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2019

31 agostoTesla sarà esentata dalla tassa del 10% sulle vendite di auto in Cina, la notizia ha fatto impennare i titoli alla Borsa di Wall Street. 

29 agosto – Il più grande rivenditore di auto d’Europa, Eurocar Italia s.r.l. (che fa parte di Porsche Holding Salzburg) ha concluso l’accordo per l’acquisizione del ramo d’azienda della Iob Silvano & C., concessionaria Volkswagen di Gemona del Friuli, che passerà di mano a partire dal 1° ottobre, in questo modo Eurocar continua a espandersi in Italia, dove conta oggi 1.200 collaboratori in 28 sedi.

28 agostoToyota e Suzuki hanno siglato un accordo, procedendo a uno scambio equo di azioni, per lo sviluppo delle tecnologie a partire dalle auto con guida autonoma. Volkswagen ha investito 214,5 milioni di euro per realizzare l’impianto di verniciatura da 168.000 veicoli all’anno presso la fabbrica Skoda in Repubblica Ceca, dove verranno impiegati 650 addetti. 

27 agostoFerdinard Piech, ex presidente del CdA di Volkswagen, è deceduto all’età di 82 anni. Maruti, braccio operativo di Suzuki in India, ha tagliato 3.000 posti di lavoro a causa della diminuzione della domanda interna che dura da 9 mesi. 

24 agosto – Il costruttore cinese Byd ha registrato un aumento dell’utile netto del 203,6% nei primi 6 mesi del 2019, grazie alle vendite di auto elettriche.

22 agosto – Il Presidente Usa, Donald Trump, ha attaccato i manager di Ford e GM, accusati di piegarsi alla linea ecologista “californiana” anziché schierarsi sulla linea della Casa Bianca, il tycoon ha definito “sciocchi” quei capi di azienda che stanno seguendo logiche ecologiste, le quali renderebbero le auto più care di almeno 3.000 dollari per i cittadini.

13 agostoPsa sta lavorando per rientrare nel mercato americano, che non frequenta da oltre 28 anni, con il marchio Opel. Psa starebbe per lasciare il mercato cinese, lo rivela il quotidiano La Tribune, che ha rilevato come il gruppo francese e Dongfeng abbiano deciso di dimezzare gli organici della loro joint venture per la chiusura di una fabbrica in Cina, fuori dallo spin off potrebbe restare il marchio DS per il quale esiste un accordo con il costruttore locale Changan.

12 agosto –  Lo stabilimento produttivo di Oxford di proprietà BMW ha festeggiato l’uscita dalla catena di montaggio della sua 10 milionesima Mini.

9 agostoUber ha chiuso il secondo trimestre del 2019 con perdite pari a 5,24 miliardi di dollari, deludenti anche i ricavi cresciuti solo del 14% a 3,17 miliardi di dollari, mentre a Wall Street il titolo ha perso il 12%, scendendo a 38 dollari per azione, a pesare sugli andamenti finanziari della compagnia americana è la concorrenza soprattutto in America Latina. Secondo gli analisti di Evercore, la transizione energetica sarà relativamente meno dolorosa per il Gruppo Psa, da qui la decisione di alzare il prezzo obiettivo dell’offerta azionaria da 21 a 23 euro nonostante la probabile uscita dalla joint venture con il costruttore cinese Dongfeng.

6 agostoBosch ha annunciato un taglio dei posti di lavoro a causa della congiuntura economica e per la crisi dell’industria automobilistica. Il prezzo del litio è crollato del 30% in un anno. Tesla ha offerto nuovamente la ricarica di energia gratis ai nuovi acquirenti delle sue Model S e Model X, l’iniziativa è a livello globale ed è stata annunciata su twitter.  

5 agosto - Secondo il tribunale superiore di Coblenza in Germania, il motore Volkswagen EA 189 (2.0 litri turbodiesel) monterebbe un dispositivo di arresto inammissibile, ma lo strumento è presente anche nei motori da 3.0 litri e 4,2 litri montati su Porsche e Audi, alla luce di questa sentenza il Gruppo di Wolfsburg rischia un nuovo “dieselgate” europeo. L’Ad di Fca, Mike Manley, ha affermato che il gruppo italo americano è pronto a riavviare il negoziato sulla fusione con Renault.

