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Vendite per gruppi e marche

  3 mesi 2019 Quota % 3 mesi 2018 Quota % Diff. % Mar. 2019 Quota % Mar. 2018 Quota % Diff. %
Volkswagen 458.500 11,06 464.358 10,84 -1,26 185.925 10,50 191.645 10,43 -2,98
Audi 198.956 4,80 212.283 4,96 -6,28 91.577 5,17 89.079 4,85 2,80
Skoda 194.344 4,69 196.658 4,59 -1,18 75.606 4,27 75.888 4,13 -0,37
Seat 123.186 2,97 118.244 2,76 4,18 51.607 2,91 48.950 2,66 5,43
Porsche 12.694 0,31 20.315 0,47 -37,51 6.631 0,37 8.357 0,45 -20,65
Altre 1.532 0,04 1.219 0,03 25,68 687 0,04 540 0,03 27,22
Gruppo VW 989.212 23,86 1.013.077 23,66 -2,36 412.033 23,27 414.459 22,56 -0,59
Peugeot 263.491 6,36 269.752 6,30 -2,32 102.448 5,79 107.114 5,83 -4,36
Opel/Vauxhall 239.717 5,78 249.903 5,84 -4,08 106.734 6,03 109.870 5,98 -2,85
Citroën 175.790 4,24 166.242 3,88 5,74 71.061 4,01 66.452 3,62 6,94
DS 10.425 0,25 11.557 0,27 -9,79 4.293 0,24 5.911 0,32 -27,37
Gruppo PSA 689.423 16,63 697.454 16,29 -1,15 284.536 16,07 289.347 15,75 -1,66
Renault 272.199 6,57 287.258 6,71 -5,24 120.958 6,83 128.192 6,98 -5,64
Dacia 145.582 3,51 129.261 3,02 12,63 59.475 3,36 48.925 2,66 21,56
Lada 1.306 0,03 1.275 0,03 2,43 466 0,03 472 0,03 -1,27
Alpine 1.266 0,03 39 0,00 - 487 0,03 38 0,00 -
Gruppo Renault 420.353 10,14 417.833 9,76 0,60 181.386 10,24 177.627 9,67 2,12
Hyundai 140.911 3,40 145.109 3,39 -2,89 57.796 3,26 62.095 3,38 -6,92
Kia 132.174 3,19 131.434 3,07 0,56 57.689 3,26 57.492 3,13 0,34
Gruppo Hyundai 273.085 6,59 276.543 6,46 -1,25 115.485 6,52 119.587 6,51 -3,43
Ford 262.502 6,33 292.505 6,83 -10,26 112.784 6,37 133.460 7,26 -15,49
BMW 204.400 4,93 213.518 4,99 -4,27 92.350 5,22 96.026 5,23 -3,83
Mini 55.748 1,34 54.065 1,26 3,11 27.751 1,57 27.010 1,47 2,74
Gruppo BMW 260.148 6,27 267.583 6,25 -2,78 120.101 6,78 123.036 6,70 -2,39
Fiat 178.900 4,31 208.079 4,86 -14,02 77.320 4,37 87.926 4,79 -12,06
Jeep 45.906 1,11 41.202 0,96 11,42 17.237 0,97 16.596 0,90 3,86
Lancia/Chrysler 18.554 0,45 13.750 0,32 34,94 6.088 0,34 5.278 0,29 15,35
Alfa Romeo 14.728 0,36 24.852 0,58 -40,74 5.504 0,31 9.971 0,54 -44,80
Altre 1.645 0,04 2.786 0,07 -40,95 531 0,03 1.054 0,06 -49,62
Fiat Auto 259.733 6,26 290.669 6,79 -10,64 106.680 6,02 120.825 6,58 -11,71
Mercedes 214.307 5,17 228.358 5,33 -6,15 87.327 4,93 102.031 5,55 -14,41
Smart 23.989 0,58 23.707 0,55 1,19 9.302 0,53 10.113 0,55 -8,02
Gruppo Daimler 238.296 5,75 252.065 5,89 -5,46 96.629 5,46 112.144 6,10 -13,83
Toyota 188.540 4,55 197.491 4,61 -4,53 76.711 4,33 79.302 4,32 -3,27
Lexus 12.448 0,30 12.822 0,30 -2,92 6.008 0,34 6.367 0,35 -5,64
Gruppo Toyota 200.988 4,85 210.313 4,91 -4,43 82.719 4,67 85.669 4,66 -3,44
Nissan 117.083 2,82 160.352 3,74 -26,98 55.199 3,12 78.176 4,26 -29,39
Volvo 87.023 2,10 80.055 1,87 8,70 36.679 2,07 35.684 1,94 2,79
Land Rover 46.850 1,13 48.127 1,12 -2,65 27.478 1,55 27.186 1,48 1,07
Jaguar 24.781 0,60 22.179 0,52 11,73 14.426 0,81 12.878 0,70 12,02
Jaguar Land Rover 71.631 1,73 70.306 1,64 1,88 41.904 2,37 40.064 2,18 4,59
Mazda 65.533 1,58 68.249 1,59 -3,98 29.896 1,69 30.571 1,66 -2,21
Mitsubishi 43.112 1,04 36.912 0,86 16,80 19.971 1,13 17.072 0,93 16,98
Honda 38.271 0,92 45.798 1,07 -16,44 19.155 1,08 24.265 1,32 -21,06
Altre marche* 129.759 3,13 102.733 2,40 26,31 55.692 3,14 35.255 1,92 57,97
Totale mercato 4.146.152 100,00 4.282.447 100,00 -3,18 1.770.849 100,00 1.837.241 100,00 -3,61

Se Torino va a Milano, e la politica gioca a fare autogol

Perciò Torino va a Milano, nel senso del Salone dell’auto che cambia residenza. Lascia la città che gli era propria, lascia la dimora, il Parco Valentino, che lo ha visto rinascere e prosperare e affermarsi addirittura come standard con il quale dovranno misurarsi da qui in avanti gli show dell’auto, laddove pochi, pochissimi, avrebbero scommesso sulla sua capacità di durare oltre due, tre edizioni. Sono state invece cinque, l’ultima delle quali illuminata dalla presenza di 700mila visitatori e di 54 Marchi auto. Un trionfo di pubblico e di critica. Poi, è entrata in scena la politica – bassa, rigorosamente con la minuscola. E Torino, perciò, se ne va a Milano. Naturalmente, il fulmine a ciel sereno scagliato da Andrea Levy, presidente del Salone, che annunciando il trasloco ha insieme fornito le date del primo appuntamento milanese e quella della conferenza stampa di presentazione, qualche dubbio consistente lo ha prodotto. Si è detto: non si può improvvisare su due piedi un trasloco di questa portata; e in Italia, poi, dove la burocrazia è padrona e per ottenere permessi ci possono volere anni; e per andare a Milano, infine, che ha un’agenda degli eventi in cui, per trovare un buco libero, bisogna fare i salti mortali… E ancora, si è detto, un imprenditore che ha dimostrato di saperci fare, e Andrea Levy lo è, procede per programmi, non per improvvisazioni o colpi di testa. Quindi, si è concluso, la decisione di lasciare Torino non nasce dall’ultimo scontro con l’amministrazione locale – il vicesindaco Guido Montanari in testa, con la sua “speranza nella grandine” affinché mandasse all’aria l’ultima edizione del Salone del Parco Valentino - ma era stata già presa da tempo, si aspettava solo un casus belli per metterla in atto, e il casus belli è puntualmente arrivato.

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