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Numeri, persone e fatti di prima pagina

Una boccata d'ossigeno è stato aprile per il mercato Italia delle auto nuove: il mese ha chiuso a +1,5%, primo segno positivo del 2019 con 174.412 immatricolazioni (rispetto alle 171.887 dello stesso mese 2018). Il primo quadrimestre conserva però il segno negativo, con una flessione del -4,6%: 712.196 immatricolazioni contro le 746.689 del primo quadrimestre 2018.
Un risultato dovuto quasi esclusivamente al giorno lavorativo in più, in un mese ulteriormente complicato dalle festività della Pasqua e in cui l'attività degli ultimi 3 giorni ha contato per il 39% del totale mercato.

L’analisi Unrae della struttura del mercato di aprile per alimentazioni conferma una drastica riduzione del diesel (-22,5%), con una quota che scende di oltre 12 punti fino al 40,5% del totale (43,1% nel cumulato gennaio-aprile). Parallelo è stato l'incremento (quasi 1/3) dei volumi delle auto a benzina, che hanno sfiorato in aprile il 45% di rappresentatività (+10,6 p.p.), e di quelli delle ibride (+29,2%), che hanno raggiunto nel mese il 5,4% di quota di mercato. In crescita a doppia cifra anche il Gpl (+12,9%). Forte la flessione del metano, fortissima la crescita delle elettriche, che hanno triplicato nel mese i volumi (+355,9%), anche se poi nel quadrimestre restano allo 0,3% di quota.

Quanto ai canali di vendita, il noleggio ha invertito la tendenza degli ultimi mesi con la prima crescita dell'anno (+22,7%), con incrementi in quasi tutte le fasce coinvolte nel Bonus/Malus, sebbene il segno resti negativo nel quadrimnestre (-6,9%). Un risultato dovuto alla forte crescita stagionale del breve termine (+43,5%), per il rinnovo della flotta legato a una Pasqua posticipata, e alla buoina performance del lungo termina (+12,1%) grazie alla spinta delle Captive. Ancora crescita per i privati (+2,2% e quota al 54%), forte calo delle società (-30,6%), a causa della forte riduzione delle autoimmatricolazioni, soprattutto da parte delle Case.

Commenta Michele Crisci, presidente di Unrae: "Nonostante il risultato di aprile , lo stato di salute del mercato rimane preoccupante e lo stimolo derivante dagli incentivi Ecobonus, peraltro indebolito dall’effetto negativo del Malus sulle vetture a più alte emissioni, potrà attenuare solo parzialmente gli impatti negativi di un contesto economico in peggioramento. La nostra stima per il 2019 è dunque stata rivista al ribasso, da 1.888.500 a circa 1.850.000 immatricolazioni, in calo del 3,2% rispetto al 2018, con oltre 60 mila immatricolazioni in meno e con possibili rischi di ulteriori ribassi”. Ancora: “L’Unrae, viste le sfide della mobilità del futuro, da tempo sta ribadendo alle istituzioni la necessità di lavorare insieme per la definizione di una visione strategica della mobilità in Italia. In tale ottica ha organizzato una conferenza congiunta con Anfia e Federauto, che si terrà a Verona il prossimo 14 maggio, in occasione dell’Automotive Dealer Day, dal titolo: “Mobilità sostenibile: quali scelte nella transizione”, volta proprio a sottolineare la gravità e l’urgenza della situazione nonché la coesione del comparto automotive”. 

Questo invece il commento di Adolfo De Stefani Cosentino, presidente di Federauto: "Senza il giorno lavorativo in più rispetto allo scorso anno, le immatricolazioni di aprile non avrebbero presentato il segno positivo: questo nonostante lo sforzo delle concessionarie per cercare di compensare l'anomalia determinata dal sovrapporsi delle festività pasquali con i ponti del 25 aprile e del 1° maggio. Assume quindi maggior rilievo il dato complessivo di chiusura negativa del primo quadrimestre a -4,6% che, a nostro avviso, fotografa correttamente lo stato di salute del mercato auto, che si riflette in un andamento dell'economia nazionale che si sta muovendo fra recessione, stagnazione e crescita modestissima. I segnali che le nostre aziende stanno percependo nel quotidiano contatto con il mercato non sono positivi e lo conferma il fatto che la fiducia di famiglie e imprese sta calando. In questo contesto c'è poi il macigno delle clausole di salvaguardia e del possibile aumento dell'Iva. Aumentare l'Iva sulle autovetture significa non solo aumentare la tassazione sugli autoveicoli, in Italia già molto pesante, ma nello specifico introdurre un aggravio medio di 630 euro a veicolo".
Mercato Italia - Aprile 2019 - immatricolazioni per marca

