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  6 mesi 2019 6 mesi 2018 Diff. % Giugno 2019 Giugno 2018 Diff. %
Austria 175.909 192.861 -8,79 32.529 38.015 -14,43
Belgio 310.488 331.369 -6,30 50.044 56.211 -10,97
Bulgaria 18.323 18.082 1,33 3.255 3.586 -9,23
Cipro 6.578 7.651 -14,02 1.183 1.173 0,85
Croazia 38.216 38.279 -0,16 8.232 8.579 -4,04
Danimarca 122.245 120.726 1,26 20.715 22.518 -8,01
Estonia 13.933 14.190 -1,81 2.424 2.566 -5,53
Finlandia 60.277 69.612 -13,41 10.537 11.661 -9,64
Francia 1.166.442 1.188.150 -1,83 230.964 252.216 -8,43
Germania 1.849.000 1.839.031 0,54 325.231 341.308 -4,71
Gran Bretagna 1.269.245 1.313.994 -3,41 223.421 234.945 -4,90
Grecia 65.557 62.312 5,21 13.133 12.571 4,47
Irlanda 80.707 87.116 -7,36 1.406 1.248 12,66
Italia 1.082.197 1.121.649 -3,52 171.626 175.273 -2,08
Lettonia 9.485 9.070 4,58 1.612 1.728 -6,71
Lituania 23.491 15.966 47,13 4.546 3.221 41,14
Lussemburgo 31.123 30.655 1,53 5.199 5.627 -7,61
Paesi Bassi 226.482 252.988 -10,48 41.671 46.746 -10,86
Polonia 278.332 273.045 1,94 45.050 46.090 -2,26
Portogallo 128.595 134.561 -4,43 25.305 26.217 -3,48
Repubblica Ceca 128.498 143.784 -10,63 21.902 25.932 -15,54
Romania 71.620 60.068 19,23 14.082 12.241 15,04
Slovacchia 52.075 51.891 0,35 9.396 9.467 -0,75
Slovenia 39.847 41.677 -4,39 6.794 7.378 -7,92
Spagna 692.472 734.671 -5,74 130.519 142.397 -8,34
Svezia 167.882 225.543 -25,57 31.830 66.244 -51,95
Ungheria 74.543 70.748 5,36 13.577 14.205 -4,42
Unione Europea* 8.183.562 8.449.689 -3,15 1.446.183 1.569.363 -7,85
EU15 7.428.621 7.705.238 -3,59 1.314.130 1.433.197 -8,31
EU12 754.941 744.451 1,41 132.053 136.166 -3,02
Islanda 7.283 11.883 -38,71 1.359 2.596 -47,65
Norvegia 78.209 76.745 1,91 15.352 15.845 -3,11
Svizzera 157.136 157.910 -0,49 28.391 31.476 -9,80
EFTA 242.628 246.538 -1,59 45.102 49.917 -9,65
Totale EU + EFTA 8.426.190 8.696.227 -3,11 1.491.285 1.619.280 -7,90
*i dati di Malta non sono attualmente disponibili      
Fonte: National Automobile Dealers Association - Dati al 17/07/2019      

Governo, non politica: questo serve all’Italia (e all’auto)

Doveroso commiato, per cominciare: arrivederci e grazie (?) a Salvini. Nessuna delusione, anche se per qualche minuto è stato bello credere che l’allora vice Premier facesse sul serio, quando – sul palco di Verona, Automotive Dealer Day, maggio scorso – disse “Mi impegno a mettere tutta l’energia possibile per passare dal 40 al 100% di detrazione Iva sulle auto aziendali”. È stato bello, perché per qualche minuto si è potuto assistere a uno spettacolo assai raro: il dialogo, che implica ascolto, tra imprenditori e governanti. Nessuna delusione, però, perché alla fine nessun imprenditore è uscito da quella sala con la certezza che quella promessa sarebbe stata mantenuta. “Vedremo”, era lo stato d’animo che tutti più o meno accomunava. E infatti abbiamo visto. 
Adesso, arriva la notizia che il nuovo Governo è al lavoro sul Decreto legge detto per brevità “Clima” (“Per il contrasto dei cambiamenti climatici e la promozione dell’economia verde”). La bozza è stata preparata, e andrà al vaglio del Consiglio dei ministri. Contiene, tra gli altri, alcuni capitoli che coinvolgono il mondo dell’auto. Per cominciare, è previsto un bonus fiscale da 2.000 euro per i cittadini che risiedono nelle città metropolitane inquinate nelle zone interessate dalle procedure di infrazione comunitaria (Piemonte, Lombardia, Veneto, Lazio, Liguria, Toscana, Molise e Sicilia) e che rottamano autovetture fino alla classe Euro4. In pratica, dunque, riguarda gli automobilisti di Torino, Milano, Venezia, Roma, Genova, Firenze, Palermo, Catania e Messina. Ma, attenzione: il bonus da 2.000 euro è un credito di imposta che può essere utilizzato, entro i successivi 5 anni alla rottamazione, per abbonamenti al trasporto pubblico locale (sarà valido anche per i parenti del rottamatore) e l’utilizzo di servizi di sharing mobility con veicoli elettrici o a zero emissioni. E non verrà riconosciuto a chi, nei 2 anni successivi alla rottamazione, dovesse acquistare nuovi veicoli ad alte emissioni.

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