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Numeri, persone e fatti di prima pagina

Dopo il rallentamento registrato in ottobre, l’Europa Unita torna a crescere mettendo a segno un +5,8% in novembre. Sono state 1.148.618 le automobili nuove immatricolate nel mese, 62mila in più rispetto allo stesso mese del 2015 quando vennero registrate nei vari Paesi dell’unione 1.125.605 targhe. Crescita che va attribuita soprattutto ai buoni esiti dei 5 grandi mercati con la Spagna capace di un ottimo incremento a due cifre. Ovviamente il risultato cumulato dei primi 11 mesi non può che trovare giovamento dal rimbalzo delle vendite del mese. Nel periodo, sono 13,5 i milioni di automobili immatricolate con una crescita complessiva del 7,1% sull’analogo periodo dell’anno scorso. In termini unitari è l’Italia a crescere di più negli 11 mesi, segue la Germania salita oltre quota 3 milioni, poi Spagna, Francia e Regno Unito. Molto bene anche la Polonia, autrice quest’anno di un incremento da 17 punti e con volumi di tutto rispetto. Maglia nera sempre sulle spalle dei Paesi Bassi che, con un ulteriore e pesante segno meno a novembre (-20%), incassano un consuntivo di oltre 8 punti al di sotto della parità. In zona Efta si fa notare il tormentato andamento della Svizzera che consolida un -3,14% nel cumulato. Quanto ai gruppi, sempre considerando i volumi assoluti, è di Renault la miglior performance degli 11 mesi con oltre 140mila veicoli in più rispetto al 2015.
Europa - Novembre 2016 - vendite per gruppi e marche
Europa - Novembre 2016 - vendite per Paese

Secondo i dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nel mese di novembre sono state immatricolate 145.835 nuove auto. 11.045 in più rispetto alle 134.790 di un anno fa, con una crescita dell’8,2%. Dal punto di vista del risultato cumulato dei primi 11 mesi, le targhe sino ad oggi registrate sono 1.699.944 e l’aumento, rispetto alle 1.459.029 dell’analogo periodo dello scorso anno, è del 16,5%.

Mercato Italia - Novembre 2016

Ottobre 2016, dati Acea (Association des Constructeurs Européens d’Automobiles). Nei 28 Paesi dell’Unione Europea, Malta esclusa, sono stati immatricolati 1.104.506 veicoli nuovi, lo 0,02% in meno rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. Sostanziale parità dunque, frutto dei risultati positivi di Italia (+9,7%), Spagna (+4,0%) e di un Regno Unito (+1,4%) preso da tutte le incertezze di una Brexit che continua a dividere. Ma soprattutto, considerando la tendenza al ribasso, frutto del brutto esito della Germania che fa segnare un calo del 5,6%, seguito da quello della Francia autrice di un insoddisfacente -4,0%. Quanto al cumulato dei primi 10 mesi, i veicoli targati da inizio d’anno sono stati 12.348.502 per un rateo di crescita pari al 7,2%, con tutti e cinque i principali mercati ancora ampiamente in territorio positivo. Specie l’Italia di cui sappiamo, seguita dalla Spagna (+10,8%) e poi dalla Germania (+4,9%). E poi ancora da Francia (+4,7%) e dal Regno Unito (+2,5%). Nei singoli brand, la perdita di ottobre (-7,8%) di Volkswagen porta il cumulato del brand tedesco al di sotto della parità; non bene nemmeno i tre marchi del Gruppo Psa, in particolare DS che, sempre a ottobre, piomba addirittura a -29,3%. Da segnalare infine tra i migliori la forte spinta di Mercedes capace di segnare a ottobre un +7,0%.
Europa - Ottobre 2016 - vendite per gruppi e marche
Europa - Ottobre 2016 - vendite per Paese