Non si attenua l’andamento negativo dei mercati europei e marzo fa segnare il settimo mese consecutivo con il segno meno. Nei 28 Paesi dell’Unione Europea, Malta esclusa, a marzo sono state immatricolate 1.722.000 nuove auto, il 3,9% in meno rispetto a marzo dell’anno scorso. Tutti e 5 in negativo i Paesi di riferimento del mercato continentale. Capolista al negativo è l’Italia, seguita dalla Spagna che si peggiora del 4,3%. Poi il Regno Unito che non va oltre un -3,4%, quindi la Spagna che si ferma a -2,3%, infine la Germania poco al di sotto della parità con lo 0,5% in meno. In negativo anche il complesso dei 15 Paesi che chiudono il mese con un calo del 4,0%, risultato affiancato dai Paesi nuovi membri che confermano il trend al ribasso con un calo del 2,4%. Il primo trimestre con 4.032.881 immatricolazioni è negativo per i 28 (-3,3%), e lo è anche per i 15 (-3,7%). Tengono, invece, i 12 nuovi Membri che si presentano ancora in attivo (+0,3%). Rimanendo nei 28 Paesi, a marzo i risultati dei Gruppi vedono il pesante declino a due cifre di Fca trascinato in basso dal -12,2% di Fiat. Anche Daimler perde e non poco (-13,3%). Giù il Gruppo Volkswagen (-1,1%), giù anche Psa (-1,4%). Il Gruppo Hyundai fa -3,9% con Kia in parità e Hyundai a -7,5%. In positivo Gruppo Renault che, pur perdendo il 5,6% con Renault, con Dacia porta i conti a +2,3%.
Mercato Europa - Marzo 2019 - Vendite per Gruppi e Marche
Mercato Europa - Marzo 2019 - Vendite per Paese

