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  Gen. 2018 Quota % Gen. 2017 Quota % Diff. %
Volkswagen 146.851 11,42 140.725 11,69 4,35
Audi 65.113 5,06 63.671 5,29 2,26
Skoda 63.308 4,92 52.512 4,36 20,56
Seat 34.414 2,68 28.762 2,39 19,65
Porsche 6.682 0,52 5.312 0,44 25,79
Altre 415 0,03 424 0,04 -2,12
Gruppo VW 316.783 24,63 291.406 24,20 8,71
Peugeot 83.389 6,48 72.641 6,03 14,80
Opel/Vauxhall* 74.344 5,78 - - -
Citroën 50.428 3,92 45.460 3,78 10,93
DS 2.936 0,23 3.781 0,31 -22,35
Gruppo PSA 211.097 16,41 121.882 10,12 73,20
Renault 78.506 6,10 74.071 6,15 5,99
Dacia 39.513 3,07 33.768 2,80 17,01
Lada 386 0,03 301 0,03 28,24
Alpine 0 0,00 0 0,00 -
Gruppo Renault 118.405 9,20 108.140 8,98 9,49
Fiat 59.905 4,66 63.623 5,28 -5,84
Jeep 12.544 0,98 7.464 0,62 68,06
Alfa Romeo 7.467 0,58 6.002 0,50 24,41
Lancia/Chrysler 4.259 0,33 5.839 0,48 -27,06
Altre 778 0,06 1.016 0,08 -23,43
Gruppo FCA 84.953 6,60 83.944 6,97 1,20
Ford 84.886 6,60 83.037 6,90 2,23
Hyundai 45.226 3,52 39.513 3,28 14,46
Kia 37.230 2,89 35.232 2,93 5,67
Gruppo Hyundai 82.456 6,41 74.745 6,21 10,32
BMW 62.130 4,83 60.905 5,06 2,01
Mini 14.524 1,13 11.954 0,99 21,50
Gruppo BMW 76.654 5,96 72.859 6,05 5,21
Mercedes 67.532 5,25 65.801 5,47 2,63
Smart 6.916 0,54 7.164 0,60 -3,46
Gruppo Daimler 74.448 5,79 72.965 6,06 2,03
Toyota 64.396 5,01 59.244 4,92 8,70
Lexus 3.863 0,30 3.720 0,31 3,84
Gruppo Toyota 68.259 5,31 62.964 5,23 8,41
Nissan 42.887 3,33 43.784 3,64 -2,05
Volvo 22.236 1,73 21.663 1,80 2,65
Land Rover 10.397 0,81 10.932 0,91 -4,89
Jaguar 5.077 0,39 5.522 0,46 -8,06
Jaguar Land Rover 15.474 1,20 16.454 1,37 -5,96
Honda 11.750 0,91 11.658 0,97 0,79
Gruppo GM** 192 0,01 75.508 6,27 -99,75
Altre marche* 75.898 5,90 62.984 5,23 20,50
Totale mercato 1.286.378 100,00 1.203.993 100,00 6,84
           
Nota: i dati di Malta non sono attualmente disponibili   
*in seguito all'acquisizione di Opel/Vauxhall da parte di Psa, dal 1° agosto 2017 le immatricolazioni di Opel/Vauxhall vengono conteggiate nel Gruppo Psa
Fonte: Acea Members     

Dealer, quando la lotta fa bene alla pace

Dentro la sollevazione pronta e unitaria del settore auto italiano seguita all’introduzione dell’Ecotassa – sollevazione che è stata fin qui il solo e unico benefico effetto sortito dalla non comprensibile decisione del Governo – sono scomparsi d’incanto le turbolenze e il progetto di scissione all’interno del mondo delle rappresentanze dei Concessionari italiani. Una conquista enorme, considerato il clima dello scorso anno e i toni forti della diatriba.

Della nuova associazione dei Dealer non si parla più. Il che non significa che i grandi Gruppi abbiano perso la voglia (la forza non la perderanno certo) di essere attivi e pure rappresentativi: una delle richieste avanzate a Federauto prima dell’avvio della procedura di scissione di inizio estate 2018, all’epoca non accolta dal presidente De Stefani Cosentino, ovvero l’adesione diretta dei Concessionari alla Federazione, senza quindi l’obbligo di passare attraverso le associazioni di marca, è adesso argomento di pacata discussione (in corso) e le probabilità che ottenga il via libera sono più che alte – per non scontentare nessuno si potrà aderire alla Federazione sia tramite associazione di marca sia liberamente, l’una possibilità non escluderà l’altra. Un’apertura di dialogo concreta, sui fatti: buona notizia.

Ma c’è altro. In sede di Unione europea, dove si è almeno abituati, per cultura, ad ascoltare, è stata rappresentata da Federauto la delicata questione della vendita dei veicoli alle flotte da parte delle Case – a prezzi e condizioni che i Concessionari nemmeno si sognano, e soprattutto vendita diretta. E sempre per rimanere alla Ue, un intervento in quella sede per rappresentare le problematiche legate ai contratti tra Case e Concessionari (sul nodo del recesso, in particolare) era stata indicata tra le possibili azioni da intraprendere al più presto dai promotori della nuova Associazione, quando ancora sembrava che questa dovesse realizzarsi. 

Nel nuovo scenario di collaborazione che sembra aprirsi per il settore, potrebbe realizzarsi così compiutamente l’idea di quanti – tra i fondatori della nuova Associazione – non erano del tutto propensi alla scissione da Federauto né allo scontro, e immaginavano il nascente soggetto più come una task force cui affidare questo o quel compito particolare da portare a termine. Fiancheggiando la Rappresentanza ufficiale e non entrando con la stessa in rotta di collisione: ciascuno porta le proprie competenze, le proprie conoscenza e capacità e le mette a disposizione della collettività.

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