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Numeri, persone e fatti di prima pagina

La spinta delle vendite a noleggio si sostanzia nel +16,7% del mese, che vale il 24,6% del totale, due punti in meno rispetto al febbraio dello scorso anno. E deriva principalmente dal breve termine, che fa registrare nel periodo un incremento del 28,6%, mentre il lungo porta a casa un +5,6%. Nel cumulato gennaio-febbraio la crescita è pari al 16,4%, con un'impennata del breve termine (+29%). Quanto alle alimentazioni, rimarchevole il trend di crescita per diesel e benzina, rispettivamente +26,7% e +44,8% in febbraio, con la benzina che vede aumentare la propria quota di 4 punti e raggiunge il 33,7% del totale grazie alla riduzione dei prezzi dei carburanti tradizionali. Aumentano del 78,5% le ibride, confermano la propria flessione Gpl (-16,1%) e metano (-15%). In calo anche le immatricolazioni di elettriche: -35,3% a febbraio. (03/2016)

La media si era attestata a 156.900 immatricolazioni, con una crescita del 15,9% rispetto al febbraio dello scorso anno: così si erano espressi i Concessionari che formano il nostro Panel al momento di prevedere i dati del mese di febbraio 2016. Già a gennaio i risultati effettivi erano andati ben oltre le più rosee previsioni formulate dai nostri Panelisti: febbraio, dunque, conferma quanto sia sempre più difficile considerare tutte le variabili che vengono a incidere, in positivo o negativo, sull'atteggiamento dei consumatori. (03/2016)

I cinque grandi mercati europei hanno chiuso tutti con il segno più.  È la conferma che l’Europa ha ormai ripreso stabilmente  a camminare con le sue gambe. In questo quadro positivo, la crescita italiana  è nettamente superiore a quella degli altri principali mercati europei, tutti appartenenti all’Europa Occidentale, che in gennaio ha chiuso con un beneaugurante +5,9%, superando il milione di nuove immatricolazioni. (02/2016) Gennaio 2016

Nel mese di gennaio, i 5 grandi mercato dell’Europa, tutti sul territorio occidentale, hanno fatto registrare incrementi che confermano la positiva tendenza già vissuta lo scorso anno: Germania 218.365   immatricolazioni (+ 3,3%), Gran Bretagna 169.678 (+ 2.9%), Italia 155.157 (+17,4%), Francia 137.788  ( + 3,5%), Spagna 76.395 (+12,1%). Europa Occidentale 1.010.561 (+ 5,9%). I valori indicati sono la concreta, ulteriore  conferme di un percorso di recupero cominciato già due anni fa. I dati sono di fonte LMC Automotive. (02/2016)

Il mercato europeo delle auto mosse da carburanti alternativi a quelli convenzionali (benzina e Diesel) ha raggiunto nel 2015 la quota del 20% confermando – in particolare - la crescita delle ibride (+21,5%) mentre le auto elettriche unificate (secondo la logica applicata dall’Acea, che ha diffuso questi dati), con le extended range, con le plug-in e con le fuel cell pur registrando un appariscente +101,4% mantengono valori numericamente  decisamente contenuti (186.170 unità) In flessione, di contro, le motorizzazioni bifuel con Gpl e metano, che hanno registrato un calo dell’8,3%, con 219.784 vetture immatricolate. (02/2016)

Mercato, stock, Km0: chi vince al gioco dell’oca?

Ci risiamo. Il mercato ha dato numeri buoni a luglio, eccellenti ad agosto, il solito mese jolly. Un’estate apparentemente a gonfie vele, in Italia - in Europa  è stata addirittura clamorosa.  L’effetto Wltp, si è subito detto, ben sapendo quello che si diceva. Ovvero: la spinta delle campagne promosse da Concessionari e Case per smaltire gli stock di auto non conformi alle nuove procedure di omologazione in vigore dal 1° settembre ha prodotto quei volumi e quelle percentuali di crescita. Il punto è che, una volta di più, c’è da chiedersi se immatricolazione sia sinonimo di vendita. A occhio, non lo è, specie se si parla di vendita al cliente privato - che continua a tenersi abbastanza lontano dal mercato. Dunque, il giro appare essere il solito: si sono smaltiti gli stock rimpinguando altri stock. Che, in un modo o nell’altro, vanno a rimpinguare la flotta delle Km0, in carico ai Concessionari. Ad agosto, le Case non hanno praticamente fatto auto-immatricolazioni (e Fiat ha sacrificato così il 1° posto di Panda nella classifica dei modelli più venduti). I Dealer ne hanno fatto il 44,28% in più rispetto al 2017 - senza contare le 1.835 immatricolazioni intestate alle proprie società di noleggio a breve termine. Negli 8 mesi del 2018, sono arrivati a quota 160mila (+22.000 circa sul 2017), a fronte del -25,6% di quelle delle Case (-19.000 unità). I dati sono di Data Force e dicono che i vasi continuano a comunicare: da una parte le auto-immatricolazioni calano, dall’altra crescono. Che si tratti di forzature, lo lasciamo dire a chi le fa e poi se ne lamenta. Che il mercato finirà per pagare questo gioco è fuor di dubbio. Resta da capire quando. La speranza è che non sia necessario sedere sulla riva del fiume, per capire quando accadrà.

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Nessuna nuova sul fronte delle rappresentanze dei Dealer. Il che non è una buona nuova. Le strade, tra Federauto e i promotori della nuova associazione, si sono definitivamente separate con lo scambio di lettere di inzio estate. Posizioni inconciliabili, dialogo inesistente. Fine della possibile collaborazione. Che era la strada auspicata da qualcuno, all’interno della compagnia dei “fuoriusciti”: la Federauto a fare la propria politica, il nuovo gruppo con funzione di task force e l’incarico di occuparsi di uno dei tanti temi che incombono sul business e sugli imprenditori che lo portano avanti. Oggi lo spettro dell’aumento dell’Iva, domani quello del Regolamento europeo - solo per citare due delle aree di intervento in cui il lavoro di lobby potrebbe (avrebbe potuto?) risultare più che utile. Ma no: separati nella stessa casa, si procederà così.

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