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Numeri, persone e fatti di prima pagina

Mitsubishi nella bufera. L'azienda giapponese ha ufficialmente ammesso di aver "eseguito impropriamente test sui consumi di carburante per presentare tassi migliori di quelli effettivamente realizzati". Una manipolazione sulle prove di omologazione di emissioni anti-smog e consumi che riguarda 625.000 vetture e che ha avuto un'immediata disastrosa ricaduta sul titolo del Gruppo a Tokyo: 1,2 miliardi di capitalizzazione andati in fumo in poche ore.

Al centro dell'inganno quattro modelli di mini-car: eK Wagon ed eK Space (157.000 unità) e Dayz e Dayz Roox (468.000 unità) - questi ultimi sono stati prodotti dalla Mitsubishi e forniti alla Nissan dal giugno 2013. Tutto è nato quando la Nissan ha avanzato dubbi circa i valori espressi dai test effettuati sui due modelli di cui aveva preso in carico la commercializzazione.

"Ci scusiamo con i nostri clienti e con tutte le altre parti coinvolte - ha dichiarato Tetsuro Aikawa, numero uno di Mitsubishi Motors Company - Arresteremo la produzione dei veicoli incriminati e studieremo una forma di risarcimento per Nissan".

Ma lo scandalo potrebbe non fermarsi qui: contestualmente, infatti, Aikawa ha anche annunciato che "verrà condotta un'indagine sui veicoli prodotti per i mercati esteri".

Per Fca la fusione con uno dei "big guys" dell'industria dell'auto resta una priorità. Dopo le parole spese ieri da John Elkann nella lettera agli azionisti Exor, oggi arriva l'ulteriore conferma da parte di Sergio Marchionne. "Ciò che fino ad ora ho detto è che al momento non ci sono le condizioni. Ma la partita non è mai stata congelata, tanto meno è stata chiusa la porta. Se domani quelle condizioni cambiassero, noi saremmo pronti", ha affermato l'ad di Fca. L'obiettivo rimane sempre una fusione con GM, anche se per ora la risposta ottenuta da Mary Barra è stata un "no". Il che apre la porta ad altre ipotesi: Volkswagen, Toyota e anche Ford ("Sì, perché no?"), ma sempre come scelte alternative. "Quello che interessa a me, cioè Gm, almeno al momento non si può fare. Ma se le cose cambiassero domani mattina, è evidente" che sarebbe lui stesso a condurre in porto l'operazione. Dopodiché, "farei altro" ha concluso Marchionne, che nel 2018 completerà il piano industriale e lascerà la carica di amministratore delegato. (04/2016)

Nonostante il mese di marzo di quest’anno sia stato condizionato da un giorno di vendita in meno determinato da una Pasqua particolarmente bassa, il mercato dell’Europa Unita ha proseguito nella sua corsa positiva facendo registrare un incremento su marzo dell’anno scorso del 6,0% con l’immatricolazione di 1,7 milioni di nuove automobili. Nel primo trimestre le immatricolazioni continentali ammontano a 3,81 milioni di unità e l’incremento è pari all’8,2% sull’analogo periodo del 2015. (04/2016) I dati per Paese Marzo 2016. I dati per gruppo Marzo 2016

Vola il mercato dell'auto nuova. Secondo i dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, marzo si è chiuso con 190.381 immatricolazioni, che significa una crescita del 17,4% rispetto alle 162.187 dello stesso mese del 2015. Ancora più notevole il dato del 1° trimestre: con 519.123 auto vendute si attesta a quota +20,8% rispetto al periodo gennaio marzo 2015 (e circa 90 mila immatricolazi in più sulle 429.615 di quel trimestre, che a sua volta aveva già evidenziato un incremento del 13,8%. "Siamo tornati a una dimensione che non vedevamo dal 2010, quando scadevano gli ultimi incentivi alla rottamazione. Rivediamo numeri più consoni a dimensione, qualità e tradizione del nostro mercato: era ora", il commento di Massimo Nordio, presidente Unrae. "C'è voglia di mobilità, è evidente. Una mobilità più sicura, economica ed attenta all'ambiente, che deve essere accompagnata da provvedimenti strutturali non più dettati dall'affanno dell'emergenza ma coordinati sul piano nazionale nella direzione della sostituzione del parco anziano. Quindi attendiamo con fiducia che il Ministero dell'Ambiente dia rapidamente ai Comuni le risorse necessarie per attuare immediati programmi in questo senso". Cosa c'è da aspettarsi adesso: un intero anno boom o una prossima flessione? Cauto il parere di Pavan Bernacchi, presidente di Federauto: "Operazioni poderose come la SuperRottamazione e grinta commerciale sono state determinanti per la crescita in questo primo trimestre. Ma la diminuzione di traffico registrata nelle concessionarie a marzo ci fa ipotizzare un contenimento della crescita per i prossimi mesi". (04/2016) Marzo 2016

