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  6 mesi 2017 6 mesi 2016 Diff. % Giu. 2017 Giu. 2016 Diff. %
Austria 186.561 171.770 8,61 35.441 33.751 5,01
Belgio 322.302 309.606 4,10 55.119 55.272 -0,28
Bulgaria 14.749 12.361 19,32 3.206 2.440 31,39
Cipro 7.542 6.793 11,03 1.572 1.077 45,96
Croazia 31.790 25.728 23,56 6.680 6.142 8,76
Danimarca 123.791 116.849 5,94 23.959 23.632 1,38
Estonia 13.332 11.754 13,43 2.666 1.994 33,70
Finlandia 64.422 65.478 -1,61 10.860 10.753 1,00
Francia 1.135.267 1.102.429 2,98 230.926 227.353 1,57
Germania 1.787.026 1.733.839 3,07 327.693 339.563 -3,50
Gran Bretagna 1.401.811 1.420.636 -1,33 243.454 255.766 -4,81
Grecia 50.356 47.413 6,21 10.141 8.863 14,42
Irlanda 91.185 101.327 -10,01 1.396 1.623 -13,99
Italia 1.136.331 1.043.388 8,91 187.642 166.232 12,88
Lettonia 8.614 8.697 -0,95 1.591 1.935 -17,78
Lituania 12.814 10.706 19,69 2.677 1.904 40,60
Lussemburgo 28.946 28.315 2,23 5.206 5.106 1,96
Paesi Bassi 226.690 193.915 16,90 41.309 39.249 5,25
Polonia 247.014 210.728 17,22 41.890 38.555 8,65
Portogallo 127.199 118.626 7,23 24.847 23.369 6,32
Repubblica Ceca 144.451 132.778 8,79 26.634 25.714 3,58
Romania 45.008 35.452 26,95 8.030 5.462 47,02
Slovacchia 48.871 43.954 11,19 9.568 8.354 14,53
Slovenia 39.032 34.980 11,58 7.555 6.492 16,37
Spagna 667.494 623.234 7,10 131.797 123.790 6,47
Svezia 193.530 187.591 3,17 38.324 36.307 5,56
Ungheria 54.793 45.969 19,20 10.820 9.692 11,64
EU28* 8.210.921 7.844.316 4,67 1.491.003 1.460.390 2,10
EU15 7.542.911 7.264.416 3,83 1.368.114 1.350.629 1,29
EU12 668.010 579.900 15,19 122.889 109.761 11,96
Islanda 13.654 12.125 12,61 3.145 2.855 10,16
Norvegia 77.983 77.749 0,30 14.228 13.681 4,00
Svizzera 158.918 158.037 0,56 31.923 31.259 2,12
EFTA 250.555 247.911 1,07 49.296 47.795 3,14
Totale EU + EFTA 8.461.476 8.092.227 4,56 1.540.299 1.508.185 2,13

Manifesto per chi vuole resistere

Nulla sarà più come prima, è il mantra che ci stiamo ripetendo davanti all’ignoto e ai relativi interrogativi – quando finirà? E come sarà quella che allora chiameremo “normalità”? – generati dalla pandemia di Coronavirus. E la storia del mondo domani o dopo potrà essere datata a.C. (avanti Coronavirus) e d.C. (dopo Coronavirus).
Non sfugge, né sfuggirà, a tale destino il mondo automotive a livello globale, ben dentro la tempesta perfetta. Sorpreso, travolto, molto preoccupato. Fabbriche chiuse, concessionarie chiuse, tutto fermo, immobile. Scenario di guerra. 
Il dramma – che è molto vicino a essere una tragedia – non è uguale per tutti. Soffrono tutti, ma qualcuno di più: per restare all’Italia, il comparto della distribuzione auto. Il colpo subìto lo ha messo in ginocchio, la terra non è mai stata tanto vicina. Nell’intervista che pubblichiamo, Adolfo De Stefani Cosentino, presidente dei Concessionari, dice tra l’altro: “Tra il 10% e il 20% delle aziende è a rischio chiusura”. Il Governo ha varato provvedimenti per le imprese ritenuti inadeguati dai Dealer, non idonei alla loro realtà: con fermezza e chiarezza gli è stato fatto notare, si aspettano risposte. Il Governo anche su questo tavolo si gioca la faccia, ma i Concessionari ci si giocano la vita. Non è lo stesso gioco. Insistere, e resistere: è ciò che la Federazione farà, e si spera che lo facciano anche le Case auto. Se davvero si è partner, alla guerra si va insieme.
Ma poi non c’è a.C. senza d.C. E il dopo, quella “normalità” per nulla somigliante alla normalità che fino a ieri abbiamo praticato, forse non è immaginabile, ma desiderabile certo lo è. Può bastare, per resistere. Per conservare o ritrovare la voglia di combattere. Esploratori dell’ignoto, forse in numero ridotto, ma sul pezzo, con rabbia e per amore (del proprio lavoro, dell’impresa che hanno ereditato o creato dal nulla): i Concessionari ci saranno.
Come tutti noi, oggi sono reclusi ma non per forza esclusi. Dal domani, quando verrà.
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