3 agosto – Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, Renault e Nissan stanno cercando di raggiungere un accordo per rinegoziare la loro alleanza globale, nella speranza che il nuovo equilibrio possa riaprire le trattative con Fca

2 agosto – Il Ceo di SMMT che in UK rappresenta il settore dell’automotive, ha lanciato un allarme contro i rischi che potrebbero derivare da una “hard Brexit” così come ha fatto intendere di volere il primo ministro Boris Johnson: “Il settore britannico rimane forte, con alti livelli di produttività e con una forza lavoro qualificata e flessibile, con strutture di ricerca e ingegneria di prim’ordine, per questo dobbiamo rendere il Regno Unito la destinazione più interessante per gli investitori. Soprattutto dobbiamo garantire che il settore continui a godere senza interruzione di scambi preferenziali con i mercati più importanti di tutto il mondo, compresa la Ue, una Brexit senza accordi rappresenta dunque una minaccia esistenziale per il nostro settore”.

1 agosto – Nel secondo trimestre 2019, BMW ha aumentato le vendite dell’1,5%, consegnando circa 648.000 veicoli (marchi BMW, Mini, Rolls Royce) arrivando a 25,7 miliardi di euro (+2,9% rispetto allo stesso periodo del 2018), i ricavi sono aumentati dell’1% arrivando a 48,2 miliardi di euro. GM ha dichiarato, nel secondo trimestre del 2019, un utile operativo sceso di 5,6 punti percentuali a 3 miliardi di dollari (o 1,64 dollari ad azione), l’utile netto è salito dell’1% a 2,42 miliardi di dollari, mentre i ricavi sono scesi del 2% a 36,1 miliardi di dollari. L’Alleanza Renault Nissan Mitsubishi, per la prima volta negli ultimi 3 anni, ha perso la prima posizione delle vendite a livello globale, le immatricolazioni infatti sono scese del 6,1% a 5,21 milioni di unità, rispetto ai 5,36 milioni di consegne fatte registrare da Volkswagen (che comunque registra a sua volta un -2,8%) al primo posto, seguita da Toyota in seconda posizione che ha consegnaro 5,31 milioni di veicoli (+2%), all’interno dell’Alleanza il calo maggiore è stato di Nissan (-7,9% a 2,62 milioni di auto vendute).

Se Torino va a Milano, e la politica gioca a fare autogol

Perciò Torino va a Milano, nel senso del Salone dell’auto che cambia residenza. Lascia la città che gli era propria, lascia la dimora, il Parco Valentino, che lo ha visto rinascere e prosperare e affermarsi addirittura come standard con il quale dovranno misurarsi da qui in avanti gli show dell’auto, laddove pochi, pochissimi, avrebbero scommesso sulla sua capacità di durare oltre due, tre edizioni. Sono state invece cinque, l’ultima delle quali illuminata dalla presenza di 700mila visitatori e di 54 Marchi auto. Un trionfo di pubblico e di critica. Poi, è entrata in scena la politica – bassa, rigorosamente con la minuscola. E Torino, perciò, se ne va a Milano. Naturalmente, il fulmine a ciel sereno scagliato da Andrea Levy, presidente del Salone, che annunciando il trasloco ha insieme fornito le date del primo appuntamento milanese e quella della conferenza stampa di presentazione, qualche dubbio consistente lo ha prodotto. Si è detto: non si può improvvisare su due piedi un trasloco di questa portata; e in Italia, poi, dove la burocrazia è padrona e per ottenere permessi ci possono volere anni; e per andare a Milano, infine, che ha un’agenda degli eventi in cui, per trovare un buco libero, bisogna fare i salti mortali… E ancora, si è detto, un imprenditore che ha dimostrato di saperci fare, e Andrea Levy lo è, procede per programmi, non per improvvisazioni o colpi di testa. Quindi, si è concluso, la decisione di lasciare Torino non nasce dall’ultimo scontro con l’amministrazione locale – il vicesindaco Guido Montanari in testa, con la sua “speranza nella grandine” affinché mandasse all’aria l’ultima edizione del Salone del Parco Valentino - ma era stata già presa da tempo, si aspettava solo un casus belli per metterla in atto, e il casus belli è puntualmente arrivato.

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