Marzo ha registrato il terzo risultato negativo dell'anno, per il mercato Italia delle auto nuove, e il peggiore: seconbdo i dati diffusi dal Mit, le immatricolazioni sono state 193.662, che significano -9,6% sullo stesso mese del 2018 (allora furono 214.250: si sono perse oltre 20 mila unità). In conseguenza, il primo trimestre 2019 registra un -6,5% rispetto allo stesso periodo del 2018 - e va sottolineato che nei primi tre mesi dell'anno si realizza il 29% del mercato dell'intero anno.
"La mancanza del Decreto attuativo e la predisposizione della piattaforma, necessari alla richiesta dell’Ecobonus – afferma Michele Crisci, presidente Unrae -  stanno disorientando i consumatori e penalizzando l’operatività delle aziende”. Non solo: "In prospettiva, lo scenario del mercato non può che peggiorare, considerato che gli effetti dell'Ecotassa sulle vendite non sono ancora oggettivamente rilevabili: tra le fasce penalizzate dal malus, infatti, quella da 161 a 175 g/km di CO2 a marzo ha visto un incremento delle immatricolazioni, ma si tratta di auto ordinate prima del 1° marzo, e quindi esenti dal pagamento della tassa”.
Ancora Crisci: "Questo è un calo di mercato che non può non preoccupare l’intero comparto. Ed è un calo ampiamente previsto e prospettato nei dettagli al Governo ancora a dicembre, nel corso della riunione sul bonus/malus presso il Ministero dello Sviluppo Economico. A questo punto diventa pleonastico ribadire l’urgente necessità di un tavolo su cui discutere di una visione strategica della mobilità in Italia".
L’analisi dell'immatricolato per fascia di CO2, elaborata dal Centro Studi e Statistiche di Unrae, evidenzia in marzo un incremento del 25% per quella fino a 20 g/km, segmento già in fisiologica crescita anche se con volumi ancora contenuti, e del 10% per quella da 21 a 70 g/km. In crescita anche quella da 161 a 175 g/km, in flessione quelle da 176 a 200 g/km (-10%) e oltre i 250 g/km (-5,7%). In calo anche la fascia da 71 a 160 g/km (-11%), non interessata dal provvedimento bonus/malus.
Tutto questo mentre continua a salire la CO2 media ponderata: a marzo ha raggiuntio i 119,2 g/km, +5,5% rispetto ai 112,9 del marzo 2018. Nel 1° trimestre l’incremento è +6,9%, determinato dai 120,7 g/km dell’anno in corso che si confrontano con i 112,9 del gennaio-marzo 2018.
“Per incidere efficacemente sulla qualità dell’aria nelle nostre città – dice Crisci – è sempre più urgente intervenire sul rinnovo accelerato del parco circolante che, secondo le ultime elaborazioni e stime del nostro Centro Studi, si conferma sempre molto anziano: su un totale di 37.760.000 auto circolanti al 31 dicembre 2018, la quota di quelle rispondenti alle direttive ante Euro 4, quindi con più di 13 anni di età, è pari al 32,9% (12.410.000 vetture)".
Per quanto riguarda la struttura del mercato, la flessione di marzo è stata generale. Lieve per i privati (-1,6%), che restano comunque in crescita nel trimestre (+4,4%); forte per il noleggio (-13%), colpito soprattutto nel breve termine (-19,2%), che chiude il trimestre a -15,5%; fortissima per le società (-25,3%).
Tra le alimentazioni, sempre più giù il diesel, che a marzo ha perso oltre 1/4  dei volumi, con una quota che si è fermata al 45,2% del totale (-9,3 punti percentuali): il trimestre parla di una flessione del 26,1% e di una quota mercato del 43,9%. In crescita ancora la benzina: +10% sia nel mese sia nel cumulato (con quota al 42,9%). Bene le ibride: +35,1% nel mese e quota al 5,3%, molto bene le elettriche con un +42,1%, anche se poi la rappresentatività, sia pur in crescita, è ancora allo 0,3%.
Commenta Adolfo De Stefani Cosentino, presidente di Federauto: "L’entrata in vigore delle misure di bonus e malus si è fatta sentire, oltretutto gravata, a un mese di distanza, dal grave ritardo nell’emanazione del decreto applicativo riguardante il bonus e da indicazioni sull’applicazione del malus del tutto insufficienti a dare certezza operativa alle imprese, che senza loro colpa vengono percepite come inefficienti, non essendo in grado di dare risposte ai clienti. Il mercato sta subendo una situazione negativa, che si inserisce in un contesto di cambiamento della mobilità da considerarsi, a questo punto, non accompagnato da un disegno organico del Governo e senza uno schema coerente: adesso, senza che sia stato ancora completato il processo del documento unico di circolazione e di proprietà degli autoveicoli, il ministro Toninelli preannuncia la realizzazione della targa personale come il prossimo obiettivo di semplificazione in favore degli automobilisti...”.
In conclusione, dice ancora De Stefani Cosentino: "Per ammissione del ministro Tria, l’Italia corre il rischio di crescita zero e di questo ne offrono testimonianza i dati congiunturali. Il settore auto, a parte i fattori di ‘disturbo’ richiamati, soffre indubbiamente il contesto economico generale, testimoniato fra l’altro dalla flessione di tutti i canali di vendita. È per questo che riteniamo indispensabile che il Governo rifletta rapidamente sul valore dei provvedimenti già presi, che noi confermiamo essere in parte inadeguati e in parte nocivi, per adottare le necessarie correzioni di rotta in vista del prossimo decreto ‘crescita’”.
Mercato Italia - Marzo 2019 - immatricolazioni per marca

