I cookie ci aiutano a fornire, proteggere e migliorare i servizi di InterAutoNews.
Continuando a usare il nostro sito, accetti la nostra normativa sui cookie.

Numeri, persone e fatti di prima pagina

Il Gruppo Volkswagen nel corso del 2010 ha venduto 7,14 milioni di autovetture, stabilendo un nuovo primato aziendale e confermando le sue ambizioni, che sono quelle di salire sino a 10 milioni di vendite nel 2018, come preannunciato dal CEO Martin Winterkorn, che ? stato confermato nella posizione per altri 5 anni. Il Gruppo tedesco, che ha puntato forte sulla Cina, ha venduto su quel mercato oltre 1.920.000 veicoli, pi? di quelli che ha venduto, sempre nell?anno intero, nell?Europa dei 27 (+ i 3 Paesi dell?Efta), dove ha superato di poco 1.541.000 unit?. Per il 2011, il gruppo tedesco prevede una crescita del 5%.?(1/2011)

Superando le altre 6 concorrenti approdate alla votazione finale, la Nissan Leaf, prima auto elettrica a salire sul gradino pi? alto del podio, ? stata nominata ?Car of the Year 2011? da una giuria composta da 57 giornalisti appartenenti a 23 Paesi. Dietro alla Leaf, che ha totalizzato 257 punti, si sono piazzate l?Alfa Romeo Giulietta (248) e la Opel Meriva (244). Le altre quattro finaliste erano la Citro?n C3DS3, la Davia Duster, la Ford C-Max e la Volvo S60/V60. (12/2010)

Il successo ottenuto dall?edizione numero 35 del Motor Show di Bologna ha gi? messo in moto i programmi per il 2011. L?evento messo a calendario non sar? come quello del 2009 con molto sport, molto spettacolo e niente auto, ma avr? le stesse caratteristiche di quello di quest?anno. Lo ha confermato l?AD di GL Events Italia, Giada Michetti, al nostro giornale. Le cifre parlano chiaro: oltre 800.000 visitatori, oltre 2.200 rappresentanti dei media e 14.086 operatori, la cui affluenza ha favorito il successo dell?Assise organizzata da Federauto e da InterAutoNews, alla quale hanno preso parte circa 1.500 Concessionari. (12/2010)

Le Case auto presenti in Italia, da noi interpellate, hanno formulato la loro previsione per il mercato 2011. Le immatricolazioni, secondo le indicazioni raccolte, dovrebbero essere 1.877.000, il 2,40% in meno rispetto alla prima previsione formulata nello scorso mese di luglio. Indicazioni anche per il mercato del Diesel, che dovrebbe attestarsi sul 51%, in crescita di 5,2 punti rispetto a quanto era stato indicato lo scorso luglio. In caduta libera, invece, le motorizzazioni bifuel con Gpl o metano: 9% del mercato totale, contro il 15% indicato a luglio. (12/2010)

Gli italiani che nel 2009 avevano speso 41,9 miliardi di euro per acquistare automobili, quest?anno a consuntivo finale ne avranno spesi 37,6, con una contrazione del 10,3%. Il calcolo, Iva compresa ? frutto di una stima del neonato Centro Studi Unrae, che evidenzia come il calo della spesa sia superiore alla contrazione del mercato, che dovrebbe chiudere a -9,2%. (12/2010)

Se il food delivery consegna lezioni a domicilio

I l titolo è perentorio: “2030: il food delivery ucciderà i ristoranti. E dalle case spariranno le cucine”. L’articolo, pubblicato dal sito Business Insider, porta la firma di Valerio Mammone. Abbonda di dati e virgolettati, è molto dettagliato. Non parla del mercato delle automobili, naturalmente, ma può risultare istruttivo, se si ha voglia di uscire dalla logica “il nostro è un business unico”. 
Food delivery: consegna di cibo a domicilio. In Italia, ci dice Mammone, il fenomeno esplode nel 2015, con nuove startup (Glovo, Foodora, Deliveroo, UberEats...) venute a rompere il dominio di Just Eat. Nel 2017 il mercato vale 201 milioni di euro, +66% sul 2016. Nel primi mesi del 2018, tra piatti pronti o semplice spesa, più di 4 milioni di italiani hanno scelto la consegna a domicilio almeno una volta al mese. Utilizzatori più assidui: i Millennial, fascia d’età tra i 25 e i 34 anni. Entro il 2022 si prevede che le piattaforme di food delivery genereranno un giro d’affari da 2,5 miliardi di euro. 
Il punto centrale dell’asse che i ristoratori hanno costituito con le piattaforme di food delivery - spiega Business Insider - sono i big data. Migliaia di informazioni vengono raccolte ed elaborate ogni giorno dalle piattaforme e poi, dice Samuele Fraternali dell’Osservatorio e-commerce B2C, “i dati vengono rivenduti ai ristoratori, che così possono profilare gli utenti, sapere quali prodotti vanno di più, quali sono i servizi preferiti, quali zone e fasce orarie rendono di più... Il ristoratore non paga tanto il dato, quanto la sua rielaborazione”.

Leggi tutto...

 

Il Sondaggio

Ritenete sia realistico il piano Di Maio per portare su strada, in Italia, entro 5 anni, un milione di vetture "ricaricabili" (al costo, secondo Bloomberg, di 9 miliardi di euro)?