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Numeri, persone e fatti di prima pagina

Le tre marche che hanno raccolto il maggior numero di immatricolazioni sono state, nell’ordine Fiat (da sempre in vetta) con il 21% di quota e in crescita del 19,7%  seguita dalla Volkswagen  (7,6% di quota, crescita del 20,2%) con la Ford in terza posizione (7,2% di quota, crescita del 17,4%). (02/2016)

Fra i gruppi, FCA ha totalizzato in gennaio 44.832 immatricolazioni (+19,7%) con una quota del 28,9%. Al secondo posto il Gruppo Volkswagen che ha totalizzato 20.398 immatricolazioni (+16,4%) con una quota del 13,1% e al terzo posto il Gruppo Renault, con 14.275 immatricolazioni (+14,6%)  e una quota del 9,2%. (02/2016)

Fra le diverse alimentazioni, confermato il dominio del Diesel che ha toccato quota 56,1%, davanti al  benzina (33,1%) ambedue in crescita superiore a quella del mercato, mentre in flessione le motorizzazioni bifuel: benzina-Gpl -27,6% e benzina-Metano -27,5%: Forte crescita delle ibride (+43%), ma sempre con valori assoluti relativamente contenuti (3.250 immatricolazioni, con una quota del 2,1%). In flessione (-20,3%) le auto elettriche, con 114 immatricolazioni. (02/2016)

La Fiat Panda  con 13.362 immatricolazioni è stata la vettura più veduta (merito anche della forte campagna sconti-rottamazione), mentre per le sole motorizzazioni Diesel al vertice si è piazzata la Fiat 500X con 4.144 targhe. (02/2016)

Il mercato europeo delle auto nuove (Unione dei 28 più i tre Paesi Efta) ha chiuso il 2015 con un immatricolato di 14.202.024 unità, in crescita del 5,4%. Merito, in particolare, di un dicembre scintillante a 1.156.489 targhe (+15,9%).  L’ultimo mese dello scorso anno è stato il ventottesimo mese consecutivo di crescita e i valori totali del 2015 sono superiori,  per la prima volta, a quelli registrati nel 2009, anche se ancora lontani dai 16 milioni del 2007. (01/2016) Dicembre 2015

Se il food delivery consegna lezioni a domicilio

I l titolo è perentorio: “2030: il food delivery ucciderà i ristoranti. E dalle case spariranno le cucine”. L’articolo, pubblicato dal sito Business Insider, porta la firma di Valerio Mammone. Abbonda di dati e virgolettati, è molto dettagliato. Non parla del mercato delle automobili, naturalmente, ma può risultare istruttivo, se si ha voglia di uscire dalla logica “il nostro è un business unico”. 
Food delivery: consegna di cibo a domicilio. In Italia, ci dice Mammone, il fenomeno esplode nel 2015, con nuove startup (Glovo, Foodora, Deliveroo, UberEats...) venute a rompere il dominio di Just Eat. Nel 2017 il mercato vale 201 milioni di euro, +66% sul 2016. Nel primi mesi del 2018, tra piatti pronti o semplice spesa, più di 4 milioni di italiani hanno scelto la consegna a domicilio almeno una volta al mese. Utilizzatori più assidui: i Millennial, fascia d’età tra i 25 e i 34 anni. Entro il 2022 si prevede che le piattaforme di food delivery genereranno un giro d’affari da 2,5 miliardi di euro. 
Il punto centrale dell’asse che i ristoratori hanno costituito con le piattaforme di food delivery - spiega Business Insider - sono i big data. Migliaia di informazioni vengono raccolte ed elaborate ogni giorno dalle piattaforme e poi, dice Samuele Fraternali dell’Osservatorio e-commerce B2C, “i dati vengono rivenduti ai ristoratori, che così possono profilare gli utenti, sapere quali prodotti vanno di più, quali sono i servizi preferiti, quali zone e fasce orarie rendono di più... Il ristoratore non paga tanto il dato, quanto la sua rielaborazione”.

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