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  12 mesi 2017 12 mesi 2016 Diff. % Dic. 2017 Dic. 2016 Diff. %
Austria 353.320 329.604 7,20 25.651 25.662 -0,04
Belgio 546.558 539.519 1,30 28.072 33.523 -16,26
Bulgaria 31.244 26.370 18,48 3.064 3.555 -13,81
Cipro 13.080 12.671 3,23 713 846 -15,72
Croazia 50.412 43.015 17,20 2.024 3.383 -40,17
Danimarca 221.818 222.917 -0,49 16.516 19.394 -14,84
Estonia 25.020 22.429 11,55 1.498 1.304 14,88
Finlandia 118.581 119.000 -0,35 8.068 8.151 -1,02
Francia 2.110.748 2.015.177 4,74 193.372 194.372 -0,51
Germania 3.441.262 3.351.607 2,67 253.950 256.533 -1,01
Gran Bretagna 2.540.617 2.692.786 -5,65 152.473 178.022 -14,35
Grecia 88.083 78.873 11,68 5.396 4.765 13,24
Irlanda 131.355 146.649 -10,43 159 434 -63,36
Italia 1.970.497 1.825.892 7,92 121.100 125.062 -3,17
Lettonia 16.692 16.359 2,04 1.299 1.144 13,55
Lituania 25.865 20.320 27,29 1.967 1.418 38,72
Lussemburgo 52.775 50.561 4,38 2.844 3.065 -7,21
Paesi Bassi 417.075 381.885 9,21 17.528 35.505 -50,63
Polonia 486.352 416.123 16,88 48.011 43.721 9,81
Portogallo 222.134 207.330 7,14 17.058 16.988 0,41
Repubblica Ceca 271.595 259.693 4,58 19.967 21.913 -8,88
Romania 105.083 94.919 10,71 6.967 9.331 -25,33
Slovacchia 96.085 88.163 8,99 8.029 8.010 0,24
Slovenia 70.892 63.674 11,34 4.039 4.078 -0,96
Spagna 1.234.931 1.147.009 7,67 102.943 96.888 6,25
Svezia 379.393 372.318 1,90 34.958 37.281 -6,23
Ungheria 116.265 96.552 20,42 10.832 9.750 11,10
EU28* 15.137.732 14.641.415 3,39 1.088.498 1.144.098 -4,86
EU15 13.829.147 13.481.127 2,58 980.088 1.035.645 -5,36
EU12 1.308.585 1.160.288 12,78 108.410 108.453 -0,04
Islanda 21.277 18.442 15,37 905 706 28,19
Norvegia 158.650 154.603 2,62 16.077 13.602 18,20
Svizzera 314.028 317.318 -1,04 31.072 35.325 -12,04
EFTA 493.955 490.363 0,73 48.054 49.633 -3,18
Totale EU + EFTA 15.631.687 15.131.778 3,30 1.136.552 1.193.731 -4,79

Manifesto per chi vuole resistere

Nulla sarà più come prima, è il mantra che ci stiamo ripetendo davanti all’ignoto e ai relativi interrogativi – quando finirà? E come sarà quella che allora chiameremo “normalità”? – generati dalla pandemia di Coronavirus. E la storia del mondo domani o dopo potrà essere datata a.C. (avanti Coronavirus) e d.C. (dopo Coronavirus).
Non sfugge, né sfuggirà, a tale destino il mondo automotive a livello globale, ben dentro la tempesta perfetta. Sorpreso, travolto, molto preoccupato. Fabbriche chiuse, concessionarie chiuse, tutto fermo, immobile. Scenario di guerra. 
Il dramma – che è molto vicino a essere una tragedia – non è uguale per tutti. Soffrono tutti, ma qualcuno di più: per restare all’Italia, il comparto della distribuzione auto. Il colpo subìto lo ha messo in ginocchio, la terra non è mai stata tanto vicina. Nell’intervista che pubblichiamo, Adolfo De Stefani Cosentino, presidente dei Concessionari, dice tra l’altro: “Tra il 10% e il 20% delle aziende è a rischio chiusura”. Il Governo ha varato provvedimenti per le imprese ritenuti inadeguati dai Dealer, non idonei alla loro realtà: con fermezza e chiarezza gli è stato fatto notare, si aspettano risposte. Il Governo anche su questo tavolo si gioca la faccia, ma i Concessionari ci si giocano la vita. Non è lo stesso gioco. Insistere, e resistere: è ciò che la Federazione farà, e si spera che lo facciano anche le Case auto. Se davvero si è partner, alla guerra si va insieme.
Ma poi non c’è a.C. senza d.C. E il dopo, quella “normalità” per nulla somigliante alla normalità che fino a ieri abbiamo praticato, forse non è immaginabile, ma desiderabile certo lo è. Può bastare, per resistere. Per conservare o ritrovare la voglia di combattere. Esploratori dell’ignoto, forse in numero ridotto, ma sul pezzo, con rabbia e per amore (del proprio lavoro, dell’impresa che hanno ereditato o creato dal nulla): i Concessionari ci saranno.
Come tutti noi, oggi sono reclusi ma non per forza esclusi. Dal domani, quando verrà.
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