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Numeri, persone e fatti di prima pagina

Il Gruppo ZF, proseguendo nell?evoluzione dei cambi automatici avendo come obiettivo la riduzione dei consumi di carburante, ha messo a punto un automatico a 9 marce per vetture con motore trasversale (caratteristica tecnica che ormai riguarda l?80% delle vetture in produzione nel mondo). (2/2011)

8,2 miliardi circa ? il giro d?affari 2010 del mercato pubblicitario in Italia, secondo i primi rilevamenti della Nielsen Media Research. 820 milioni, cio? circa il 10% dell?intero business, sono gli investimenti pubblicitari delle aziende automobilistiche nell?intero 2010. Si tratta di una crescita di circa il 2,5% rispetto a quanto investito nel corso del 2009, inferiore per? all?incremento dell?intero comparto, che ha avuto un saldo attivo di circa il 4,5%. (2/2011)

Dallo stabilimento polacco Fiat Powertrain di BielskoBiala ? uscito il motore Multijet 1.3 16v numero 4 milioni. Entrato in produzione nel 2003, questo compatto propulsore che nel 2005 ha vinto anche il prestigioso premio ?Engine of the Year? ? stato sino ad ora impiegati su Panda, Punto, Qubo di Fiat, su Ypsilon di Lancia e su MiTo di Alfa Romeo. Dal 2008, il Multijet 1.3 ? prodotto anche in India, nello stabilimento di? Ranjangaon. (2/2011)

La Mazda MX-5 ha raggiunto le 900.000 unit? prodotte lo scorso 4 febbraio. Lo spider della Casa giapponese, nato 21 anni e 10 ?mesi fa, era gi? entrato nel Guinness dei Primati come ??best selling two-seater sport car? quando nel maggio del 2000 raggiunse le 531.890 unit? vendute, ottenendo poi l?upgrading prima a 700 e poi a 800mila unit?. (2/2011)

Il circolante complessivo delle citt? italiane con oltre 500.000 abitanti ? di 3.236.388 vetture. Di queste solo 193.683 sono Euro 0 (68.726) ed Euro 1 (124.957). I conteggi sono frutto di elaborazioni della sezione italiana del Gipa,? Groupement Inter Professionnel de l?Automobile,che ha conteggiato un circolante totale nel nostro Paese di 31.226.771 vetture a tutto il 2010 al quale vanno aggiunte circa 1 milione di unit? fra vetture della pubblica amministrazione, taxi e vetture presenti sui piazzali delle Concessionarie. (2/2011)

Mercato, stock, Km0: chi vince al gioco dell’oca?

Ci risiamo. Il mercato ha dato numeri buoni a luglio, eccellenti ad agosto, il solito mese jolly. Un’estate apparentemente a gonfie vele, in Italia - in Europa  è stata addirittura clamorosa.  L’effetto Wltp, si è subito detto, ben sapendo quello che si diceva. Ovvero: la spinta delle campagne promosse da Concessionari e Case per smaltire gli stock di auto non conformi alle nuove procedure di omologazione in vigore dal 1° settembre ha prodotto quei volumi e quelle percentuali di crescita. Il punto è che, una volta di più, c’è da chiedersi se immatricolazione sia sinonimo di vendita. A occhio, non lo è, specie se si parla di vendita al cliente privato - che continua a tenersi abbastanza lontano dal mercato. Dunque, il giro appare essere il solito: si sono smaltiti gli stock rimpinguando altri stock. Che, in un modo o nell’altro, vanno a rimpinguare la flotta delle Km0, in carico ai Concessionari. Ad agosto, le Case non hanno praticamente fatto auto-immatricolazioni (e Fiat ha sacrificato così il 1° posto di Panda nella classifica dei modelli più venduti). I Dealer ne hanno fatto il 44,28% in più rispetto al 2017 - senza contare le 1.835 immatricolazioni intestate alle proprie società di noleggio a breve termine. Negli 8 mesi del 2018, sono arrivati a quota 160mila (+22.000 circa sul 2017), a fronte del -25,6% di quelle delle Case (-19.000 unità). I dati sono di Data Force e dicono che i vasi continuano a comunicare: da una parte le auto-immatricolazioni calano, dall’altra crescono. Che si tratti di forzature, lo lasciamo dire a chi le fa e poi se ne lamenta. Che il mercato finirà per pagare questo gioco è fuor di dubbio. Resta da capire quando. La speranza è che non sia necessario sedere sulla riva del fiume, per capire quando accadrà.

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Nessuna nuova sul fronte delle rappresentanze dei Dealer. Il che non è una buona nuova. Le strade, tra Federauto e i promotori della nuova associazione, si sono definitivamente separate con lo scambio di lettere di inzio estate. Posizioni inconciliabili, dialogo inesistente. Fine della possibile collaborazione. Che era la strada auspicata da qualcuno, all’interno della compagnia dei “fuoriusciti”: la Federauto a fare la propria politica, il nuovo gruppo con funzione di task force e l’incarico di occuparsi di uno dei tanti temi che incombono sul business e sugli imprenditori che lo portano avanti. Oggi lo spettro dell’aumento dell’Iva, domani quello del Regolamento europeo - solo per citare due delle aree di intervento in cui il lavoro di lobby potrebbe (avrebbe potuto?) risultare più che utile. Ma no: separati nella stessa casa, si procederà così.

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