I 28 mercati dell’Europa Unita, Malta esclusa, con 1.114.692 nuove immatricolazioni fanno registrare a febbraio il sesto mese consecutivo di calo con un saldo negativo dello 0,96%. Un passivo contenuto se messo a confronto con gli esiti degli ultimi mesi e che va ascritto alla forte contrazione della Spagna che perde l’8,8%, seguita dai Paesi Bassi che fanno -14,5%, dalla Svezia che si produce in un -14,9% e al 2,4% dell’Italia. La Germania, invece, torna a correre e con una crescita del 2,7% fa meglio di tutti riportando anche in positivo il cumulato a +0,6%. Bene anche per la Francia che a febbraio cresce del 2,1% e, come la Germania, mette il cumulato al disopra della parità (+0,5%). Nel loro complesso i 28 Paesi, con  oltre 2.310.000 immatricolazioni, fanno registrare il cumulato del primo bimestre al -2,9%, con i 15 che perdono il 3,4% e i nuovi Membri che fanno quel che possono con un +1,9%. Tra i costruttori evidenti i risultati positivi di Volkswagen che a febbraio cresce del 3,4%, e di Jeep che si migliora del 35% netto con un cumulato da +16,2%. Tra le cifre negative, ancora un deciso ridimensionamento per Nissan che, con un passivo del 24,2%, porta il proprio bimestre a -25,3%. Infine Fiat che lascia a febbraio l’11,5% del targato, risultato che nel bimestre la pone a -15,5%.
Mercato Europa - Febbraio 2019 - Vendite per Gruppi e Marche
Mercato Europa - Febbraio 2019 - Vendite per Paese

Frena ancora, a febbraio, il mercato Italia delle auto nuove. I dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti evidenziano un altro risultato negativo, con 177.825 vetture immatricolate, in flessione del 2,4% sulle 182.228 unità dello stesso mese del 2018. Il primo bimestre dell’anno si chiude dunque con un -4,9%, con 343.010 immatricolazioni, 17.500 in meno rispetto a gennaio-febbraio 2018.
Negli ultimi 3 giorni lavorativi del mese è stato immatricolato il 44,5% dei volumi totali, mentre le autoimmatricolazioni di Case e Dealer - stima Dataforce - hanno inciso per l'11,3% del totale.

Come già a gennaio, anche nel mese appena concluso il solo canale di vendita ad aver chiuso con il segno positivo è quello dei privati (+11,4% e quota salita al 58,2%). In flessione nel mese le società, scese al 16,6% di quota, e il noleggio, al 25,2% di quota, con contrazione a doppia cifra sia del breve (-21,7%) che del lungo termine (-16,3%).
Tra le motorizzazioni, resta in caduta libera il diesel: -22,6% e quota scesa nel mese al 45,1%. A beneficiarne la benzina (+29,3% e quota al 42,6%) e le ibride (+42,7% e quota del 5,3%). Flessione lieve per il Gpl, crescita lieve per le elettriche, crollo del metano.

Sotto il profilo delle emissioni , la CO2 media ponderata delle nuove immatricolazioni in febbraio è salita di quasi 10 punti, raggiungendo i 122,2 g/km rispetto ai 112,7 del febbraio 2018, proseguendo e aggravando un trend in atto già da diversi mesi. Nel 1° bimestre il valore complessivo si colloca sui 121,5 g/km: erano 112,8 nel periodo gennaio-febbraio 2018.

E questo introduce in maniera abbastanza appropriata il tema dell'Ecotassa, con il sistema di bonus-malus, che entra in vigore oggi 1° marzo. In un clima di totale incertezza non solo relativamente agli effetti che avrà sul mercato, ma anche sulle stesse modalità di applicazione della nuova normativa. Soltanbto il 28 sera sono state fornite le prime modalità applicative, ma senza tutte le precisazioni necessarie a livello operativo per il pagamento dell'Ecotassa o per la richiesta dell'Ecobonus.

“Visti gli effetti sul mercato – le parole di Michele Crisci, presidente di Unrae – ribadiamo ancora una volta l’inefficacia di una misura improduttiva per la riduzione dell’inquinamento, considerato che l’Ecotassa si applica sulle emissioni di CO2 che non sono inquinanti ma climalteranti, e oltretutto su veicoli di ultima generazione, dotati delle migliori e più innovative tecnologie anche per quanto riguarda la riduzione delle emissioni nocive. Se a questo aggiungiamo i dati diffusi dall'Ispra, che ha scientificamente provato che il contributo all’inquinamento del comparto delle autovetture e dei motoveicoli è pari solo al 9%, percentuale che comprende anche le circa 13 milioni di vetture ante Euro 4, se ne ricava che l’attuale formulazione dell’Ecotassa non ha alcun senso”.
Ancora Crisci: "Unrae, unitamente agli operatori della filiera, chiede pertanto un confronto urgente con il Governo per delineare una strategia concreta al fine di conseguire soluzioni utili all’economia del settore automotive, all’ambiente e all’ecosistema produttivo. In tal senso, non possiamo che apprezzare e condividere le dichiarazioni del Sottosegretario al Ministero dell'Ambiente, Vannia Gava, che, esattamente come noi, ritiene fondamentale favorire la sostituzione di vecchie auto ante Euro 4, realizzando nel contempo le infrastrutture così da rendere organica l'azione di abbattimento delle emissioni”.

