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Numeri, persone e fatti di prima pagina

La Toyota ha avviato il richiamo di 1.700.000 veicoli (1,280.000 in Giappone, 421.000 negli Stati Uniti e in Europa).? In termini di dimensioni, il costruttore giapponese aveva gi? effettuato due maxi-richiami nel gennaio del 2009 (1.400.000) e nel gennaio del 2010 (3.400.000).? L?enorme quantit? di vetture richiamate ? conseguenza dell?elevato numero di componenti in comune. (1/2011)

Secondo quanto ha affermato Ralph Nader, l?avvocato dei consumatori statunitensi, autore del famoso libro ?Unsafe at any speed? che ha obbligato la General Motors a ritirare dal mercato una vettura di larga produzione,? negli Stati Uniti c?? un problema di sicurezza riguardante la Jeep Grand Cherokee, protagonista di 184 incidenti con incendio che sono costati la vita a 269????? persone. Negli Stati Uniti circolano 2 milioni di esemplari con difetti al serbatoio carburante. ?Fiat non ha nessuna colpa ? ha affermato? Nader ? ma un richiamo potrebbe contribuire a migliorare negli USA l?immagine dell?azienda italiana?. L?intervento da 200 dollari, comporterebbe per la Chrysler una spesa di 400 milioni di dollari. (1/2011)

Il Gruppo Volkswagen nel corso del 2010 ha venduto 7,14 milioni di autovetture, stabilendo un nuovo primato aziendale e confermando le sue ambizioni, che sono quelle di salire sino a 10 milioni di vendite nel 2018, come preannunciato dal CEO Martin Winterkorn, che ? stato confermato nella posizione per altri 5 anni. Il Gruppo tedesco, che ha puntato forte sulla Cina, ha venduto su quel mercato oltre 1.920.000 veicoli, pi? di quelli che ha venduto, sempre nell?anno intero, nell?Europa dei 27 (+ i 3 Paesi dell?Efta), dove ha superato di poco 1.541.000 unit?. Per il 2011, il gruppo tedesco prevede una crescita del 5%.?(1/2011)

Superando le altre 6 concorrenti approdate alla votazione finale, la Nissan Leaf, prima auto elettrica a salire sul gradino pi? alto del podio, ? stata nominata ?Car of the Year 2011? da una giuria composta da 57 giornalisti appartenenti a 23 Paesi. Dietro alla Leaf, che ha totalizzato 257 punti, si sono piazzate l?Alfa Romeo Giulietta (248) e la Opel Meriva (244). Le altre quattro finaliste erano la Citro?n C3DS3, la Davia Duster, la Ford C-Max e la Volvo S60/V60. (12/2010)

Il successo ottenuto dall?edizione numero 35 del Motor Show di Bologna ha gi? messo in moto i programmi per il 2011. L?evento messo a calendario non sar? come quello del 2009 con molto sport, molto spettacolo e niente auto, ma avr? le stesse caratteristiche di quello di quest?anno. Lo ha confermato l?AD di GL Events Italia, Giada Michetti, al nostro giornale. Le cifre parlano chiaro: oltre 800.000 visitatori, oltre 2.200 rappresentanti dei media e 14.086 operatori, la cui affluenza ha favorito il successo dell?Assise organizzata da Federauto e da InterAutoNews, alla quale hanno preso parte circa 1.500 Concessionari. (12/2010)

Mercato, stock, Km0: chi vince al gioco dell’oca?

Ci risiamo. Il mercato ha dato numeri buoni a luglio, eccellenti ad agosto, il solito mese jolly. Un’estate apparentemente a gonfie vele, in Italia - in Europa  è stata addirittura clamorosa.  L’effetto Wltp, si è subito detto, ben sapendo quello che si diceva. Ovvero: la spinta delle campagne promosse da Concessionari e Case per smaltire gli stock di auto non conformi alle nuove procedure di omologazione in vigore dal 1° settembre ha prodotto quei volumi e quelle percentuali di crescita. Il punto è che, una volta di più, c’è da chiedersi se immatricolazione sia sinonimo di vendita. A occhio, non lo è, specie se si parla di vendita al cliente privato - che continua a tenersi abbastanza lontano dal mercato. Dunque, il giro appare essere il solito: si sono smaltiti gli stock rimpinguando altri stock. Che, in un modo o nell’altro, vanno a rimpinguare la flotta delle Km0, in carico ai Concessionari. Ad agosto, le Case non hanno praticamente fatto auto-immatricolazioni (e Fiat ha sacrificato così il 1° posto di Panda nella classifica dei modelli più venduti). I Dealer ne hanno fatto il 44,28% in più rispetto al 2017 - senza contare le 1.835 immatricolazioni intestate alle proprie società di noleggio a breve termine. Negli 8 mesi del 2018, sono arrivati a quota 160mila (+22.000 circa sul 2017), a fronte del -25,6% di quelle delle Case (-19.000 unità). I dati sono di Data Force e dicono che i vasi continuano a comunicare: da una parte le auto-immatricolazioni calano, dall’altra crescono. Che si tratti di forzature, lo lasciamo dire a chi le fa e poi se ne lamenta. Che il mercato finirà per pagare questo gioco è fuor di dubbio. Resta da capire quando. La speranza è che non sia necessario sedere sulla riva del fiume, per capire quando accadrà.

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Nessuna nuova sul fronte delle rappresentanze dei Dealer. Il che non è una buona nuova. Le strade, tra Federauto e i promotori della nuova associazione, si sono definitivamente separate con lo scambio di lettere di inzio estate. Posizioni inconciliabili, dialogo inesistente. Fine della possibile collaborazione. Che era la strada auspicata da qualcuno, all’interno della compagnia dei “fuoriusciti”: la Federauto a fare la propria politica, il nuovo gruppo con funzione di task force e l’incarico di occuparsi di uno dei tanti temi che incombono sul business e sugli imprenditori che lo portano avanti. Oggi lo spettro dell’aumento dell’Iva, domani quello del Regolamento europeo - solo per citare due delle aree di intervento in cui il lavoro di lobby potrebbe (avrebbe potuto?) risultare più che utile. Ma no: separati nella stessa casa, si procederà così.

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