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Numeri, persone e fatti di prima pagina

Audi, Volkswagen, Mercedes, Porsche e Opel dovranno richiamare 630.000 automobili. Lo ha annunciato il Governo tedesco, che ha spiegato come la decisione è stata presa per consentire alle Case di "sistemare" il software di gestione delle emissioni diesel. Un nuovo capitolo all'interno del cosiddetto "dieselgate", che negli ultimi giorni si era già arricchito prima dall'ammissione di parte di Mitsubishi di aver manipolato alcuni test svolti in Giappone e poi dal coinvolgimento di Daimler nella vicenda sul fronte degli Usa. L'annuncio del Governo tedesco arriva poche ore dopo quello fatto dal ministro dei Trasporti britannico, che ha annunciato i risultati dei test svolti su 37 modelli con motore diesel: nessuna delle auto sottoposte a prova - svolte non in laboratorio ma "nella vita reale" - ha rilasciato emissioni contenute nei limiti previsti dalla legge. 

Mitsubishi nella bufera. L'azienda giapponese ha ufficialmente ammesso di aver "eseguito impropriamente test sui consumi di carburante per presentare tassi migliori di quelli effettivamente realizzati". Una manipolazione sulle prove di omologazione di emissioni anti-smog e consumi che riguarda 625.000 vetture e che ha avuto un'immediata disastrosa ricaduta sul titolo del Gruppo a Tokyo: 1,2 miliardi di capitalizzazione andati in fumo in poche ore.

Al centro dell'inganno quattro modelli di mini-car: eK Wagon ed eK Space (157.000 unità) e Dayz e Dayz Roox (468.000 unità) - questi ultimi sono stati prodotti dalla Mitsubishi e forniti alla Nissan dal giugno 2013. Tutto è nato quando la Nissan ha avanzato dubbi circa i valori espressi dai test effettuati sui due modelli di cui aveva preso in carico la commercializzazione.

"Ci scusiamo con i nostri clienti e con tutte le altre parti coinvolte - ha dichiarato Tetsuro Aikawa, numero uno di Mitsubishi Motors Company - Arresteremo la produzione dei veicoli incriminati e studieremo una forma di risarcimento per Nissan".

Ma lo scandalo potrebbe non fermarsi qui: contestualmente, infatti, Aikawa ha anche annunciato che "verrà condotta un'indagine sui veicoli prodotti per i mercati esteri".

Per Fca la fusione con uno dei "big guys" dell'industria dell'auto resta una priorità. Dopo le parole spese ieri da John Elkann nella lettera agli azionisti Exor, oggi arriva l'ulteriore conferma da parte di Sergio Marchionne. "Ciò che fino ad ora ho detto è che al momento non ci sono le condizioni. Ma la partita non è mai stata congelata, tanto meno è stata chiusa la porta. Se domani quelle condizioni cambiassero, noi saremmo pronti", ha affermato l'ad di Fca. L'obiettivo rimane sempre una fusione con GM, anche se per ora la risposta ottenuta da Mary Barra è stata un "no". Il che apre la porta ad altre ipotesi: Volkswagen, Toyota e anche Ford ("Sì, perché no?"), ma sempre come scelte alternative. "Quello che interessa a me, cioè Gm, almeno al momento non si può fare. Ma se le cose cambiassero domani mattina, è evidente" che sarebbe lui stesso a condurre in porto l'operazione. Dopodiché, "farei altro" ha concluso Marchionne, che nel 2018 completerà il piano industriale e lascerà la carica di amministratore delegato. (04/2016)

Nonostante il mese di marzo di quest’anno sia stato condizionato da un giorno di vendita in meno determinato da una Pasqua particolarmente bassa, il mercato dell’Europa Unita ha proseguito nella sua corsa positiva facendo registrare un incremento su marzo dell’anno scorso del 6,0% con l’immatricolazione di 1,7 milioni di nuove automobili. Nel primo trimestre le immatricolazioni continentali ammontano a 3,81 milioni di unità e l’incremento è pari all’8,2% sull’analogo periodo del 2015. (04/2016) I dati per Paese Marzo 2016. I dati per gruppo Marzo 2016

