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  Gennaio 2019 Gennaio 2018 Diff. % 12 mesi 2018 12 mesi 2017 Diff. %
Austria 25.257 28.568 -11,59 341.068 353.320 -3,47
Belgio 51.074 56.869 -10,19 549.632 546.558 0,56
Bulgaria 2.344 2.465 -4,91 34.332 31.244 9,88
Cipro 1.021 1.200 -14,92 12.956 13.080 -0,95
Croazia 3.564 3.723 -4,27 59.856 50.412 18,73
Danimarca 21.313 19.918 7,00 218.565 221.838 -1,48
Estonia 2.186 2.447 -10,67 25.387 24.494 3,65
Finlandia 11.732 13.584 -13,63 120.499 118.587 1,61
Francia 155.079 156.846 -1,13 2.173.481 2.110.748 2,97
Germania 265.702 269.429 -1,38 3.435.778 3.441.262 -0,16
Gran Bretagna 161.013 163.615 -1,59 2.367.147 2.540.617 -6,83
Grecia 9.210 8.885 3,66 103.431 88.083 17,42
Irlanda 32.343 37.023 -12,64 125.557 131.332 -4,40
Italia 164.864 178.326 -7,55 1.910.025 1.971.345 -3,11
Lettonia 1.540 1.529 0,72 16.879 16.692 1,12
Lituania 3.145 2.111 48,98 32.447 25.867 25,44
Lussemburgo 4.205 4.352 -3,38 52.811 52.775 0,07
Paesi Bassi 47.701 58.745 -18,80 443.812 414.306 7,12
Polonia 45.927 46.081 -0,33 531.889 486.352 9,36
Portogallo 15.684 14.487 8,26 228.290 222.129 2,77
Repubblica Ceca 19.278 23.219 -16,97 261.437 271.595 -3,74
Romania 13.952 11.744 18,80 130.919 106.387 23,06
Slovacchia 7.230 8.050 -10,19 98.080 96.085 2,08
Slovenia 6.563 6.845 -4,12 72.835 70.892 2,74
Spagna 93.546 101.661 -7,98 1.321.438 1.234.932 7,00
Svezia 20.478 22.980 -10,89 353.729 379.393 -6,76
Ungheria 9.714 8.894 9,22 136.594 116.265 17,49
Unione Europea* 1.195.665 1.253.596 -4,62 15.158.874 15.136.590 0,15
EU15 1.079.201 1.135.288 -4,94 13.745.263 13.827.225 -0,59
EU12 116.464 118.308 -1,56 1.413.611 1.309.365 7,96
Islanda 846 1.624 -47,91 17.967 21.287 -15,60
Norvegia 9.004 9.207 -2,20 147.929 158.650 -6,76
Svizzera 20.931 21.671 -3,41 299.716 314.028 -4,56
EFTA 30.781 32.502 -5,30 465.612 493.965 -5,74
Totale EU + EFTA 1.226.446 1.286.098 -4,64 15.624.486 15.630.555 -0,04
             
*i dati di Malta non sono attualmente disponibili      
Fonte: National Automobile Dealers Association - Dati al 15/02/2019      

Dealer, quando la lotta fa bene alla pace

Dentro la sollevazione pronta e unitaria del settore auto italiano seguita all’introduzione dell’Ecotassa – sollevazione che è stata fin qui il solo e unico benefico effetto sortito dalla non comprensibile decisione del Governo – sono scomparsi d’incanto le turbolenze e il progetto di scissione all’interno del mondo delle rappresentanze dei Concessionari italiani. Una conquista enorme, considerato il clima dello scorso anno e i toni forti della diatriba.

Della nuova associazione dei Dealer non si parla più. Il che non significa che i grandi Gruppi abbiano perso la voglia (la forza non la perderanno certo) di essere attivi e pure rappresentativi: una delle richieste avanzate a Federauto prima dell’avvio della procedura di scissione di inizio estate 2018, all’epoca non accolta dal presidente De Stefani Cosentino, ovvero l’adesione diretta dei Concessionari alla Federazione, senza quindi l’obbligo di passare attraverso le associazioni di marca, è adesso argomento di pacata discussione (in corso) e le probabilità che ottenga il via libera sono più che alte – per non scontentare nessuno si potrà aderire alla Federazione sia tramite associazione di marca sia liberamente, l’una possibilità non escluderà l’altra. Un’apertura di dialogo concreta, sui fatti: buona notizia.

Ma c’è altro. In sede di Unione europea, dove si è almeno abituati, per cultura, ad ascoltare, è stata rappresentata da Federauto la delicata questione della vendita dei veicoli alle flotte da parte delle Case – a prezzi e condizioni che i Concessionari nemmeno si sognano, e soprattutto vendita diretta. E sempre per rimanere alla Ue, un intervento in quella sede per rappresentare le problematiche legate ai contratti tra Case e Concessionari (sul nodo del recesso, in particolare) era stata indicata tra le possibili azioni da intraprendere al più presto dai promotori della nuova Associazione, quando ancora sembrava che questa dovesse realizzarsi. 

Nel nuovo scenario di collaborazione che sembra aprirsi per il settore, potrebbe realizzarsi così compiutamente l’idea di quanti – tra i fondatori della nuova Associazione – non erano del tutto propensi alla scissione da Federauto né allo scontro, e immaginavano il nascente soggetto più come una task force cui affidare questo o quel compito particolare da portare a termine. Fiancheggiando la Rappresentanza ufficiale e non entrando con la stessa in rotta di collisione: ciascuno porta le proprie competenze, le proprie conoscenza e capacità e le mette a disposizione della collettività.

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