Per il quindicesimo mese, FCA continua a crescere più del mercato. A marzo le immatricolazioni del Gruppo sono state 56.032, vale a dire il 21,6% in più dello stesso mese 2015, con la quota che sale dal 28,4% al 29,4%. Nel primo trimestre dell'anno le consegne Fca sono state 150.952, in crescita del 24,5% sullo stesso periodo dell'anno scorso, mentre la quota è salita al 29,08% (era 28,23%). Tutti i brand hanno registrato un aumento, in particolare Jeep e Fiat. (04/2016)

Mercato, stock, Km0: chi vince al gioco dell’oca?

Ci risiamo. Il mercato ha dato numeri buoni a luglio, eccellenti ad agosto, il solito mese jolly. Un’estate apparentemente a gonfie vele, in Italia - in Europa  è stata addirittura clamorosa.  L’effetto Wltp, si è subito detto, ben sapendo quello che si diceva. Ovvero: la spinta delle campagne promosse da Concessionari e Case per smaltire gli stock di auto non conformi alle nuove procedure di omologazione in vigore dal 1° settembre ha prodotto quei volumi e quelle percentuali di crescita. Il punto è che, una volta di più, c’è da chiedersi se immatricolazione sia sinonimo di vendita. A occhio, non lo è, specie se si parla di vendita al cliente privato - che continua a tenersi abbastanza lontano dal mercato. Dunque, il giro appare essere il solito: si sono smaltiti gli stock rimpinguando altri stock. Che, in un modo o nell’altro, vanno a rimpinguare la flotta delle Km0, in carico ai Concessionari. Ad agosto, le Case non hanno praticamente fatto auto-immatricolazioni (e Fiat ha sacrificato così il 1° posto di Panda nella classifica dei modelli più venduti). I Dealer ne hanno fatto il 44,28% in più rispetto al 2017 - senza contare le 1.835 immatricolazioni intestate alle proprie società di noleggio a breve termine. Negli 8 mesi del 2018, sono arrivati a quota 160mila (+22.000 circa sul 2017), a fronte del -25,6% di quelle delle Case (-19.000 unità). I dati sono di Data Force e dicono che i vasi continuano a comunicare: da una parte le auto-immatricolazioni calano, dall’altra crescono. Che si tratti di forzature, lo lasciamo dire a chi le fa e poi se ne lamenta. Che il mercato finirà per pagare questo gioco è fuor di dubbio. Resta da capire quando. La speranza è che non sia necessario sedere sulla riva del fiume, per capire quando accadrà.

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Nessuna nuova sul fronte delle rappresentanze dei Dealer. Il che non è una buona nuova. Le strade, tra Federauto e i promotori della nuova associazione, si sono definitivamente separate con lo scambio di lettere di inzio estate. Posizioni inconciliabili, dialogo inesistente. Fine della possibile collaborazione. Che era la strada auspicata da qualcuno, all’interno della compagnia dei “fuoriusciti”: la Federauto a fare la propria politica, il nuovo gruppo con funzione di task force e l’incarico di occuparsi di uno dei tanti temi che incombono sul business e sugli imprenditori che lo portano avanti. Oggi lo spettro dell’aumento dell’Iva, domani quello del Regolamento europeo - solo per citare due delle aree di intervento in cui il lavoro di lobby potrebbe (avrebbe potuto?) risultare più che utile. Ma no: separati nella stessa casa, si procederà così.

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