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  4 mesi 2018 4 mesi 2017 Diff. % Apr. 2018 Apr. 2017 Diff. %
Austria 122.295 118.694 3,03 31.821 30.201 5,36
Belgio 220.159 215.841 2,00 54.602 51.132 6,79
Bulgaria 11.188 9.086 23,13 2.852 2.479 15,05
Cipro 5.247 4.728 10,98 1.058 1.088 -2,76
Croazia 20.927 17.065 22,63 7.068 6.255 13,00
Danimarca 75.675 77.532 -2,40 18.718 17.610 6,29
Estonia 9.056 7.949 13,93 2.424 2.206 9,88
Finlandia 45.459 42.525 6,90 11.044 9.399 17,50
Francia 744.232 712.925 4,39 187.390 171.871 9,03
Germania 1.192.666 1.135.381 5,05 314.055 290.697 8,04
Gran Bretagna 886.400 972.092 -8,82 167.911 152.076 10,41
Grecia 37.274 29.549 26,14 10.498 8.452 24,21
Irlanda 79.864 83.823 -4,72 8.077 7.841 3,01
Italia 745.945 744.131 0,24 171.379 160.969 6,47
Lettonia 5.650 5.481 3,08 1.465 1.417 3,39
Lituania 9.607 7.778 23,52 3.130 2.254 38,86
Lussemburgo 19.667 18.205 8,03 5.371 4.864 10,42
Paesi Bassi 170.313 148.880 14,40 34.290 29.183 17,50
Polonia 184.601 165.408 11,60 44.716 39.476 13,27
Portogallo 84.659 78.699 7,57 21.430 18.830 13,81
Repubblica Ceca 92.132 90.808 1,46 24.259 22.749 6,64
Romania 36.272 28.916 25,44 7.629 6.640 14,89
Slovacchia 32.750 30.086 8,85 8.407 7.272 15,61
Slovenia 26.998 24.691 9,34 6.592 6.001 9,85
Spagna 454.130 409.286 10,96 113.816 101.375 12,27
Svezia 121.612 119.880 1,44 34.215 30.476 12,27
Ungheria 43.664 33.028 32,20 12.056 8.681 38,88
Unione Europea* 5.478.442 5.332.467 2,74 1.306.273 1.191.494 9,63
EU15 5.000.350 4.907.443 1,89 1.184.617 1.084.976 9,18
EU12 478.092 425.024 12,49 121.656 106.518 14,21
Islanda 6.427 6.707 -4,17 1.812 2.054 -11,78
Norvegia 47.854 49.580 -3,48 14.055 11.339 23,95
Svizzera 98.608 98.584 0,02 26.519 25.815 2,73
EFTA 152.889 154.871 -1,28 42.386 39.208 8,11
Totale EU + EFTA 5.631.331 5.487.338 2,62 1.348.659 1.230.702 9,58
             
*i dati di Malta non sono attualmente disponibili      
Fonte: National Automobile Dealers Association - Dati al 17/05/2018      

Mercato, stock, Km0: chi vince al gioco dell’oca?

Ci risiamo. Il mercato ha dato numeri buoni a luglio, eccellenti ad agosto, il solito mese jolly. Un’estate apparentemente a gonfie vele, in Italia - in Europa  è stata addirittura clamorosa.  L’effetto Wltp, si è subito detto, ben sapendo quello che si diceva. Ovvero: la spinta delle campagne promosse da Concessionari e Case per smaltire gli stock di auto non conformi alle nuove procedure di omologazione in vigore dal 1° settembre ha prodotto quei volumi e quelle percentuali di crescita. Il punto è che, una volta di più, c’è da chiedersi se immatricolazione sia sinonimo di vendita. A occhio, non lo è, specie se si parla di vendita al cliente privato - che continua a tenersi abbastanza lontano dal mercato. Dunque, il giro appare essere il solito: si sono smaltiti gli stock rimpinguando altri stock. Che, in un modo o nell’altro, vanno a rimpinguare la flotta delle Km0, in carico ai Concessionari. Ad agosto, le Case non hanno praticamente fatto auto-immatricolazioni (e Fiat ha sacrificato così il 1° posto di Panda nella classifica dei modelli più venduti). I Dealer ne hanno fatto il 44,28% in più rispetto al 2017 - senza contare le 1.835 immatricolazioni intestate alle proprie società di noleggio a breve termine. Negli 8 mesi del 2018, sono arrivati a quota 160mila (+22.000 circa sul 2017), a fronte del -25,6% di quelle delle Case (-19.000 unità). I dati sono di Data Force e dicono che i vasi continuano a comunicare: da una parte le auto-immatricolazioni calano, dall’altra crescono. Che si tratti di forzature, lo lasciamo dire a chi le fa e poi se ne lamenta. Che il mercato finirà per pagare questo gioco è fuor di dubbio. Resta da capire quando. La speranza è che non sia necessario sedere sulla riva del fiume, per capire quando accadrà.

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Nessuna nuova sul fronte delle rappresentanze dei Dealer. Il che non è una buona nuova. Le strade, tra Federauto e i promotori della nuova associazione, si sono definitivamente separate con lo scambio di lettere di inzio estate. Posizioni inconciliabili, dialogo inesistente. Fine della possibile collaborazione. Che era la strada auspicata da qualcuno, all’interno della compagnia dei “fuoriusciti”: la Federauto a fare la propria politica, il nuovo gruppo con funzione di task force e l’incarico di occuparsi di uno dei tanti temi che incombono sul business e sugli imprenditori che lo portano avanti. Oggi lo spettro dell’aumento dell’Iva, domani quello del Regolamento europeo - solo per citare due delle aree di intervento in cui il lavoro di lobby potrebbe (avrebbe potuto?) risultare più che utile. Ma no: separati nella stessa casa, si procederà così.

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