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Numeri, persone e fatti di prima pagina

Il WWF e Toyota Motor Corporation hanno sottoscritto un accordo quinquennale per accelerare la transizione globale verso la sostenibilità. Con questa partnership le due organizzazioni lavoreranno per promuovere la conservazione delle biodiversità, per accrescere la sensibilità ambientale e per accelerare il passaggio ad una società a zero emissioni di anidride carbonica. (8/2016)

Le consegne del Gruppo Volkswagen del primo semestre del 2016 sono state 5,12 milioni di unità, l'1,5% in più rispetto allo stesso periodo del 2015. Mentre Europa e Asia/Pacifico hanno continuato a crescere, le consegne nella regione dell’America Settentrionale sono risultate leggermente inferiori rispetto all’anno precedente. L’area del Sudamerica ha registrato un ulteriore calo. (7/2016)

L’Unione Europea affronta il bimestre estivo portando a consuntivo il risultato di un giugno ancora ricco di vendite. Sono infatti 1.459.508 le automobili vendute nei 28 Paesi dell’Unione (Malta esclusa) che, se messe in relazione con le 1.364.858 vendite di giugno 2015, restituiscono una crescita pari al 6,93%. Un risultato davvero incoraggiante che riporta il mercato dell’auto ai livelli cui abbiamo assistito nell’ormai remoto 2007, poco prima che la crisi cominciasse a fare strazio dell’industria dell’auto. Analizzando i cinque mercati principali, è ancora l’Italia a giugno a ottenere il risultato più convincente (+11,9%), seguita dalla Spagna protagonista anch’essa di un risultato a 2 cifre (+11,2%) e poi dalla Germania che viaggia ancora molto forte (+8,3%). Quanto alla Francia, il risultato la relega nei pressi della parità (+0,8%); il Regno Unito infine si vede scendere in territorio negativo marcando un -0,8%, dovuto principalmente alla contrazione subìta dalle vendite a privati. In termini poi di risultato cumulato l’Unione Europea totalizza la vendita di 7.842.965 autovetture con un incremento del 9,37% rispetto al primo semestre del 2015 quando le vendite ammontarono a 7.171.186 unità. Considerando i singoli Paesi, sono ancora i Paesi Bassi l’unica nazione a muoversi al di sotto della parità mettendo in archivio una decrescita del 3,63%. Le performance migliori vanno ascritte, anche nel semestre, all’Italia (+19,2%) e alla Spagna (+12,5%), seguite da Francia (+8,3%), Germania (+7,1%) e Regno Unito (+3,2%).
Europa - Giugno 2016 - vendite per gruppi e marche
Europa - Giugno 2016 - vendite per Paese

Mercato Italia in crescita anche a giugno: i dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dicono che nel mese appena chiusosi sono state immatricolate 165.208 auto nuove, il che significa un +11,9% sullo stesso mese del 2015, quando ne vennero immatricolate 147.661. Il che porta il primo semestre 2016 a superare la quota del milione di auto registrate, con 1.041.854 immatricolazioni (+19,2% rispetto allo stesso periodo del 2015).
Analizzando i dati nel dettaglio, a giugno si evidenzia la frenata delle vendite a privati, con una crescita che si ferma a +4,8% (-4% sul totale, che si attesta così a quota 60%); ma nel semestre si registra un incremento consistente: +21,4% e 61,5% sul totale. Molto bene, invece, sull'arco del mese, le vendite a società, che rispetto a giugno 2015 crescono del 41,3% (nel semestre +21,6%). In aumento anche i volumi del noleggio: +9,7% nel mese, grazie soprattutto alla spinta del lungo termine (+13,8%); nel semestre il dato dice 13,2% (+12,3% il breve termine, +13,9% il lungo termine), con una quota complessiva sul totale che, per effetto dello spostamento nel mix canali di vendita, scende al 22,9%.
"Dobbiamo prendere atto che l'auto resterà sempre centrale nell'assolvere al bisogno di mobilità delle persone - il commento di Massimo Nordio, presidente Unrae -  Una mobilità che, dal punto di vista tecnologico, sta evolvendo in forma sempre più sicura, connessa e ormai pronta per la guida autonoma. In questo quadro, tutti gli scenari più autorevoli indicano come punto d’arrivo di questa evoluzione una mobilità a propulsione elettrica, per la cui diffusione di massa occorre ancora fare molta strada. Oggi manca una cabina di regia che possa sviluppare un percorso virtuoso in un'ottica di mobilità futura, partendo dalla diffusione dei veicoli a minimo impatto ambientale e di quelli più moderni, caratterizzati da elevati standard di sicurezza e sostenibilità ambientale. Una cabina di regia che attivi, coordini e assicuri l'implementazione di provvedimenti tra loro armonizzati”. Dichiarazione non casuale: proprio di questo si parlerà nell'incontro con la stampa che l'Unrae ha organizzato per il prossimo 5 luglio e al quale prenderà parte il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio.
Mercato Italia - Giugno 2016
Top 10 Italia - Giugno 2016

