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Numeri, persone e fatti di prima pagina

La Mazda MX-5 ha raggiunto le 900.000 unit? prodotte lo scorso 4 febbraio. Lo spider della Casa giapponese, nato 21 anni e 10 ?mesi fa, era gi? entrato nel Guinness dei Primati come ??best selling two-seater sport car? quando nel maggio del 2000 raggiunse le 531.890 unit? vendute, ottenendo poi l?upgrading prima a 700 e poi a 800mila unit?. (2/2011)

Il circolante complessivo delle citt? italiane con oltre 500.000 abitanti ? di 3.236.388 vetture. Di queste solo 193.683 sono Euro 0 (68.726) ed Euro 1 (124.957). I conteggi sono frutto di elaborazioni della sezione italiana del Gipa,? Groupement Inter Professionnel de l?Automobile,che ha conteggiato un circolante totale nel nostro Paese di 31.226.771 vetture a tutto il 2010 al quale vanno aggiunte circa 1 milione di unit? fra vetture della pubblica amministrazione, taxi e vetture presenti sui piazzali delle Concessionarie. (2/2011)

Renault ha annunciato investimenti per 5,7 miliardi di euro nel triennio 2010-2013 per aggiornare i siti industriali nel mondo. Dell?intera somma, il 40% verr? investito in Francia, patria dell?azienda automobilistica,? e il resto nei mercati emergenti, in particolare Brasile, India e Russia, Paesi dove riverser? il 43% dei miliardi stanziati.? Attualmente il 24% della produzione Renault avviene in Francia. Nelle sue previsioni, la Casa del rombo ritiene che il recupero del mercato pre-crisi non avverr? nemmeno nel 2016, mentre per quell?anno la previsione di crescita dei volumi di vendite nei mercati extraeuropei si attester? sul 50%. (2/2011)

La cinese Great Wall ha venduto nel mondo 397.000 vetture nel corso del 2010, con un incremento del 47% rispetto alle 270.000 unit? vendute nel 2009. L?export ? cresciuto del 13%, salendo da 44.000 a 55.000 unit?. Great Wall stima di vendere 550.000 vetture nel corso del 2011, includendo 80.000 esportazioni. (2/2011)

L?Alleanza Renault-Nissan, guidata dal CEO Carlos Ghosn, ha totalizzato vendite mondiali di 7.276.398 vetture, superando cos? il Gruppo Volkswagen, che aveva chiuso l?anno con un record di 7,14 milioni di unit?. Il Gruppo franco-giapponese si ? cos? piazzato al terzo posto assoluto nella classifica delle vendite mondiali, dopo Toyota e General Motors. (2/2011)

Dealer, quando la lotta fa bene alla pace

Dentro la sollevazione pronta e unitaria del settore auto italiano seguita all’introduzione dell’Ecotassa – sollevazione che è stata fin qui il solo e unico benefico effetto sortito dalla non comprensibile decisione del Governo – sono scomparsi d’incanto le turbolenze e il progetto di scissione all’interno del mondo delle rappresentanze dei Concessionari italiani. Una conquista enorme, considerato il clima dello scorso anno e i toni forti della diatriba.

Della nuova associazione dei Dealer non si parla più. Il che non significa che i grandi Gruppi abbiano perso la voglia (la forza non la perderanno certo) di essere attivi e pure rappresentativi: una delle richieste avanzate a Federauto prima dell’avvio della procedura di scissione di inizio estate 2018, all’epoca non accolta dal presidente De Stefani Cosentino, ovvero l’adesione diretta dei Concessionari alla Federazione, senza quindi l’obbligo di passare attraverso le associazioni di marca, è adesso argomento di pacata discussione (in corso) e le probabilità che ottenga il via libera sono più che alte – per non scontentare nessuno si potrà aderire alla Federazione sia tramite associazione di marca sia liberamente, l’una possibilità non escluderà l’altra. Un’apertura di dialogo concreta, sui fatti: buona notizia.

Ma c’è altro. In sede di Unione europea, dove si è almeno abituati, per cultura, ad ascoltare, è stata rappresentata da Federauto la delicata questione della vendita dei veicoli alle flotte da parte delle Case – a prezzi e condizioni che i Concessionari nemmeno si sognano, e soprattutto vendita diretta. E sempre per rimanere alla Ue, un intervento in quella sede per rappresentare le problematiche legate ai contratti tra Case e Concessionari (sul nodo del recesso, in particolare) era stata indicata tra le possibili azioni da intraprendere al più presto dai promotori della nuova Associazione, quando ancora sembrava che questa dovesse realizzarsi. 

Nel nuovo scenario di collaborazione che sembra aprirsi per il settore, potrebbe realizzarsi così compiutamente l’idea di quanti – tra i fondatori della nuova Associazione – non erano del tutto propensi alla scissione da Federauto né allo scontro, e immaginavano il nascente soggetto più come una task force cui affidare questo o quel compito particolare da portare a termine. Fiancheggiando la Rappresentanza ufficiale e non entrando con la stessa in rotta di collisione: ciascuno porta le proprie competenze, le proprie conoscenza e capacità e le mette a disposizione della collettività.

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