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Vendite per gruppi e marche

  2 mesi 2019 Quota % 2 mesi 2018 Quota % Diff. % Febbraio 2019 Quota % Febbraio 2018 Quota % Diff. %
Volkswagen 272.538 11,48 272.761 11,15 -0,08 131.144 11,42 126.113 10,88 3,99
Skoda 118.451 4,99 120.792 4,94 -1,94 57.484 5,00 57.032 4,92 0,79
Audi 107.538 4,53 123.239 5,04 -12,74 53.709 4,68 58.435 5,04 -8,09
Seat 71.676 3,02 69.297 2,83 3,43 35.185 3,06 34.892 3,01 0,84
Porsche 6.120 0,26 11.958 0,49 -48,82 2.806 0,24 5.235 0,45 -46,40
Altre 811 0,03 679 0,03 19,44 311 0,03 252 0,02 23,41
Gruppo VW 577.134 24,30 598.726 24,49 -3,61 280.639 24,43 281.959 24,33 -0,47
Peugeot 160.946 6,78 162.638 6,65 -1,04 79.206 6,89 79.055 6,82 0,19
Opel/Vauxhall 132.993 5,60 140.033 5,73 -5,03 63.343 5,51 65.598 5,66 -3,44
Citroën 104.756 4,41 99.790 4,08 4,98 53.017 4,62 49.443 4,27 7,23
DS 6.110 0,26 5.646 0,23 8,22 2.755 0,24 2.689 0,23 2,45
Gruppo PSA 404.805 17,04 408.107 16,69 -0,81 198.321 17,26 196.785 16,98 0,78
Renault 151.292 6,37 159.066 6,51 -4,89 79.134 6,89 80.512 6,95 -1,71
Dacia 86.284 3,63 80.336 3,29 7,40 41.716 3,63 40.755 3,52 2,36
Lada 840 0,04 803 0,03 4,61 526 0,05 431 0,04 22,04
Alpine 778 0,03 1 0,00 - 350 0,03 1 0,00 -
Gruppo Renault 239.194 10,07 240.206 9,82 -0,42 121.726 10,60 121.699 10,50 0,02
Hyundai 83.063 3,50 83.016 3,40 0,06 38.451 3,35 38.019 3,28 1,14
Kia 74.485 3,14 73.942 3,02 0,73 36.445 3,17 36.712 3,17 -0,73
Gruppo Hyundai 157.548 6,63 156.958 6,42 0,38 74.896 6,52 74.731 6,45 0,22
Fiat 101.561 4,28 120.153 4,91 -15,47 53.301 4,64 60.162 5,19 -11,40
Jeep 28.655 1,21 24.606 1,01 16,46 16.286 1,42 12.022 1,04 35,47
Lancia/Chrysler 12.444 0,52 8.472 0,35 46,88 5.817 0,51 4.204 0,36 38,37
Alfa Romeo 9.220 0,39 14.881 0,61 -38,04 4.334 0,38 7.402 0,64 -41,45
Altre 1.027 0,04 1.732 0,07 -40,70 475 0,04 802 0,07 -40,77
Gruppo FCA 152.907 6,44 169.844 6,95 -9,97 80.213 6,98 84.592 7,30 -5,18
Ford 149.552 6,30 159.045 6,50 -5,97 70.971 6,18 75.002 6,47 -5,37
Mercedes 126.980 5,35 126.127 5,16 0,68 61.007 5,31 58.595 5,06 4,12
Smart 14.687 0,62 13.594 0,56 8,04 7.333 0,64 6.678 0,58 9,81
Gruppo Daimler 141.667 5,97 139.721 5,71 1,39 68.340 5,95 65.273 5,63 4,70
BMW 111.897 4,71 117.492 4,80 -4,76 52.762 4,59 55.511 4,79 -4,95
Mini 27.784 1,17 27.055 1,11 2,69 12.871 1,12 12.532 1,08 2,71
Gruppo BMW 139.681 5,88 144.547 5,91 -3,37 65.633 5,71 68.043 5,87 -3,54
Toyota 112.470 4,74 118.189 4,83 -4,84 51.262 4,46 52.423 4,52 -2,21
Lexus 6.560 0,28 6.474 0,26 1,33 2.646 0,23 2.611 0,23 1,34
Gruppo Toyota 119.030 5,01 124.663 5,10 -4,52 53.908 4,69 55.034 4,75 -2,05
Nissan 61.945 2,61 82.177 3,36 -24,62 29.676 2,58 39.202 3,38 -24,30
Volvo 50.366 2,12 44.384 1,82 13,48 22.847 1,99 21.742 1,88 5,08
Mazda 35.707 1,50 37.801 1,55 -5,54 16.734 1,46 17.690 1,53 -5,40
Land Rover 19.372 0,82 20.941 0,86 -7,49 8.072 0,70 8.709 0,75 -7,31
Jaguar 10.355 0,44 9.301 0,38 11,33 5.195 0,45 4.224 0,36 22,99
Jaguar Land Rover 29.727 1,25 30.242 1,24 -1,70 13.267 1,15 12.933 1,12 2,58
Mitsubishi 23.141 0,97 19.840 0,81 16,64 11.866 1,03 9.103 0,79 30,35
Honda 19.116 0,80 21.533 0,88 -11,22 8.966 0,78 9.797 0,85 -8,48
Altre marche* 73.443 3,09 67.412 2,76 8,95 30.772 2,68 25.529 2,20 20,54
Totale mercato 2.374.963 100,00 2.445.206 100,00 -2,87 1.148.775 100,00 1.159.114 100,00 -0,89

Se Torino va a Milano, e la politica gioca a fare autogol

Perciò Torino va a Milano, nel senso del Salone dell’auto che cambia residenza. Lascia la città che gli era propria, lascia la dimora, il Parco Valentino, che lo ha visto rinascere e prosperare e affermarsi addirittura come standard con il quale dovranno misurarsi da qui in avanti gli show dell’auto, laddove pochi, pochissimi, avrebbero scommesso sulla sua capacità di durare oltre due, tre edizioni. Sono state invece cinque, l’ultima delle quali illuminata dalla presenza di 700mila visitatori e di 54 Marchi auto. Un trionfo di pubblico e di critica. Poi, è entrata in scena la politica – bassa, rigorosamente con la minuscola. E Torino, perciò, se ne va a Milano. Naturalmente, il fulmine a ciel sereno scagliato da Andrea Levy, presidente del Salone, che annunciando il trasloco ha insieme fornito le date del primo appuntamento milanese e quella della conferenza stampa di presentazione, qualche dubbio consistente lo ha prodotto. Si è detto: non si può improvvisare su due piedi un trasloco di questa portata; e in Italia, poi, dove la burocrazia è padrona e per ottenere permessi ci possono volere anni; e per andare a Milano, infine, che ha un’agenda degli eventi in cui, per trovare un buco libero, bisogna fare i salti mortali… E ancora, si è detto, un imprenditore che ha dimostrato di saperci fare, e Andrea Levy lo è, procede per programmi, non per improvvisazioni o colpi di testa. Quindi, si è concluso, la decisione di lasciare Torino non nasce dall’ultimo scontro con l’amministrazione locale – il vicesindaco Guido Montanari in testa, con la sua “speranza nella grandine” affinché mandasse all’aria l’ultima edizione del Salone del Parco Valentino - ma era stata già presa da tempo, si aspettava solo un casus belli per metterla in atto, e il casus belli è puntualmente arrivato.

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