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  6 mesi 2018 Quota % 6 mesi 2017 Quota % Diff. % Giu. 2018 Quota % Giu. 2017 Quota % Diff. %
Volkswagen 993.548 11,43 912.563 10,78 8,87 193.292 11,94 166.271 10,79 16,25
Audi 433.134 4,98 440.902 5,21 -1,76 79.123 4,89 74.931 4,86 5,59
Skoda 401.565 4,62 370.532 4,38 8,38 74.873 4,62 69.032 4,48 8,46
Seat 253.200 2,91 212.729 2,51 19,02 47.923 2,96 40.426 2,62 18,54
Porsche 44.135 0,51 40.689 0,48 8,47 8.215 0,51 7.355 0,48 11,69
Altre 2.519 0,03 2.685 0,03 -6,18 551 0,03 475 0,03 16,00
Gruppo VW 2.128.101 24,47 1.980.100 23,40 7,47 403.977 24,95 358.490 23,27 12,69
Peugeot 543.535 6,25 499.831 5,91 8,74 99.476 6,14 93.043 6,04 6,91
Opel/Vauxhall* 495.312 5,70 - - - 91.012 5,62 - - -
Citroën 334.587 3,85 323.240 3,82 3,51 62.932 3,89 58.756 3,81 7,11
DS 26.615 0,31 25.107 0,30 6,01 5.769 0,36 4.531 0,29 27,32
Gruppo PSA 1.400.049 16,10 848.178 10,02 65,07 259.189 16,01 156.330 10,15 65,80
Renault 631.208 7,26 628.078 7,42 0,50 137.950 8,52 135.634 8,80 1,71
Dacia 287.464 3,31 247.741 2,93 16,03 57.547 3,55 51.604 3,35 11,52
Lada 2.770 0,03 2.503 0,03 10,67 579 0,04 504 0,03 14,88
Alpine 644 0,01 0 0,00 - 232 0,01 0 0,00 -
Gruppo Renault 922.086 10,60 878.322 10,38 4,98 196.308 12,13 187.742 12,19 4,56
Fiat 423.899 4,87 465.955 5,51 -9,03 74.847 4,62 82.708 5,37 -9,50
Jeep 90.287 1,04 53.859 0,64 67,64 16.086 0,99 9.345 0,61 72,13
Alfa Romeo 50.284 0,58 46.231 0,55 8,77 8.419 0,52 9.167 0,59 -8,16
Lancia/Chrysler 27.255 0,31 37.518 0,44 -27,35 4.001 0,25 4.650 0,30 -13,96
Altre 5.075 0,06 5.833 0,07 -13,00 749 0,05 957 0,06 -21,73
Gruppo FCA 596.800 6,86 609.396 7,20 -2,07 104.102 6,43 106.827 6,93 -2,55
Hyundai 291.052 3,35 270.836 3,20 7,46 52.380 3,24 49.632 3,22 5,54
Kia 264.010 3,04 251.472 2,97 4,99 46.662 2,88 43.679 2,83 6,83
Gruppo Hyundai 555.062 6,38 522.308 6,17 6,27 99.042 6,12 93.311 6,06 6,14
Ford 550.672 6,33 572.988 6,77 -3,89 88.474 5,46 96.496 6,26 -8,31
BMW 429.585 4,94 434.628 5,14 -1,16 87.418 5,40 79.538 5,16 9,91
Mini 113.881 1,31 110.365 1,30 3,19 24.112 1,49 24.126 1,57 -0,06
Gruppo BMW 543.466 6,25 544.993 6,44 -0,28 111.530 6,89 103.664 6,73 7,59
Mercedes 456.593 5,25 466.062 5,51 -2,03 79.541 4,91 85.819 5,57 -7,32
Smart 52.132 0,60 52.525 0,62 -0,75 10.717 0,66 9.310 0,60 15,11
Gruppo Daimler 508.725 5,85 518.587 6,13 -1,90 90.258 5,57 95.129 6,17 -5,12
Toyota 391.370 4,50 370.787 4,38 5,55 70.645 4,36 62.476 4,05 13,08
Lexus 25.071 0,29 22.832 0,27 9,81 4.656 0,29 4.159 0,27 11,95
Gruppo Toyota 416.441 4,79 393.619 4,65 5,80 75.301 4,65 66.635 4,32 13,01
Nissan 286.319 3,29 316.724 3,74 -9,60 47.213 2,92 54.183 3,52 -12,86
Volvo 171.497 1,97 160.209 1,89 7,05 38.119 2,35 29.561 1,92 28,95
Land Rover 71.531 0,82 83.338 0,98 -14,17 11.371 0,70 12.781 0,83 -11,03
Jaguar 41.641 0,48 40.137 0,47 3,75 7.422 0,46 6.257 0,41 18,62
Jaguar Land Rover 113.172 1,30 123.475 1,46 -8,34 18.793 1,16 19.038 1,24 -1,29
Honda 78.690 0,90 76.869 0,91 2,37 12.295 0,76 12.642 0,82 -2,74
Gruppo GM** 1.651 0,02 529.279 6,25 -99,69 262 0,02 95.296 6,19 -99,73
Altre marche* 423.054 4,87 386.916 4,57 9,34 74.122 4,58 65.415 4,25 13,31
Totale mercato 8.695.785 100,00 8.461.963 100,00 2,76 1.618.985 100,00 1.540.759 100,00 5,08

Se Torino va a Milano, e la politica gioca a fare autogol

Perciò Torino va a Milano, nel senso del Salone dell’auto che cambia residenza. Lascia la città che gli era propria, lascia la dimora, il Parco Valentino, che lo ha visto rinascere e prosperare e affermarsi addirittura come standard con il quale dovranno misurarsi da qui in avanti gli show dell’auto, laddove pochi, pochissimi, avrebbero scommesso sulla sua capacità di durare oltre due, tre edizioni. Sono state invece cinque, l’ultima delle quali illuminata dalla presenza di 700mila visitatori e di 54 Marchi auto. Un trionfo di pubblico e di critica. Poi, è entrata in scena la politica – bassa, rigorosamente con la minuscola. E Torino, perciò, se ne va a Milano. Naturalmente, il fulmine a ciel sereno scagliato da Andrea Levy, presidente del Salone, che annunciando il trasloco ha insieme fornito le date del primo appuntamento milanese e quella della conferenza stampa di presentazione, qualche dubbio consistente lo ha prodotto. Si è detto: non si può improvvisare su due piedi un trasloco di questa portata; e in Italia, poi, dove la burocrazia è padrona e per ottenere permessi ci possono volere anni; e per andare a Milano, infine, che ha un’agenda degli eventi in cui, per trovare un buco libero, bisogna fare i salti mortali… E ancora, si è detto, un imprenditore che ha dimostrato di saperci fare, e Andrea Levy lo è, procede per programmi, non per improvvisazioni o colpi di testa. Quindi, si è concluso, la decisione di lasciare Torino non nasce dall’ultimo scontro con l’amministrazione locale – il vicesindaco Guido Montanari in testa, con la sua “speranza nella grandine” affinché mandasse all’aria l’ultima edizione del Salone del Parco Valentino - ma era stata già presa da tempo, si aspettava solo un casus belli per metterla in atto, e il casus belli è puntualmente arrivato.

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