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Vendite per gruppi e marche

  9 mesi 2018 Quota % 9 mesi 2017 Quota % Diff. % Set. 2018 Quota % Set. 2017 Quota % Diff. %
Volkswagen 1.385.157 11,26 1.302.697 10,83 6,33 75.512 6,72 157.794 10,76 -52,15
Audi 610.493 4,96 639.012 5,31 -4,46 31.603 2,81 78.937 5,38 -59,96
Skoda 562.529 4,57 536.755 4,46 4,80 46.828 4,17 65.535 4,47 -28,55
Seat 363.220 2,95 302.643 2,52 20,02 22.054 1,96 32.421 2,21 -31,98
Porsche 62.131 0,50 57.058 0,47 8,89 2.047 0,18 6.150 0,42 -66,72
Altre 4.011 0,03 3.921 0,03 2,30 157 0,01 467 0,03 -66,38
Gruppo VW 2.987.541 24,28 2.842.086 23,64 5,12 178.201 15,87 341.304 23,28 -47,79
Peugeot 753.473 6,12 695.288 5,78 8,37 72.795 6,48 76.270 5,20 -4,56
Opel/Vauxhall* 701.069 5,70 146.814 1,22 377,52 81.741 7,28 92.490 6,31 -11,62
Citroën 470.845 3,83 444.104 3,69 6,02 43.893 3,91 45.543 3,11 -3,62
DS 36.267 0,29 35.761 0,30 1,41 3.076 0,27 4.682 0,32 -34,30
Gruppo PSA 1.961.654 15,94 1.321.967 10,99 48,39 201.505 17,94 218.985 14,94 -7,98
Renault 885.733 7,20 859.140 7,14 3,10 65.611 5,84 95.806 6,53 -31,52
Dacia 405.619 3,30 356.693 2,97 13,72 30.430 2,71 35.637 2,43 -14,61
Lada 4.143 0,03 3.788 0,03 9,37 334 0,03 423 0,03 -21,04
Alpine 1.375 0,01 0 0,00 - 51 0,00 0 0,00 -
Gruppo Renault 1.296.870 10,54 1.219.621 10,14 6,33 96.426 8,59 131.866 8,99 -26,88
Fiat 580.081 4,71 629.508 5,24 -7,85 44.496 3,96 65.942 4,50 -32,52
Jeep 131.312 1,07 78.747 0,65 66,75 10.020 0,89 10.805 0,74 -7,27
Alfa Romeo 71.049 0,58 66.044 0,55 7,58 3.308 0,29 8.059 0,55 -58,95
Lancia/Chrysler 35.456 0,29 49.296 0,41 -28,08 3.367 0,30 4.667 0,32 -27,86
Altre 7.479 0,06 7.952 0,07 -5,95 691 0,06 739 0,05 -6,50
Gruppo FCA 825.377 6,71 831.547 6,92 -0,74 61.882 5,51 90.212 6,15 -31,40
Hyundai 425.854 3,46 397.467 3,31 7,14 47.012 4,19 52.487 3,58 -10,43
Kia 385.818 3,14 364.924 3,03 5,73 49.602 4,42 47.561 3,24 4,29
Gruppo Hyundai 811.672 6,60 762.391 6,34 6,46 96.614 8,60 100.048 6,82 -3,43
Ford 777.919 6,32 791.497 6,58 -1,72 79.350 7,06 91.778 6,26 -13,54
BMW 617.031 5,01 628.065 5,22 -1,76 80.495 7,17 86.950 5,93 -7,42
Mini 160.792 1,31 160.355 1,33 0,27 21.620 1,92 24.974 1,70 -13,43
Gruppo BMW 777.823 6,32 788.420 6,56 -1,34 102.115 9,09 111.924 7,63 -8,76
Mercedes 650.886 5,29 688.611 5,73 -5,48 80.399 7,16 91.470 6,24 -12,10
Smart 74.829 0,61 73.896 0,61 1,26 7.576 0,67 8.551 0,58 -11,40
Gruppo Daimler 725.715 5,90 762.507 6,34 -4,83 87.975 7,83 100.021 6,82 -12,04
Toyota 561.338 4,56 532.229 4,43 5,47 63.529 5,66 64.277 4,38 -1,16
Lexus 36.480 0,30 34.650 0,29 5,28 5.298 0,47 5.951 0,41 -10,97
Gruppo Toyota 597.818 4,86 566.879 4,71 5,46 68.827 6,13 70.228 4,79 -1,99
Nissan 411.278 3,34 452.510 3,76 -9,11 36.234 3,23 64.502 4,40 -43,82
Volvo 238.282 1,94 223.493 1,86 6,62 28.180 2,51 27.338 1,86 3,08
Land Rover 99.834 0,81 118.876 0,99 -16,02 16.100 1,43 19.302 1,32 -16,59
Jaguar 62.349 0,51 55.132 0,46 13,09 11.523 1,03 8.361 0,57 37,82
Jaguar Land Rover 162.183 1,32 174.008 1,45 -6,80 27.623 2,46 27.663 1,89 -0,14
Honda 109.405 0,89 110.924 0,92 -1,37 12.033 1,07 16.521 1,13 -27,17
Gruppo GM** 2.835 0,02 600.407 4,99 -99,53 233 0,02 217 0,01 7,37
Altre marche* 618.339 5,03 576.496 4,79 7,26 45.986 4,09 73.636 5,02 -37,55
Totale mercato 12.304.711 100,00 12.024.753 100,00 2,33 1.123.184 100,00 1.466.243 100,00 -23,40

Se Torino va a Milano, e la politica gioca a fare autogol

Perciò Torino va a Milano, nel senso del Salone dell’auto che cambia residenza. Lascia la città che gli era propria, lascia la dimora, il Parco Valentino, che lo ha visto rinascere e prosperare e affermarsi addirittura come standard con il quale dovranno misurarsi da qui in avanti gli show dell’auto, laddove pochi, pochissimi, avrebbero scommesso sulla sua capacità di durare oltre due, tre edizioni. Sono state invece cinque, l’ultima delle quali illuminata dalla presenza di 700mila visitatori e di 54 Marchi auto. Un trionfo di pubblico e di critica. Poi, è entrata in scena la politica – bassa, rigorosamente con la minuscola. E Torino, perciò, se ne va a Milano. Naturalmente, il fulmine a ciel sereno scagliato da Andrea Levy, presidente del Salone, che annunciando il trasloco ha insieme fornito le date del primo appuntamento milanese e quella della conferenza stampa di presentazione, qualche dubbio consistente lo ha prodotto. Si è detto: non si può improvvisare su due piedi un trasloco di questa portata; e in Italia, poi, dove la burocrazia è padrona e per ottenere permessi ci possono volere anni; e per andare a Milano, infine, che ha un’agenda degli eventi in cui, per trovare un buco libero, bisogna fare i salti mortali… E ancora, si è detto, un imprenditore che ha dimostrato di saperci fare, e Andrea Levy lo è, procede per programmi, non per improvvisazioni o colpi di testa. Quindi, si è concluso, la decisione di lasciare Torino non nasce dall’ultimo scontro con l’amministrazione locale – il vicesindaco Guido Montanari in testa, con la sua “speranza nella grandine” affinché mandasse all’aria l’ultima edizione del Salone del Parco Valentino - ma era stata già presa da tempo, si aspettava solo un casus belli per metterla in atto, e il casus belli è puntualmente arrivato.

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