Ottobre ha aperto con un +9,75% l'ultimo trimestre del mercato Italia. Ancora una crescita, grazie alle 146.632 immatricolazioni (nel 2015 erano state 133.610), sia pure decisamente più contenuta rispetto al mese precedente. Ma se si considera il giorno lavorativo in meno rispetto a ottobre 2015, che vale circa 4,5 punti percentuali sul totale, ecco che il risultato si avvicina un poco di più all'andamento complessivo dell'anno, che ha visto una crescita continua a due cifre. Alla luce del risultato di ottobre, i primi 9 mesi del 2016 registrano un incremento del 16,7%, con 1.553.394 unità, oltre 222.000 in più dello stesso periodo del 2015, chiusosi a quota 1.330.885.
In questo quadro, spicca ancora la flessione delle vendite ai privati, che registrano una flessione del 4% con una quota che scende, di 8,5 punti percentuali, appena al di sotto del 60%. Nel cumulato gennaio-ottobre poco più di 6 vetture su 10 sono state vendute a privati (61,5% di quota) per effetto mix canali di vendita, alla luce della spinta forte garantita da società e noleggi, che beneficiano anche del Superammortamento. I noleggi in ottobre sono cresciuti del 44,6% (quota del 17,7%) grazie in particolare all’andamento del breve termine (+123,1%). Molto positivo però anche l'andamento del lungo termine (+30,4%). Nel cumulato, il noleggio è stabile rispetto allo scorso anno, con un 20,7% del totale e una crescita in volume del 17,9%. Quanto alle società, la crescita in ottobre è stata del 35% circa, con una quota salita di oltre 4 punti percentuali (22,7%).
Alla luce del risultato di ottobre, Massimo Nordio, presidente Unrae, ha confermato la previsione di una chiusura di anno a quota 1.850.000 immatricolazioni, con una crescita quindi del 17% circa sul 2015, ed ha previsto un 2017 in cui "le immatricolazioni di autovetture dovrebbero stabilizzarsi su una crescita del 5,4%, a 1.945.000 unità".
Mercato Italia - Ottobre 2016

35,4 miliardi di euro. Questa è la proiezione del mercato auto nuove 2016, elaborata dal Centro Studi Fleet&Mobility sulla base della stima Unrae di chiusura a 1.850.000 targhe. Già superato, quindi, il valore di 35 miliardi registrato nel 2009 con un mercato da 2.150.000 immatricolazioni. Nel 2009 il valore medio di acquisto era di poco superiore ai 16mila euro, mentre nel 2015 era salito a 19.100. La ragione sta soprattutto, ma non solo, nelle scelte degli italiani, che in questi anni si sono orientate di più verso Suv e Crossover (24% nel 2016 rispetto al 9% del 2009).

Pragmatismo contro ideologia, sfida vitale per l’auto

Come guardare al materializzarsi parziale del Governo a Verona, durante Automotive Dealer Day, se non con sentimenti contrastanti? L’impegno assunto da Salvini – non solo circa la detrazione al 100% dell’Iva sulle auto aziendali – contiene in sé pragmatismo e una promessa generale di attenzione per il settore che hanno scaldato il cuore della platea. Al tempo stesso, in sottofondo ma abbastanza forte da farsi sentire, striscia il timore che al pragmatismo enunciato dalle parole possa seguire il nulla – volendo così escludere, intanto per il rispetto dovuto a chi lì lo ha portato per mano, che il vice Premier sia venuto a Verona per fare mera campagna elettorale. 

In Italia abbiamo un Governo bicefalo. Potrebbe non essere un male: due teste possono ragionare meglio di una soltanto. Il punto, però, è che i rapporti con chi ci governa ci sono stati rappresentati nel modo seguente. Si parla con l’esponente di una delle due anime (teste) dell’entità che guida il Paese. Gli si spiega la situazione e come siano necessari gli interventi A, B, C. La risposta è: “Hai ragione su tutto, noi vorremmo fare quello che chiedi, ma il problema è che gli altri…”.  Allora si va a cercare l’esponente degli “altri”. Gli si spiega la situazione e come siano necessari gli interventi A, B, C. La risposta è: “Non posso che darti ragione, bisognerebbe fare come dici, ma il problema è che gli altri…”. E così via, ad libitum – con i tecnici, quelli che conoscono la realtà e sanno come i problemi vadano affrontati, bloccati nel mezzo della contesa, terrorizzati. 

Suona per quello che è: una presa in giro. Ed è una pratica, a quanto pare, alla quale si attengono entrambe le teste del Governo bicefalo. Su questo banco di sabbia, per restare a Salvini e all’auto, sembra sia andata ad arenarsi la faccenda delle accise sulla benzina: “Ne taglieremo 7 appena saremo al Governo”, aveva detto il leader leghista il 1° marzo 2018, prima delle elezioni politiche; tutte e 7 le accise sono ancora lì.

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Il Sondaggio

L'ultima previsione Unrae per l'intero 2019 parla di un mercato del nuovo da 1.850.000 immatricolazioni. A vostro avviso è una previsione corretta?