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Numeri, persone e fatti di prima pagina

Nel mese di agosto, ultimo dato diffuso dall?ACI, le radiazioni di vetture sono state 75.329, ?riflettendo anche in questo ambito il calo dei valori tipico dell?ottavo mese dell?anno. Nel cumulato dell?intero periodo gennaio-agosto, le radiazioni sono state 962.461, ?che rispetto alle 893.037 immatricolazioni sta ad indicare una uscita dal parco di 69.424 vetture, pari ad una contrazione del 7,2% nel rapporto fra radiato ed immatricolato. In buona sostanza si va consolidando quanto gi? avvenuto nel corso del 2012, quando il rapporto fra radiazioni e nuovo chiuse con un 1,07 contro lo 0,84 del 2011, inferiore quindi al rapporto 1 a 1. Quanto all?usato, in agosto i passaggi netti, che riflettono il traffico reale di vetture di seconda mano, sono stati ?140.028, in flessione del 7,3% rispetto all?agosto dello scorso anno. Nel cumulato degli otto mesi, i passaggi netti sono stati 1.659.823, in ?crescita dello 0,3%.(09/2013)

Nel bimestre estivo, il mercato europeo dei 27 Paesi +3? ha fatto registrare un andamento speculare positivo-negativo: il mese di luglio, con? 954.609 immatricolazioni, si ? chiuso in attivo (+4,5%), il mese di agosto con 653.872 targhe si ? chiuso in passivo (-5%).? Cos?, dopo i primi otto mesi, l?Europa fa registrare 7.841.596 immatricolazioni, in flessione del 5,2% rispetto all?analogo periodo dello scorso anno. Dei 5 grandi mercati che rappresentano circa il 72,7% del totale delle vendite nei 27 Paesi dell?Unione Europea pi? i 3 Paesi dell?Efta, solo la Gran Bretagna chiude gli otto mesi in attivo (10,4%), mentre restano in terreno negativo Germania -6,6%, Francia -9,8%, Italia -9% e Spagna -3,6%. (09/2013) Per consultare i dati

Nel mese di settembre in Italia si dovrebbero immatricolare 105.589 nuove auto. La previsione ? del nostro Panel di concessionari, che prima della pausa di agosto aveva centrato in pieno le immatricolazioni di luglio, indicando 106.700 targhe contro le effettive 107.514 registrate dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti , con uno scostamento del solo 0,8% in meno, valore considerato pi? che buono dagli analisti. Il nostro Panel ha anche indicato per settembre 107.662 nuovi contratti. (09/2013)

La GL events Italia, organizzatrice del Motor Show di Bologna ha sciolto tutti i dubbi. ?L?evento ? ci ha dichiarato Giada Michetti, AD di GL events Italia - si svolger? nei padiglioni della Fiera di Bologna dal 7 al 15 dicembre, giorni di apertura al pubblico, mentre le giornate dedicate alla convegnistica e agli operatori saranno quelle del 9 e del 10?. Si modifica cos? la consuetudine che voleva riservate a stampa e operatori le prime due giornate dell?evento.? (09/2013)

I gruppi di acquisto sono entrati anche nel mondo dell?automobile, dopo aver dato vita ad acquisti di interi pacchetti di prodotti in altri settori merceologici.? L?iniziativa, partita con l?acquisto a prezzo fortemente di un certo numero di Toyota Yaris ibride,(inclusi l?assistenza, il cambio pneumatici e altri servizi)? potrebbe aprire in Italia un nuovo fronte nel business dell?automobile. (09/2013)

Se Torino va a Milano, e la politica gioca a fare autogol

Perciò Torino va a Milano, nel senso del Salone dell’auto che cambia residenza. Lascia la città che gli era propria, lascia la dimora, il Parco Valentino, che lo ha visto rinascere e prosperare e affermarsi addirittura come standard con il quale dovranno misurarsi da qui in avanti gli show dell’auto, laddove pochi, pochissimi, avrebbero scommesso sulla sua capacità di durare oltre due, tre edizioni. Sono state invece cinque, l’ultima delle quali illuminata dalla presenza di 700mila visitatori e di 54 Marchi auto. Un trionfo di pubblico e di critica. Poi, è entrata in scena la politica – bassa, rigorosamente con la minuscola. E Torino, perciò, se ne va a Milano. Naturalmente, il fulmine a ciel sereno scagliato da Andrea Levy, presidente del Salone, che annunciando il trasloco ha insieme fornito le date del primo appuntamento milanese e quella della conferenza stampa di presentazione, qualche dubbio consistente lo ha prodotto. Si è detto: non si può improvvisare su due piedi un trasloco di questa portata; e in Italia, poi, dove la burocrazia è padrona e per ottenere permessi ci possono volere anni; e per andare a Milano, infine, che ha un’agenda degli eventi in cui, per trovare un buco libero, bisogna fare i salti mortali… E ancora, si è detto, un imprenditore che ha dimostrato di saperci fare, e Andrea Levy lo è, procede per programmi, non per improvvisazioni o colpi di testa. Quindi, si è concluso, la decisione di lasciare Torino non nasce dall’ultimo scontro con l’amministrazione locale – il vicesindaco Guido Montanari in testa, con la sua “speranza nella grandine” affinché mandasse all’aria l’ultima edizione del Salone del Parco Valentino - ma era stata già presa da tempo, si aspettava solo un casus belli per metterla in atto, e il casus belli è puntualmente arrivato.

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