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Numeri, persone e fatti di prima pagina

Le immatricolazioni ai privati, nel mese di agosto, hanno toccato il 65,8% contro il 64,9% dell?agosto dello scorso anno, mentre nei primi otto mesi la quota si ? fermata al 63,4%. Negli otto mesi, le immatricolazioni ai privati hanno perso l?8,8%, il noleggio il 9,5% e le immatricolazioni a societ? l?8,9%. (09/2013)

Pessime notizie anche dai mercati francese e spagnolo: in agosto, la Francia ha registrato una contrazione dell?11% con 85.565 targhe e la Spagna, gi? martoriata da una lunga sequenza di cali, ha perso un ulteriore 18%, registrando 38.872 immatricolazioni. (09/2013)

La Golf con 274.984 immatricolazioni (+0,8%) e la Polo con 166.435 targhe (-11,3%) sono in vetta alla classifica dei modelli pi? venduti in Europa dopo i primi 7 mesi, secondo quanto elaborato da Jato Dynamics. Dietro alle due Volkswagen, Ford Fiesta (9,1%), Renault Clio (+19,6%), Peugeot 208, Opel Corsa, Nissan Qashqai, Opel Astra e BMW Serie 3. (09/2013)

Secondo quanto calcolato dalla IAD, in Europa Occidentale al termine dei primi 6 mesi del 2013 sono state immatricolate 14.976 vetture elettriche, in crescita del 38% sull?analogo periodo dello scorso anno. Il mercato dove c?? la quota pi? alta di elettriche ? la Norvegia (3,40%), mentre il mercato che ha registrato la crescita maggiore ? la Francia, passata, in sei mesi, da 2.271 a 4.779 immatricolazioni (+110,4%), grazie all?ingresso sul mercato della Renault Zoe che ha totalizzato 3.594 vendite, seguita dalla ?sorella? Nissan Leaf con 536 unit?.? In Italia, le elettriche immatricolate in sei mesi sono state 398, il 39,2% in pi? rispetto alle 286 del primo semestre 2012. (09/2013)

In Europa Occidentale sono state immatricolate nel mese di luglio 950.444 automobili, in crescita del 4% rispetto alle 914.274 unit? del luglio 2012. ?Dei 5 grandi mercati, la Germania ha chiuso con 253.146 targhe, +2,1%, ?la Francia con 150.248, +0,9%, la Gran Bretagna con 162.228, +12,7%, la Spagna con 75.024, +14,8%. Solo l?Italia ha registrato l?ennesimo mese negativo, con 107.514 targhe e un ?1,9%. Nei primi 7 mesi dell?anno, l?Europa Occidentale ha portato a casa 7.004.005 vendite, in flessione del 5,4%. Secondo la Lmc automotive, questo dato riflette per l?intero 2013 11.,385.863 targhe, in flessione dl 3,2%. (08/2013)

Barche diverse, ma il mare è uguale per tutti

In un film di qualche anno fa, Woody Allen raccontava la storiella delle due anziane signore ricoverate in una casa di cura. Sedute allo stesso tavolo, consumano un pasto. All’improvviso la prima dice: il mangiare qui è veramente orrendo. La seconda risponde: sì, e poi le porzioni sono così piccole... 
Ecco: più o meno la storia degli incentivi per l’acquisto delle auto stanziati dal Governo lo scorso anno e poi ancora nella Legge di Bilancio 2021. Si è sentito dire: sbagliata la tempistica, sbagliata la distribuzione, utili solo ad anticipare la domanda e quindi non realmente efficaci per rimettere in piedi il sistema. Eppure: perché porzioni così piccole?, si è alla fine sentito chiosare.
È vero: si poteva fare di più e si poteva fare meglio. E probabilmente sì, non hanno fatto e non faranno che anticipare la domanda, e si esauriranno troppo presto, e danneggeranno il mercato dei mesi a seguire… Tutto quel che si vuole. Ma resta il fatto che gli incentivi sono stati una conquista preziosa. Un passo avanti, e sudatissimo se si considera che una larga parte di quanti governano il Paese ritiene che l’unica auto realmente ecologica è l’auto che non esiste – non perché non è stata ancora inventata, ma perché l’auto non dovrebbe proprio esistere.
Per il settore auto italiano ci sono state cose buone anche dentro la tempesta del Covid, nell’infame 2020, ci ha ricordato il presidente di Federauto, De Stefani Cosentino. Su tutte la consapevolezza acquisita che, chiunque governi la nave, chiunque sia in sala macchine, il mare è lo stesso per tutti i naviganti. E quando si ingrossa a dismisura si fa squadra, si lavora tutti nella stessa direzione per portare la nave in porto. Le Case auto e le Reti di distribuzione, con l’eccezione di pochi casi, hanno lavorato insieme. E insieme hanno lavorato le associazioni della filiera. 
Al di là di risultati di mercato, fatturati, utili, questo è il lascito più prezioso del 2020. Non era scontato che andasse così, e lo conferma il fatto che – non appena svoltato l’angolo del 2021 – come se si fosse entrati in un’epoca altra, come se tutto fosse finito, il microcosmo di eletti che guida il Paese è subito tornato alle vecchie abitudini, nel tentativo forse di ristabilire la vecchia normalità (che invece non tornerà più), quella in cui all’improvviso c’è chi sfila una carta dal castello che fin lì si era miracolosamente tenuto in piedi e fa crollare tutto. La voglia di rissa, di menare le mani, è diffusa; la nuova normalità, gli impedimenti, i divieti generano pressioni enormi - ce lo dicono, anche, le torme di ragazzi che si danno appuntamento in questa o quella città per suonarsele di santa ragione. E ci si può spingere fino a comprendere come la costrizione possa generare desideri di rivolta. 
Ma è qualcosa che non porta da nessuna parte. Il sistema sano si salva proprio come tale, come sistema. Il settore auto in Italia ha certamente scelto questa strada. Non sarà per sempre, è certo: è stato però nel momento giusto, quando davvero serviva. 

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