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  3 mesi 2017 3 mesi 2016 Diff. % Mar. 2017 Mar. 2016 Diff. %
Austria 88.493 78.455 12,79 36.830 31.941 15,31
Belgio 164.709 150.456 9,47 61.066 56.423 8,23
Bulgaria 6.607 5.399 22,37 3.005 2.230 34,75
Cipro 3.640 3.268 11,38 1.410 1.320 6,82
Croazia 10.784 8.792 22,66 5.355 4.073 31,48
Danimarca 59.921 52.214 14,76 22.759 19.156 18,81
Estonia 5.869 5.428 8,12 2.232 2.021 10,44
Finlandia 33.113 33.114 0,00 11.202 11.654 -3,88
Francia 541.054 516.382 4,78 226.134 211.254 7,04
Germania 844.684 791.424 6,73 359.683 322.913 11,39
Gran Bretagna 820.016 771.780 6,25 562.337 518.707 8,41
Grecia 21.097 15.326 37,65 9.445 6.316 49,54
Irlanda 75.939 82.824 -8,31 19.896 21.529 -7,59
Italia 582.465 520.362 11,93 226.163 191.411 18,16
Lettonia 4.064 3.884 4,63 1.442 1.548 -6,85
Lituania 5.524 4.602 20,03 2.053 1.634 25,64
Lussemburgo 13.341 12.965 2,90 5.191 5.040 3,00
Paesi Bassi 120.654 98.265 22,78 36.789 29.626 24,18
Polonia 125.932 104.688 20,29 49.429 39.229 26,00
Portogallo 59.863 58.428 2,46 25.974 26.459 -1,83
Repubblica Ceca 68.059 59.598 14,20 26.786 22.799 17,49
Romania 22.276 17.471 27,50 6.915 6.572 5,22
Slovacchia 22.814 20.023 13,94 9.038 7.823 15,53
Slovenia 18.690 16.691 11,98 6.538 6.106 7,08
Spagna 307.911 285.494 7,85 125.600 111.511 12,63
Svezia 89.404 83.229 7,42 38.387 34.712 10,59
Ungheria 24.346 19.699 23,59 9.924 7.504 32,25
EU28* 4.141.269 3.820.261 8,40 1.891.583 1.701.511 11,17
EU15 3.822.664 3.550.718 7,66 1.767.456 1.598.652 10,56
EU12 318.605 269.543 18,20 124.127 102.859 20,68
Islanda 3.923 3.605 8,82 1.349 1.338 0,82
Norvegia 38.241 37.088 3,11 13.398 13.875 -3,44
Svizzera 72.769 71.957 1,13 30.509 29.099 4,85
EFTA 114.933 112.650 2,03 45.256 44.312 2,13
Totale EU + EFTA 4.256.202 3.932.911 8,22 1.936.839 1.745.823 10,94
*i dati di Malta non sono attualmente disponibili      
Fonte: ACEA - Dati al 19/04/2017      

Mercato, stock, Km0: chi vince al gioco dell’oca?

Ci risiamo. Il mercato ha dato numeri buoni a luglio, eccellenti ad agosto, il solito mese jolly. Un’estate apparentemente a gonfie vele, in Italia - in Europa  è stata addirittura clamorosa.  L’effetto Wltp, si è subito detto, ben sapendo quello che si diceva. Ovvero: la spinta delle campagne promosse da Concessionari e Case per smaltire gli stock di auto non conformi alle nuove procedure di omologazione in vigore dal 1° settembre ha prodotto quei volumi e quelle percentuali di crescita. Il punto è che, una volta di più, c’è da chiedersi se immatricolazione sia sinonimo di vendita. A occhio, non lo è, specie se si parla di vendita al cliente privato - che continua a tenersi abbastanza lontano dal mercato. Dunque, il giro appare essere il solito: si sono smaltiti gli stock rimpinguando altri stock. Che, in un modo o nell’altro, vanno a rimpinguare la flotta delle Km0, in carico ai Concessionari. Ad agosto, le Case non hanno praticamente fatto auto-immatricolazioni (e Fiat ha sacrificato così il 1° posto di Panda nella classifica dei modelli più venduti). I Dealer ne hanno fatto il 44,28% in più rispetto al 2017 - senza contare le 1.835 immatricolazioni intestate alle proprie società di noleggio a breve termine. Negli 8 mesi del 2018, sono arrivati a quota 160mila (+22.000 circa sul 2017), a fronte del -25,6% di quelle delle Case (-19.000 unità). I dati sono di Data Force e dicono che i vasi continuano a comunicare: da una parte le auto-immatricolazioni calano, dall’altra crescono. Che si tratti di forzature, lo lasciamo dire a chi le fa e poi se ne lamenta. Che il mercato finirà per pagare questo gioco è fuor di dubbio. Resta da capire quando. La speranza è che non sia necessario sedere sulla riva del fiume, per capire quando accadrà.

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Nessuna nuova sul fronte delle rappresentanze dei Dealer. Il che non è una buona nuova. Le strade, tra Federauto e i promotori della nuova associazione, si sono definitivamente separate con lo scambio di lettere di inzio estate. Posizioni inconciliabili, dialogo inesistente. Fine della possibile collaborazione. Che era la strada auspicata da qualcuno, all’interno della compagnia dei “fuoriusciti”: la Federauto a fare la propria politica, il nuovo gruppo con funzione di task force e l’incarico di occuparsi di uno dei tanti temi che incombono sul business e sugli imprenditori che lo portano avanti. Oggi lo spettro dell’aumento dell’Iva, domani quello del Regolamento europeo - solo per citare due delle aree di intervento in cui il lavoro di lobby potrebbe (avrebbe potuto?) risultare più che utile. Ma no: separati nella stessa casa, si procederà così.

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