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Numeri, persone e fatti di prima pagina

Nel mese di gennaio, i 5 grandi mercato dell’Europa, tutti sul territorio occidentale, hanno fatto registrare incrementi che confermano la positiva tendenza già vissuta lo scorso anno: Germania 218.365   immatricolazioni (+ 3,3%), Gran Bretagna 169.678 (+ 2.9%), Italia 155.157 (+17,4%), Francia 137.788  ( + 3,5%), Spagna 76.395 (+12,1%). Europa Occidentale 1.010.561 (+ 5,9%). I valori indicati sono la concreta, ulteriore  conferme di un percorso di recupero cominciato già due anni fa. I dati sono di fonte LMC Automotive. (02/2016)

Il mercato europeo delle auto mosse da carburanti alternativi a quelli convenzionali (benzina e Diesel) ha raggiunto nel 2015 la quota del 20% confermando – in particolare - la crescita delle ibride (+21,5%) mentre le auto elettriche unificate (secondo la logica applicata dall’Acea, che ha diffuso questi dati), con le extended range, con le plug-in e con le fuel cell pur registrando un appariscente +101,4% mantengono valori numericamente  decisamente contenuti (186.170 unità) In flessione, di contro, le motorizzazioni bifuel con Gpl e metano, che hanno registrato un calo dell’8,3%, con 219.784 vetture immatricolate. (02/2016)

Il mercato dell’auto nuova ha aperto l’anno con un brillante incremento del 17,4% nel mese di gennaio, frutto delle 155.157 immatricolazioni, come da comunicazione ufficiale del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Un incremento, fra l’altro, che ha fatto seguito alla crescita dell’11,5% del gennaio 2015, quando furono immatricolate 132.111 vetture. Per dare un quadro realistico della ripresa che ormai il mercato dell’auto in Italia sta vivendo, sarà bene comunque ricordare che negli anni d’oro, gennaio chiudeva con un immatricolato sempre superiore alle 200.000 unità (ininterrottamente dal  1997 al 2008) e che il picco negativo si è avuto nel gennaio del 2012 con 114.102 targhe. (02/2016) Gennaio 2016

Se è vero che la raccolta ordini del mese di dicembre (circa 190.000 contratti)  è stato il propellente per un ottimo mese di gennaio, c’è da attendersi anche un ottimo febbraio, visto che in gennaio sono stati sottoscritti presso le Reti di vendita 152.000 contratti, in crescita del 18%. (02/2016)

Le immatricolazioni a privati, in gennaio, hanno raggiunto  le 103.159 unità, in crescita del 23,7%, assai più – quindi – della crescita dell’intero mercato del mese. In termini di quota dell’intero mercato, i privati hanno rappresentato il 66%, contro il 62,7% del gennaio dello scorso anno. Bene anche il noleggio, con 31.994 targhe, in aumento del 15,3% e una quota del 20,5% dell’intero mercato. Il restante  13,5% è andato alle società, fascia di mercato dove si collocano anche le Km0 e le demo car, con un totale assoluto di 21.010 immatricolazioni, in flessione del 3,9%. (02/2016)

Se il food delivery consegna lezioni a domicilio

I l titolo è perentorio: “2030: il food delivery ucciderà i ristoranti. E dalle case spariranno le cucine”. L’articolo, pubblicato dal sito Business Insider, porta la firma di Valerio Mammone. Abbonda di dati e virgolettati, è molto dettagliato. Non parla del mercato delle automobili, naturalmente, ma può risultare istruttivo, se si ha voglia di uscire dalla logica “il nostro è un business unico”. 
Food delivery: consegna di cibo a domicilio. In Italia, ci dice Mammone, il fenomeno esplode nel 2015, con nuove startup (Glovo, Foodora, Deliveroo, UberEats...) venute a rompere il dominio di Just Eat. Nel 2017 il mercato vale 201 milioni di euro, +66% sul 2016. Nel primi mesi del 2018, tra piatti pronti o semplice spesa, più di 4 milioni di italiani hanno scelto la consegna a domicilio almeno una volta al mese. Utilizzatori più assidui: i Millennial, fascia d’età tra i 25 e i 34 anni. Entro il 2022 si prevede che le piattaforme di food delivery genereranno un giro d’affari da 2,5 miliardi di euro. 
Il punto centrale dell’asse che i ristoratori hanno costituito con le piattaforme di food delivery - spiega Business Insider - sono i big data. Migliaia di informazioni vengono raccolte ed elaborate ogni giorno dalle piattaforme e poi, dice Samuele Fraternali dell’Osservatorio e-commerce B2C, “i dati vengono rivenduti ai ristoratori, che così possono profilare gli utenti, sapere quali prodotti vanno di più, quali sono i servizi preferiti, quali zone e fasce orarie rendono di più... Il ristoratore non paga tanto il dato, quanto la sua rielaborazione”.

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Il Sondaggio

Ritenete sia realistico il piano Di Maio per portare su strada, in Italia, entro 5 anni, un milione di vetture "ricaricabili" (al costo, secondo Bloomberg, di 9 miliardi di euro)?