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Numeri, persone e fatti di prima pagina

Con 738.051 immatricolazioni (+5,7%) la Audi ha mantenuto la prima posizione fra le premium davanti a BMW (714.386, +10,6%) e Mercedes (707.046, +17,3%).  Il brand di Monaco come Gruppo ha chiuso a 896.390 immatricolazioni grazie alle 182.004 Mini vendute, mentre il gruppo della stella a tre punte ha totalizzato 799.386 immatricolazioni per merito delle 92.340 Smart. (01/2016)

In un anno, la Russia ha perso 890.000 vendite di auto nuove, fermando le immatricolazioni a 1.601.126, in flessione dl 36%, A nulla sono valse le azioni di sostegno alle vendite messe in atte dal governo. La caduta del rublo, che ha perso valore nei confronti di tutte le altre monete, ha portato come conseguenza ad un aumento dei listini delle auto, incidendo ancor più sulla frenata del mercato: (01/2016).

Nel mese di dicembre, in Italia sono state immatricolate  109.578 nuove auto contro le 92.199 dell’analogo mese del 2014, in crescita del 18,7%. In particolare le immatricolazioni dei privati sono cresciute del 20,5%, il noleggio ha registrato una media del +23,7% (breve termine +56,55,  lungo termine+10,3%), mentre le società (dove si annidano le Km0)  hanno chiuso con uno striminzito +8,1%. (01/2016) Dicembre 2015

Per amore di verità, a noi piace anche dare conto di quanto accade nella parte finale del mese, quando le  carte si mischiano  e diventa difficile capire. Per pura curiosità, delle prime dieci in classifica delle vendite di dicembre diamo le quote per marca tre giorni prima della fine del mese, con il confronto della quota ottenuta a fine mese: Fiat  14,5 (fine mese: 21,4), Volkswagen 8,9 (7,5), Ford 8,1 (6,1),  Renault 8,8 (7,2), Opel 5,0 (4,7), Peugeot 6,5 (6,1), Toyota 3,1 (4,3), Nissan 3,0 (3,3),  Audi 2,8 (2,3), Lancia/Chrysler 2,5 (3,8) (01/2016)

Nell’intero 2015, le immatricolazioni sono state 1.574.872 in crescita del 15,8% rispetto al 2024, quando le auto targate furono 1.360.578. I privati hanno totalizzato 1.009.527 targhe (+18,1%), il noleggio ha chiuso con 311.392 targhe (18%), e le società  con 262.729  (+4,9). (01/2016)

Di biciclette, automobili, integrazione (e qualche omissione)

Presa diretta. 1. Tipologia di cambio di velocità, ma anche: 2. Programma televisivo di approfondimento, in onda su Rai3 a partire dal 2009.
È in questa seconda veste che ne parleremo qui.
L’8 gennaio è andata in onda la prima puntata di “Presa diretta” della stagione 2018. È stata seguita da 1 milione 356 mila spettatori (share 5.2%) ed è stato il programma Rai più commentato sui social dell’intera serata: 52 mila interazioni. Il titolo della puntata era: “La bicicletta ci salverà”. Questa ne è stata l’introduzione: “Le nostre città e le nostre vite soffocano nel traffico, i livelli di inquinamento sono cronicamente al di sopra dei limiti consentiti, le malattie correlate alle polveri sottili aumentano, i tempi degli spostamenti urbani si allungano e il trasporto pubblico fatica a stare al passo delle esigenze di tutti. Così non possiamo andare avanti. E allora? Allora, a salvarci, sarà proprio la bicicletta”. Ancora: “In cima alla lista delle città da salvare c’è proprio la nostra capitale. A Roma ogni mattina si mettono in movimento 4 milioni e mezzo di persone, la maggior parte con la propria automobile. I romani infatti hanno il primato di auto per numero di abitanti, quasi 70 ogni 100 persone. D’altra parte gli investimenti sul trasporto pubblico sono in costante riduzione da molti anni così come la loro efficienza, 79 minuti è la durata media del viaggio per e dal posto di lavoro dell’eroico cittadino romano. Per non parlare degli investimenti sui mezzi meno inquinanti: meno 80% sui bus elettrici, meno 30% sui tram, e per quanto riguarda la metropolitana è stato calcolato che ci vorranno 80 anni per raggiungere la dotazione di altre capitali come Madrid, Berlino, o Londra”. Ancora, in conclusione: “Il mondo intero sta cercando il modo di risolvere il problema del traffico nelle grandi città, come abbattere l’inquinamento prodotto dalle macchine, come tornare a far vivere le città e farle diventare luoghi accoglienti e non posti dove ci si ammala”.

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