Repetita iuvant. Soprattutto quando si parla di record. Dunque è necessario sottolineare, chiusi i giochi di giugno, il comportamento di Fiat Chrysler Automobiles che, all'interno di un contesto generalmente molto positivo, è lecito definire eccellente. Con i numeri fatti segnare nell'ultimo mese, Fca fa segnare infatti incrementi superiori a quelli del mercato totale per la 18a volta consecutiva.

Stiamo parlando di circa 47.500 immatricolazioni, che hanno comportato un incremento delle vendite del 13,6% e quindi una quota del 28,7 %, in crescita di oltre 0,4 punti percentuali. Il mese è stato molto positivo per Alfa Romeo, che ha chiuso con le immatricolazioni in crescita del 34,1%, ottenendo la miglior quota degli ultimi due anni anche grazie all’ottimo debutto di Giulia. Segno positivo anche per Jeep (+20,3%) e per Fiat (+13,9%).

Di conseguenza, prosegue il dominio dei modelli FCA nella top ten, con 6 vetture presenti in classifica e il monopolio del podio con Panda, 500L e Ypsilon. Positivo anche il debutto della 124 Spider, già leader nel suo segmento con una quota del 39,9%.

 

Mercato, stock, Km0: chi vince al gioco dell’oca?

Ci risiamo. Il mercato ha dato numeri buoni a luglio, eccellenti ad agosto, il solito mese jolly. Un’estate apparentemente a gonfie vele, in Italia - in Europa  è stata addirittura clamorosa.  L’effetto Wltp, si è subito detto, ben sapendo quello che si diceva. Ovvero: la spinta delle campagne promosse da Concessionari e Case per smaltire gli stock di auto non conformi alle nuove procedure di omologazione in vigore dal 1° settembre ha prodotto quei volumi e quelle percentuali di crescita. Il punto è che, una volta di più, c’è da chiedersi se immatricolazione sia sinonimo di vendita. A occhio, non lo è, specie se si parla di vendita al cliente privato - che continua a tenersi abbastanza lontano dal mercato. Dunque, il giro appare essere il solito: si sono smaltiti gli stock rimpinguando altri stock. Che, in un modo o nell’altro, vanno a rimpinguare la flotta delle Km0, in carico ai Concessionari. Ad agosto, le Case non hanno praticamente fatto auto-immatricolazioni (e Fiat ha sacrificato così il 1° posto di Panda nella classifica dei modelli più venduti). I Dealer ne hanno fatto il 44,28% in più rispetto al 2017 - senza contare le 1.835 immatricolazioni intestate alle proprie società di noleggio a breve termine. Negli 8 mesi del 2018, sono arrivati a quota 160mila (+22.000 circa sul 2017), a fronte del -25,6% di quelle delle Case (-19.000 unità). I dati sono di Data Force e dicono che i vasi continuano a comunicare: da una parte le auto-immatricolazioni calano, dall’altra crescono. Che si tratti di forzature, lo lasciamo dire a chi le fa e poi se ne lamenta. Che il mercato finirà per pagare questo gioco è fuor di dubbio. Resta da capire quando. La speranza è che non sia necessario sedere sulla riva del fiume, per capire quando accadrà.

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Nessuna nuova sul fronte delle rappresentanze dei Dealer. Il che non è una buona nuova. Le strade, tra Federauto e i promotori della nuova associazione, si sono definitivamente separate con lo scambio di lettere di inzio estate. Posizioni inconciliabili, dialogo inesistente. Fine della possibile collaborazione. Che era la strada auspicata da qualcuno, all’interno della compagnia dei “fuoriusciti”: la Federauto a fare la propria politica, il nuovo gruppo con funzione di task force e l’incarico di occuparsi di uno dei tanti temi che incombono sul business e sugli imprenditori che lo portano avanti. Oggi lo spettro dell’aumento dell’Iva, domani quello del Regolamento europeo - solo per citare due delle aree di intervento in cui il lavoro di lobby potrebbe (avrebbe potuto?) risultare più che utile. Ma no: separati nella stessa casa, si procederà così.

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