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Numeri, persone e fatti di prima pagina

1 miliardo e 200 milioni di ore autorizzate, 576.455 lavoratori coinvolti con una perdita in busta paga di 4,6 miliardi di euro. Questo il bilancio in Italia della Cassa Integrazione 2010, che ha registrato una crescita del 32% rispetto al 2009. (2/2011)

Il Gruppo Volkswagen ha reso noto di aver consegnato, nel corso del mese di gennaio, 644.200 veicoli a livello mondiale, con una crescita del 19,6% rispetto alle 538.600 uniy? consegnate nel gennaio 2010. Analizzando il comportamento dei singoli brand, Volkswagen (418.800 consegne) ha registrato una crescita del 16,5%, Audi (95.400) del 22,6%, Skoda (68.400) del 26,4%, Seat (25.700) del 5,7% e i veicoli commerciali VW (35.700) del 57,9%. (2/2011)

Il Gruppo ZF, proseguendo nell?evoluzione dei cambi automatici avendo come obiettivo la riduzione dei consumi di carburante, ha messo a punto un automatico a 9 marce per vetture con motore trasversale (caratteristica tecnica che ormai riguarda l?80% delle vetture in produzione nel mondo). (2/2011)

8,2 miliardi circa ? il giro d?affari 2010 del mercato pubblicitario in Italia, secondo i primi rilevamenti della Nielsen Media Research. 820 milioni, cio? circa il 10% dell?intero business, sono gli investimenti pubblicitari delle aziende automobilistiche nell?intero 2010. Si tratta di una crescita di circa il 2,5% rispetto a quanto investito nel corso del 2009, inferiore per? all?incremento dell?intero comparto, che ha avuto un saldo attivo di circa il 4,5%. (2/2011)

Dallo stabilimento polacco Fiat Powertrain di BielskoBiala ? uscito il motore Multijet 1.3 16v numero 4 milioni. Entrato in produzione nel 2003, questo compatto propulsore che nel 2005 ha vinto anche il prestigioso premio ?Engine of the Year? ? stato sino ad ora impiegati su Panda, Punto, Qubo di Fiat, su Ypsilon di Lancia e su MiTo di Alfa Romeo. Dal 2008, il Multijet 1.3 ? prodotto anche in India, nello stabilimento di? Ranjangaon. (2/2011)

Dealer, quando la lotta fa bene alla pace

Dentro la sollevazione pronta e unitaria del settore auto italiano seguita all’introduzione dell’Ecotassa – sollevazione che è stata fin qui il solo e unico benefico effetto sortito dalla non comprensibile decisione del Governo – sono scomparsi d’incanto le turbolenze e il progetto di scissione all’interno del mondo delle rappresentanze dei Concessionari italiani. Una conquista enorme, considerato il clima dello scorso anno e i toni forti della diatriba.

Della nuova associazione dei Dealer non si parla più. Il che non significa che i grandi Gruppi abbiano perso la voglia (la forza non la perderanno certo) di essere attivi e pure rappresentativi: una delle richieste avanzate a Federauto prima dell’avvio della procedura di scissione di inizio estate 2018, all’epoca non accolta dal presidente De Stefani Cosentino, ovvero l’adesione diretta dei Concessionari alla Federazione, senza quindi l’obbligo di passare attraverso le associazioni di marca, è adesso argomento di pacata discussione (in corso) e le probabilità che ottenga il via libera sono più che alte – per non scontentare nessuno si potrà aderire alla Federazione sia tramite associazione di marca sia liberamente, l’una possibilità non escluderà l’altra. Un’apertura di dialogo concreta, sui fatti: buona notizia.

Ma c’è altro. In sede di Unione europea, dove si è almeno abituati, per cultura, ad ascoltare, è stata rappresentata da Federauto la delicata questione della vendita dei veicoli alle flotte da parte delle Case – a prezzi e condizioni che i Concessionari nemmeno si sognano, e soprattutto vendita diretta. E sempre per rimanere alla Ue, un intervento in quella sede per rappresentare le problematiche legate ai contratti tra Case e Concessionari (sul nodo del recesso, in particolare) era stata indicata tra le possibili azioni da intraprendere al più presto dai promotori della nuova Associazione, quando ancora sembrava che questa dovesse realizzarsi. 

Nel nuovo scenario di collaborazione che sembra aprirsi per il settore, potrebbe realizzarsi così compiutamente l’idea di quanti – tra i fondatori della nuova Associazione – non erano del tutto propensi alla scissione da Federauto né allo scontro, e immaginavano il nascente soggetto più come una task force cui affidare questo o quel compito particolare da portare a termine. Fiancheggiando la Rappresentanza ufficiale e non entrando con la stessa in rotta di collisione: ciascuno porta le proprie competenze, le proprie conoscenza e capacità e le mette a disposizione della collettività.

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