I cookie ci aiutano a fornire, proteggere e migliorare i servizi di InterAutoNews.
Continuando a usare il nostro sito, accetti la nostra normativa sui cookie.

Commenti

Il 2018 del mercato Italia delle auto nuove nei numeri: 1.910.025 immatricolazioni, -3,11% sul 2017 (-61.320 unità); 7.852 auto vendute per giorno lavorativo (8.151 nel 2017); km0 in crescita per i Dealer, +2,35%, e in fortissimo calo per le Case, -39,63% (come informa Dataforce). Ancora: canale privati -2,4%, noleggio +0,4% (breve termine -7%, lungo termine +1,2%), società -9,3%; alimentazione diesel -12,3% (quota crollata di oltre 5 punti percentuali), benzina +7,9%, Gpl -3,5%, ibrido +30%, metano +14,3%, elettrico +148,5%; ad eccezione di crossover (+25,36%) e fuoristrada (+11,81%) segno negativo per tutte le carrozzerie (in grande difficoltà monovolume piccolo e compatto, rispettivamente a -43,11% e a -29,15%). Ultimo ma non ultimo, il dato sulla CO2: la media ponderata sull’intero immatricolato 2018 ha detto 114,45 grammi per km, +1,85% sul 2017 - perché il demonio è il diesel...

Le previsioni, almeno fino all’inizio dell’ultimo quadrimestre, erano più rosee. Forse oggi è necessario riconsiderare come eccezionale l’esito del 2017 e archiviare per un po’ ogni discorso sul superamento della soglia dei 2 milioni di immatricolazioni. Il 2019, intanto, e anche qui parliamo di previsioni degli interessati, faticherà a confermare i risultati del 2018, con lo spettro dell’ecotassa che potrebbe pesare in maniera molto consistente sul primo bimestre. A livello di Gruppi, il 2018 contraddistinto dalla frenata di Fca (-10,37%), è stato indiscutibilmente l’anno di Psa, che ha registrato una crescita del 33,01%: in volumi e quota (15,14%) ha chiuso l’anno al 2° posto, davanti al Gruppo Volkswagen, anch’esso tra i pochissimi in crescita (+7,24%). Segno positivo anche per Toyota (2,87%) e Jaguar Land Rover (+10,92%). Tra i singoli Marchi si evidenzia la crescita record di Jeep (+70,77%), il calo consistente di Fiat (-19,65%), l’avanzare costante di Volkswagen (+12,35%) e di Volvo (+12,40%), la flessione di Audi, BMW, Mercedes e Porsche, l’exploit di Jaguar (+74,13%).

 

Inizio d’anno in salita, con quella strana voglia di farsi male

In disordine di apparizione, ad aprire il 2019 dell’auto sono stati l’ufficializzazione della chiusura in negativo del mercato 2018 e le previsioni di ulteriore contrazione per l’anno appena cominciato, la multa da 678 milioni di euro inflitta dall’Antitrust italiano ad alcune tra le maggiori Case e relative Finanziarie, oltre che ad Assofin e ad Assilea (e relativo spettro di una class action da parte dei consumatori), la risoluzione consensuale con cui Fca ha chiuso i contenziosi in materia di emissioni diesel negli Stati Uniti per un costo complessivo stimato di 800 milioni di dollari, le voci che corrono su un maxi richiamo (370.000 vetture) in Europa imposto in Germania al Gruppo Volkswagen. Tutto questo, naturalmente, senza dimenticare i colpi di chiusura 2018, ovvero l’Ecotassa introdotta nella Legge di Bilancio e la decisione, in sede Ue, di fissare al 37,5% il target di riduzione delle emissioni per le auto nel 2030.Per dirla con delicatezza, una partenza d’anno in salita per l’automobile. Che se a volte è vittima per mano d’altri, spesso riesce a farsi male da sé. E invece di tutto ha bisogno, agli occhi del proprio pubblico, tranne che di ulteriori aggressioni auto-inferte alla propria immagine. Se n’è già parlato, ma soffermiamoci ugualmente su questo aspetto dell’inizio d’anno in salita. I costi di modi e pratiche non trasparenti - al di là del concetto di presunzione d’innocenza fino a prova contraria e di eventuali ricorsi pendenti, come accade nella questione dell’Antitrust - sono elevatissimi e vanno ben oltre l’importo delle multe, ancorché milionarie. Perché piantano dentro la testa del pubblico dei consumatori due inalienabili convinzioni: la prima è che devono difendersi (dal Costruttore, dal Dealer, dall’assicuratore, e così via), la seconda è che “tanto sono tutti uguali”, anche quando poi nella realtà così non è. Customer care, customer journey, customer satisfaction: l’attenzione al cliente appare massima quando è già ‘preso’ - appare, sì: laddove la sua soddisfazione è solo merce di scambio, se sia davvero soddisfatto o meno poco importa... - del tutto assente quando è ancora nascosto nell’ombra.

Leggi tutto...