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Numeri, persone e fatti di prima pagina

Il circolante complessivo delle citt? italiane con oltre 500.000 abitanti ? di 3.236.388 vetture. Di queste solo 193.683 sono Euro 0 (68.726) ed Euro 1 (124.957). I conteggi sono frutto di elaborazioni della sezione italiana del Gipa,? Groupement Inter Professionnel de l?Automobile,che ha conteggiato un circolante totale nel nostro Paese di 31.226.771 vetture a tutto il 2010 al quale vanno aggiunte circa 1 milione di unit? fra vetture della pubblica amministrazione, taxi e vetture presenti sui piazzali delle Concessionarie. (2/2011)

Renault ha annunciato investimenti per 5,7 miliardi di euro nel triennio 2010-2013 per aggiornare i siti industriali nel mondo. Dell?intera somma, il 40% verr? investito in Francia, patria dell?azienda automobilistica,? e il resto nei mercati emergenti, in particolare Brasile, India e Russia, Paesi dove riverser? il 43% dei miliardi stanziati.? Attualmente il 24% della produzione Renault avviene in Francia. Nelle sue previsioni, la Casa del rombo ritiene che il recupero del mercato pre-crisi non avverr? nemmeno nel 2016, mentre per quell?anno la previsione di crescita dei volumi di vendite nei mercati extraeuropei si attester? sul 50%. (2/2011)

La cinese Great Wall ha venduto nel mondo 397.000 vetture nel corso del 2010, con un incremento del 47% rispetto alle 270.000 unit? vendute nel 2009. L?export ? cresciuto del 13%, salendo da 44.000 a 55.000 unit?. Great Wall stima di vendere 550.000 vetture nel corso del 2011, includendo 80.000 esportazioni. (2/2011)

L?Alleanza Renault-Nissan, guidata dal CEO Carlos Ghosn, ha totalizzato vendite mondiali di 7.276.398 vetture, superando cos? il Gruppo Volkswagen, che aveva chiuso l?anno con un record di 7,14 milioni di unit?. Il Gruppo franco-giapponese si ? cos? piazzato al terzo posto assoluto nella classifica delle vendite mondiali, dopo Toyota e General Motors. (2/2011)

Il mercato tedesco ha chiuso il mese di gennaio in attivo del 17%, con un immatricolato di 211.100 vetture, notevole anche l'immatricolato in Francia, cresxciuto dell'8,2% a 185.603 unit?, mentre la Spagna registra, per il mese iniziale dell'anno, un tracollo manifestatosi con 53.632 immatricolazioni e un calo del 23,5%.??(2/2011)

Dire troppo, dire poco: l’arduo esercizio di comunicare

In attesa di capire chi realmente sia il motore del nostro Paese, se i Concessionari (“#ilmotoreitaliano”, come da spot Federauto) oppure il popolo (“Il vero motore dell’Italia sono gli italiani”, come da spot Fca), è già del tutto evidente chi certamente non lo è, quando si viene all’automotive: il Governo. Al 19 maggio, data in cui questo numero di InterAutoNews è andato in stampa, nessuna risposta avevano ottenuto lettere, appelli, proposte contenenti piani dettagliati sulle possibili modalità di intervento, invocazioni e lamentele varie indirizzati a decine, negli ultimi due mesi, a chi ha il potere di decidere. Non una novità in assoluto, questo silenzio. A oggi naturalmente non è comunque da escludersi che una risposta possa prima o dopo arrivare. Il problema è che la partita, nel momento in cui si tratta di far ripartire il Paese, si gioca proprio tra la distanza abissale che intercorre tra “prima” e “dopo”, ed è la stessa che intercorre tra l’orlo del precipizio e, appunto, l’abisso. 
Che poi il problema è sempre la distanza. Tra il “prima” e il “dopo”, come anche tra chi governa e chi viene governato. C’è un passaggio, nell’intervista a Francesco Maldarizzi che pubblichiamo in questo numero di InterAutoNews, che chiarisce perfettamente il concetto. Dice Maldarizzi: “Ho registrato lo stupore, anche tra gli esponenti del Governo, nel constatare che il nostro comparto ha ben 120.000 dipendenti diretti e che tutti paghiamo le tasse in Italia”. Uno stupore che suona come un insulto esattamente come il silenzio che arriva, oltretutto, nel momento in cui l’automotive italiano si è impegnato, con uno sforzo che non ha precedenti, a rappresentare pubblicamente se stesso nella propria qualità di settore -  che contribuisce, e quanto, a mandare avanti il Paese. Le singole Case auto e i singoli Concessionari maneggiano quotidianamente la materia nell’ambito dei rispettivi business, letteralmente vivono (anche) di comunicazione. Un conto però è farlo a nome proprio, un altro è farlo in rappresentanza di molti, come sta scoprendo Federauto, nuova all’esercizio.

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