Molto netta anche la posizione di Federauto, espressa dal presidente Adolfo De Stefani Cosentino: "Nonostante il risultato di febbraio sconti gli anticipi di immatricolazione dovuti all'Ecotassa, la prevista contrazione del mercato prosegue e lo scenario dei prossimi mesi non lascia ben sperare. Tassare le vendite di veicoli nuovi che soddisfano le più rigorose normative sulle emissioni, sulla base tra l'altro di un climalterante e non di un inquinante, quale è la CO2, è inadeguato. L'introduzione dell'Ecotassa e dell'ecobonus non risolve certamente il problema dell'aria malsana delle nostre città e non contribuisce allo svecchiamento del parco circolante, mentre crea pericolose tensioni su un mercato che già non naviga in acque tranquille. L'ecobonus sui veicoli più ecologici che emettono fino a 70 g/km di CO2, tra l'altro, avrà un impatto modestissimo, non solo perché ancora non è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che dà avvio alla misura ma per il fatto che le risorse, secondo le bozze circolate, saranno contingentate su finestre temporali. L'effetto netto del bonus/malus sarà un aumento della pressione fiscale sull'automotive". In conclusione, dice il Presidente di Federauto, "in nome di un falso ambientalismo si penalizzano imprese, automobilisti e si mettono a rischio migliaia di posti di lavoro. Invitiamo il Governo a riflettere accuratamente sulle decisioni adottate e a porre in essere atteggiamenti positivi nei confronti dell'automotive, altrimenti il rischio vero è di perdere un pezzo importante della nostra economia. La scelta è strategica e non può essere rinviata".
Mercato Italia - Febbraio 2019 - immatricolazioni per marca  

Se Torino va a Milano, e la politica gioca a fare autogol

Perciò Torino va a Milano, nel senso del Salone dell’auto che cambia residenza. Lascia la città che gli era propria, lascia la dimora, il Parco Valentino, che lo ha visto rinascere e prosperare e affermarsi addirittura come standard con il quale dovranno misurarsi da qui in avanti gli show dell’auto, laddove pochi, pochissimi, avrebbero scommesso sulla sua capacità di durare oltre due, tre edizioni. Sono state invece cinque, l’ultima delle quali illuminata dalla presenza di 700mila visitatori e di 54 Marchi auto. Un trionfo di pubblico e di critica. Poi, è entrata in scena la politica – bassa, rigorosamente con la minuscola. E Torino, perciò, se ne va a Milano. Naturalmente, il fulmine a ciel sereno scagliato da Andrea Levy, presidente del Salone, che annunciando il trasloco ha insieme fornito le date del primo appuntamento milanese e quella della conferenza stampa di presentazione, qualche dubbio consistente lo ha prodotto. Si è detto: non si può improvvisare su due piedi un trasloco di questa portata; e in Italia, poi, dove la burocrazia è padrona e per ottenere permessi ci possono volere anni; e per andare a Milano, infine, che ha un’agenda degli eventi in cui, per trovare un buco libero, bisogna fare i salti mortali… E ancora, si è detto, un imprenditore che ha dimostrato di saperci fare, e Andrea Levy lo è, procede per programmi, non per improvvisazioni o colpi di testa. Quindi, si è concluso, la decisione di lasciare Torino non nasce dall’ultimo scontro con l’amministrazione locale – il vicesindaco Guido Montanari in testa, con la sua “speranza nella grandine” affinché mandasse all’aria l’ultima edizione del Salone del Parco Valentino - ma era stata già presa da tempo, si aspettava solo un casus belli per metterla in atto, e il casus belli è puntualmente arrivato.

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