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  8 mesi 2018 8 mesi 2017 Diff. % Ago. 2018 Ago. 2017 Diff. % Lug. 2018 Lug. 2017 Diff. %
Austria 258.564 240.350 7,58 34.227 26.058 31,35 31.476 27.731 13,50
Belgio 428.577 394.446 8,65 54.437 35.517 53,27 42.771 36.627 16,77
Bulgaria 23.685 19.556 21,11 2.887 2.344 23,17 2.716 2.463 10,27
Cipro 9.508 9.347 1,72 719 703 2,28 1.138 1.102 3,27
Croazia 47.188 38.480 22,63 3.190 2.410 32,37 5.719 3.979 43,73
Danimarca 157.969 154.318 2,37 20.741 15.313 35,45 16.453 15.208 8,19
Estonia 18.982 17.087 11,09 2.655 1.984 33,82 2.137 1.981 7,87
Finlandia 91.197 82.978 9,91 12.004 9.672 24,11 9.583 8.855 8,22
Francia 1.513.932 1.390.234 8,90 150.390 107.449 39,96 175.392 147.518 18,90
Germania 2.473.284 2.323.786 6,43 316.405 253.680 24,73 317.848 283.080 12,28
Gran Bretagna 1.571.986 1.640.241 -4,16 94.094 76.433 23,11 163.898 161.997 1,17
Grecia 79.154 63.911 23,85 7.718 5.134 50,33 9.124 8.421 8,35
Irlanda 119.929 124.651 -3,79 5.925 5.729 3,42 26.888 27.707 -2,96
Italia 1.365.947 1.366.881 -0,07 91.551 83.638 9,46 152.779 145.942 4,68
Lettonia 12.080 11.491 5,13 1.613 1.469 9,80 1.397 1.408 -0,78
Lituania 22.049 16.674 32,24 3.308 2.087 58,51 2.775 1.773 56,51
Lussemburgo 39.773 36.904 7,77 4.187 3.429 22,11 4.931 4.529 8,88
Paesi Bassi 330.471 287.501 14,95 41.355 29.093 42,15 36.263 32.433 11,81
Polonia 376.031 318.350 18,12 56.701 34.505 64,33 46.285 36.831 25,67
Portogallo 169.827 156.695 8,38 15.281 11.937 28,01 19.961 17.572 13,60
Repubblica Ceca 193.252 185.292 4,30 27.830 21.192 31,32 21.638 19.649 10,12
Romania 100.824 68.344 47,52 25.546 12.001 112,87 15.210 11.335 34,19
Slovacchia 71.202 64.158 10,98 10.595 7.265 45,84 8.716 8.022 8,65
Slovenia 53.559 48.834 9,68 5.636 4.492 25,47 6.246 5.310 17,63
Spagna 973.542 849.851 14,55 107.692 72.410 48,73 131.181 109.947 19,31
Svezia 262.717 248.167 5,86 24.670 29.915 -17,53 12.504 24.722 -49,42
Ungheria 95.724 73.099 30,95 12.931 8.915 45,05 12.045 9.334 29,04
EU28* 10.860.953 10.231.626 6,15 1.134.288 864.774 31,17 1.277.074 1.155.476 10,52
EU15 9.836.869 9.360.914 5,08 980.677 765.407 28,12 1.151.052 1.052.289 9,39
EU11 1.024.084 870.712 17,61 153.611 99.367 54,59 126.022 103.187 22,13
Islanda 15.028 17.048 -11,85 1.464 1.521 -3,75 1.689 1.832 -7,81
Norvegia 100.880 102.874 -1,94 14.524 13.415 8,27 9.611 11.476 -16,25
Svizzera 204.877 206.963 -1,01 21.484 23.160 -7,24 25.483 24.885 2,40
EFTA 320.785 326.885 -1,87 37.472 38.096 -1,64 36.783 38.193 -3,69
Totale EU + EFTA 11.181.738 10.558.511 5,90 1.171.760 902.870 29,78 1.313.857 1.193.669 10,07

Se Torino va a Milano, e la politica gioca a fare autogol

Perciò Torino va a Milano, nel senso del Salone dell’auto che cambia residenza. Lascia la città che gli era propria, lascia la dimora, il Parco Valentino, che lo ha visto rinascere e prosperare e affermarsi addirittura come standard con il quale dovranno misurarsi da qui in avanti gli show dell’auto, laddove pochi, pochissimi, avrebbero scommesso sulla sua capacità di durare oltre due, tre edizioni. Sono state invece cinque, l’ultima delle quali illuminata dalla presenza di 700mila visitatori e di 54 Marchi auto. Un trionfo di pubblico e di critica. Poi, è entrata in scena la politica – bassa, rigorosamente con la minuscola. E Torino, perciò, se ne va a Milano. Naturalmente, il fulmine a ciel sereno scagliato da Andrea Levy, presidente del Salone, che annunciando il trasloco ha insieme fornito le date del primo appuntamento milanese e quella della conferenza stampa di presentazione, qualche dubbio consistente lo ha prodotto. Si è detto: non si può improvvisare su due piedi un trasloco di questa portata; e in Italia, poi, dove la burocrazia è padrona e per ottenere permessi ci possono volere anni; e per andare a Milano, infine, che ha un’agenda degli eventi in cui, per trovare un buco libero, bisogna fare i salti mortali… E ancora, si è detto, un imprenditore che ha dimostrato di saperci fare, e Andrea Levy lo è, procede per programmi, non per improvvisazioni o colpi di testa. Quindi, si è concluso, la decisione di lasciare Torino non nasce dall’ultimo scontro con l’amministrazione locale – il vicesindaco Guido Montanari in testa, con la sua “speranza nella grandine” affinché mandasse all’aria l’ultima edizione del Salone del Parco Valentino - ma era stata già presa da tempo, si aspettava solo un casus belli per metterla in atto, e il casus belli è puntualmente arrivato.

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