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Numeri, persone e fatti di prima pagina

Renault ha annunciato investimenti per 5,7 miliardi di euro nel triennio 2010-2013 per aggiornare i siti industriali nel mondo. Dell?intera somma, il 40% verr? investito in Francia, patria dell?azienda automobilistica,? e il resto nei mercati emergenti, in particolare Brasile, India e Russia, Paesi dove riverser? il 43% dei miliardi stanziati.? Attualmente il 24% della produzione Renault avviene in Francia. Nelle sue previsioni, la Casa del rombo ritiene che il recupero del mercato pre-crisi non avverr? nemmeno nel 2016, mentre per quell?anno la previsione di crescita dei volumi di vendite nei mercati extraeuropei si attester? sul 50%. (2/2011)

La cinese Great Wall ha venduto nel mondo 397.000 vetture nel corso del 2010, con un incremento del 47% rispetto alle 270.000 unit? vendute nel 2009. L?export ? cresciuto del 13%, salendo da 44.000 a 55.000 unit?. Great Wall stima di vendere 550.000 vetture nel corso del 2011, includendo 80.000 esportazioni. (2/2011)

L?Alleanza Renault-Nissan, guidata dal CEO Carlos Ghosn, ha totalizzato vendite mondiali di 7.276.398 vetture, superando cos? il Gruppo Volkswagen, che aveva chiuso l?anno con un record di 7,14 milioni di unit?. Il Gruppo franco-giapponese si ? cos? piazzato al terzo posto assoluto nella classifica delle vendite mondiali, dopo Toyota e General Motors. (2/2011)

Il mercato tedesco ha chiuso il mese di gennaio in attivo del 17%, con un immatricolato di 211.100 vetture, notevole anche l'immatricolato in Francia, cresxciuto dell'8,2% a 185.603 unit?, mentre la Spagna registra, per il mese iniziale dell'anno, un tracollo manifestatosi con 53.632 immatricolazioni e un calo del 23,5%.??(2/2011)

Con una crescita del 13,5%, i marchi premium tedeschi hanno chiuso con 3.818.766 vendite il 2010. In dettaglio, il Gruppo BMW ha venduto 1.461.166 fra BMW, Mini e Rolls Royce, il Gruppo Dailmer ne ha vendute 1.265.200 con i brand Mercedes e Smart e l'Audi ha superato il milione di unit?, fermandosi a 1.092.400 immatricolazioni. L'unico brand in calo rispetto al 2009 ? stato quello della Smart (-16,7%), mentre il brand in maggior crescita ? Mercedes (+15,4%), se si ignora il +170,6% delle lussuose Rolls Royce, vendute in sole 2.711 unit? contro le 1.002 del 2009.??(2/2011)

Se Torino va a Milano, e la politica gioca a fare autogol

Perciò Torino va a Milano, nel senso del Salone dell’auto che cambia residenza. Lascia la città che gli era propria, lascia la dimora, il Parco Valentino, che lo ha visto rinascere e prosperare e affermarsi addirittura come standard con il quale dovranno misurarsi da qui in avanti gli show dell’auto, laddove pochi, pochissimi, avrebbero scommesso sulla sua capacità di durare oltre due, tre edizioni. Sono state invece cinque, l’ultima delle quali illuminata dalla presenza di 700mila visitatori e di 54 Marchi auto. Un trionfo di pubblico e di critica. Poi, è entrata in scena la politica – bassa, rigorosamente con la minuscola. E Torino, perciò, se ne va a Milano. Naturalmente, il fulmine a ciel sereno scagliato da Andrea Levy, presidente del Salone, che annunciando il trasloco ha insieme fornito le date del primo appuntamento milanese e quella della conferenza stampa di presentazione, qualche dubbio consistente lo ha prodotto. Si è detto: non si può improvvisare su due piedi un trasloco di questa portata; e in Italia, poi, dove la burocrazia è padrona e per ottenere permessi ci possono volere anni; e per andare a Milano, infine, che ha un’agenda degli eventi in cui, per trovare un buco libero, bisogna fare i salti mortali… E ancora, si è detto, un imprenditore che ha dimostrato di saperci fare, e Andrea Levy lo è, procede per programmi, non per improvvisazioni o colpi di testa. Quindi, si è concluso, la decisione di lasciare Torino non nasce dall’ultimo scontro con l’amministrazione locale – il vicesindaco Guido Montanari in testa, con la sua “speranza nella grandine” affinché mandasse all’aria l’ultima edizione del Salone del Parco Valentino - ma era stata già presa da tempo, si aspettava solo un casus belli per metterla in atto, e il casus belli è puntualmente arrivato.

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