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  10 mesi 2018 10 mesi 2017 Diff. % Ott. 2018 Ott. 2017 Diff. %
Austria 298.271 298.122 0,05 22.513 28.244 -20,29
Belgio 492.616 478.841 2,88 36.894 43.500 -15,19
Bulgaria 29.005 25.098 15,57 2.562 3.000 -14,60
Cipro 11.393 11.377 0,14 997 1.044 -4,50
Croazia 54.060 44.885 20,44 3.978 3.604 10,38
Danimarca 186.718 187.267 -0,29 16.674 18.564 -10,18
Estonia 22.243 20.998 5,93 1.724 2.031 -15,12
Finlandia 105.670 100.848 4,78 7.935 8.752 -9,34
Francia 1.836.480 1.737.371 5,70 173.798 176.492 -1,53
Germania 2.926.046 2.884.676 1,43 252.628 272.855 -7,41
Gran Bretagna 2.064.419 2.224.603 -7,20 153.599 158.192 -2,90
Grecia 91.201 76.164 19,74 7.125 6.306 12,99
Irlanda 124.786 130.491 -4,37 1.700 1.943 -12,51
Italia 1.638.364 1.692.767 -3,21 146.655 158.417 -7,42
Lettonia 14.798 14.115 4,84 1.309 1.413 -7,36
Lituania 27.128 21.475 26,32 2.800 2.316 20,90
Lussemburgo 46.667 45.542 2,47 4.298 4.670 -7,97
Paesi Bassi 389.444 359.372 8,37 30.079 36.443 -17,46
Polonia 443.251 395.968 11,94 39.908 40.507 -1,48
Portogallo 196.652 187.450 4,91 13.956 15.898 -12,22
Repubblica Ceca 227.488 228.703 -0,53 19.704 23.192 -15,04
Romania 110.331 88.805 24,24 6.736 10.036 -32,88
Slovacchia 83.792 79.781 5,03 8.071 8.446 -4,44
Slovenia 64.000 60.561 5,68 5.548 6.446 -13,93
Spagna 1.131.081 1.027.818 10,05 88.410 94.676 -6,62
Svezia 304.916 311.951 -2,26 23.088 32.112 -28,10
Ungheria 115.539 93.064 24,15 10.923 10.363 5,40
Unione Europea* 13.036.359 12.828.113 1,62 1.083.612 1.169.462 -7,34
EU15 11.833.331 11.743.283 0,77 979.352 1.057.064 -7,35
EU12 1.203.028 1.084.830 10,90 104.260 112.398 -7,24
Islanda 16.772 19.346 -13,31 804 1.114 -27,83
Norvegia 123.155 128.830 -4,41 11.655 12.472 -6,55
Svizzera 248.074 256.207 -3,17 22.788 24.724 -7,83
EFTA 388.001 404.383 -4,05 35.247 38.310 -8,00
Totale EU + EFTA 13.424.360 13.232.496 1,45 1.118.859 1.207.772 -7,36

Il terzo lato del triangolo, il nostro convitato di pietra

Francesco è un insegnante e abita a Roma. Oggi ha deciso di andare al lavoro in centro senza prendere l’auto. Prende la bicicletta, perché “è il mezzo migliore per mantenere il distanziamento sociale, mi tiene in forma, è economica e, soprattutto, non inquina”.
Vediamo Francesco in bici: pedala su piste ciclabili che finiscono nel nulla, o su una scalinata, o contro un cavalcavia, o dentro il Tevere. Lo vediamo abbandonare la bici e optare per l’autobus: attende alla fermata per dieci minuti, un quarto d’ora, mezz’ora: inutilmente. Rinuncia, e opta per il car-sharing. Vediamo Francesco trafficare con lo smartphone solo per scoprire che la zona in cui si trova non è coperta dal servizio. Conclusione: “Basta, non possiamo ripartire se non cambiamo la mobilità delle nostre città”, dice Francesco, che poi indossa una maschera antigas e si avvia a piedi per le strade di Roma.
Tutto questo lo vediamo in un video, “2020 – Odissea della mobilità”, realizzato e lanciato da Greenpeace Italia in occasione della settimana della mobilità per “mostrare le difficoltà che vive quotidianamente chi cerca di muoversi all’interno della propria città”. 
Paradossale: è uno spot per l’automobile di proprietà. Affermazione cinica, ma tant’è: l’automobile forse non emoziona più come una volta, ma se ancora ha a che fare con la libertà, è proprio con la libertà di trovarla e usarla quando si vuole che ha a che fare. La nostra automobile. A Roma, certamente; e in tante altre città meno attente a sé e a chi le abita di questa Italia che viaggia a più velocità – una lenta, una molto lenta, un’altra praticamente ferma, e non soltanto perché siamo nel tempo dell’emergenza sanitaria.

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