswagen (+23,35%). Tra i singoli Marchi, eccellente la performance di Jaguar (+144,16) e Jeep (+124,52%), molto buone quelle di Seat (+49,82%), Kia (+46,12%), Skoda (+30,33%) e Volkswagen (+29,54%).

Se il food delivery consegna lezioni a domicilio

I l titolo è perentorio: “2030: il food delivery ucciderà i ristoranti. E dalle case spariranno le cucine”. L’articolo, pubblicato dal sito Business Insider, porta la firma di Valerio Mammone. Abbonda di dati e virgolettati, è molto dettagliato. Non parla del mercato delle automobili, naturalmente, ma può risultare istruttivo, se si ha voglia di uscire dalla logica “il nostro è un business unico”. 
Food delivery: consegna di cibo a domicilio. In Italia, ci dice Mammone, il fenomeno esplode nel 2015, con nuove startup (Glovo, Foodora, Deliveroo, UberEats...) venute a rompere il dominio di Just Eat. Nel 2017 il mercato vale 201 milioni di euro, +66% sul 2016. Nel primi mesi del 2018, tra piatti pronti o semplice spesa, più di 4 milioni di italiani hanno scelto la consegna a domicilio almeno una volta al mese. Utilizzatori più assidui: i Millennial, fascia d’età tra i 25 e i 34 anni. Entro il 2022 si prevede che le piattaforme di food delivery genereranno un giro d’affari da 2,5 miliardi di euro. 
Il punto centrale dell’asse che i ristoratori hanno costituito con le piattaforme di food delivery - spiega Business Insider - sono i big data. Migliaia di informazioni vengono raccolte ed elaborate ogni giorno dalle piattaforme e poi, dice Samuele Fraternali dell’Osservatorio e-commerce B2C, “i dati vengono rivenduti ai ristoratori, che così possono profilare gli utenti, sapere quali prodotti vanno di più, quali sono i servizi preferiti, quali zone e fasce orarie rendono di più... Il ristoratore non paga tanto il dato, quanto la sua rielaborazione”.

Leggi tutto...