Vola il mercato dell'auto nuova. Secondo i dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, marzo si è chiuso con 190.381 immatricolazioni, che significa una crescita del 17,4% rispetto alle 162.187 dello stesso mese del 2015. Ancora più notevole il dato del 1° trimestre: con 519.123 auto vendute si attesta a quota +20,8% rispetto al periodo gennaio marzo 2015 (e circa 90 mila immatricolazi in più sulle 429.615 di quel trimestre, che a sua volta aveva già evidenziato un incremento del 13,8%. "Siamo tornati a una dimensione che non vedevamo dal 2010, quando scadevano gli ultimi incentivi alla rottamazione. Rivediamo numeri più consoni a dimensione, qualità e tradizione del nostro mercato: era ora", il commento di Massimo Nordio, presidente Unrae. "C'è voglia di mobilità, è evidente. Una mobilità più sicura, economica ed attenta all'ambiente, che deve essere accompagnata da provvedimenti strutturali non più dettati dall'affanno dell'emergenza ma coordinati sul piano nazionale nella direzione della sostituzione del parco anziano. Quindi attendiamo con fiducia che il Ministero dell'Ambiente dia rapidamente ai Comuni le risorse necessarie per attuare immediati programmi in questo senso". Cosa c'è da aspettarsi adesso: un intero anno boom o una prossima flessione? Cauto il parere di Pavan Bernacchi, presidente di Federauto: "Operazioni poderose come la SuperRottamazione e grinta commerciale sono state determinanti per la crescita in questo primo trimestre. Ma la diminuzione di traffico registrata nelle concessionarie a marzo ci fa ipotizzare un contenimento della crescita per i prossimi mesi". (04/2016) Marzo 2016

Di biciclette, automobili, integrazione (e qualche omissione)

Presa diretta. 1. Tipologia di cambio di velocità, ma anche: 2. Programma televisivo di approfondimento, in onda su Rai3 a partire dal 2009.
È in questa seconda veste che ne parleremo qui.
L’8 gennaio è andata in onda la prima puntata di “Presa diretta” della stagione 2018. È stata seguita da 1 milione 356 mila spettatori (share 5.2%) ed è stato il programma Rai più commentato sui social dell’intera serata: 52 mila interazioni. Il titolo della puntata era: “La bicicletta ci salverà”. Questa ne è stata l’introduzione: “Le nostre città e le nostre vite soffocano nel traffico, i livelli di inquinamento sono cronicamente al di sopra dei limiti consentiti, le malattie correlate alle polveri sottili aumentano, i tempi degli spostamenti urbani si allungano e il trasporto pubblico fatica a stare al passo delle esigenze di tutti. Così non possiamo andare avanti. E allora? Allora, a salvarci, sarà proprio la bicicletta”. Ancora: “In cima alla lista delle città da salvare c’è proprio la nostra capitale. A Roma ogni mattina si mettono in movimento 4 milioni e mezzo di persone, la maggior parte con la propria automobile. I romani infatti hanno il primato di auto per numero di abitanti, quasi 70 ogni 100 persone. D’altra parte gli investimenti sul trasporto pubblico sono in costante riduzione da molti anni così come la loro efficienza, 79 minuti è la durata media del viaggio per e dal posto di lavoro dell’eroico cittadino romano. Per non parlare degli investimenti sui mezzi meno inquinanti: meno 80% sui bus elettrici, meno 30% sui tram, e per quanto riguarda la metropolitana è stato calcolato che ci vorranno 80 anni per raggiungere la dotazione di altre capitali come Madrid, Berlino, o Londra”. Ancora, in conclusione: “Il mondo intero sta cercando il modo di risolvere il problema del traffico nelle grandi città, come abbattere l’inquinamento prodotto dalle macchine, come tornare a far vivere le città e farle diventare luoghi accoglienti e non posti dove ci si ammala”.

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Il Sondaggio

Come si comporterà il mercato italiano dell'auto nel 2018?