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Numeri, persone e fatti di prima pagina

Si susseguono gli incontri fra i massimi rappresentanti della GL events e della Fiera di Bologna per varare un progetto comune teso al rilancio del Motor Show, la cui 37^ edizione ? in programma per i primi di dicembre di quest?anno ? era stata annullata a seguito della rinuncia delle Case auto operanti in Italia ad esporre le loro novit? negli spazi della Fiera bolognese. L?AD di GL events Italia, Giada Michetti, ha affermato che ? gi? pronto ed approvato dalla Casa madre un piano innovativo per dare vita all?edizione 2014, sempre nel corso del mese finale dell?anno. (11/2013)

Il mercato italiano dell?automobile nuova ha visto l?immatricolazione, nel mese di ottobre, di 110.841 vetture, con un flessione del 5,6% rispetto alle 117.397 unit? targate nell?ottobre dello scorso anno. Il cumulato dei primi dieci mesi cumula dunque 1.111.520 nuove vetture, con una contrazione dell?8,02% rispetto al 1.208.470 unit? immatricolate nell?analogo periodo dello scorso anno. (11/2013)?Clicca qui per consultare i dati

Continua la contrazione delle vendite di nuove auto ai privati. Nel mese di ottobre la flessione ? stata dell?11,3% per un totale di 69.114 immatricolazioni. Il noleggio ha accusato una flessione del 7% e le immatricolazioni a societ? sono cresciute del 15,5%, chiaro indice dei ?trucchi" messi in atto negli ultimi tre giorni di mercato. Nei dieci mesi, i privati hanno il 61,8% di quota, i noleggi il 15,1% e le societ? il 23%. (11/2013)

Dire troppo, dire poco: l’arduo esercizio di comunicare

In attesa di capire chi realmente sia il motore del nostro Paese, se i Concessionari (“#ilmotoreitaliano”, come da spot Federauto) oppure il popolo (“Il vero motore dell’Italia sono gli italiani”, come da spot Fca), è già del tutto evidente chi certamente non lo è, quando si viene all’automotive: il Governo. Al 19 maggio, data in cui questo numero di InterAutoNews è andato in stampa, nessuna risposta avevano ottenuto lettere, appelli, proposte contenenti piani dettagliati sulle possibili modalità di intervento, invocazioni e lamentele varie indirizzati a decine, negli ultimi due mesi, a chi ha il potere di decidere. Non una novità in assoluto, questo silenzio. A oggi naturalmente non è comunque da escludersi che una risposta possa prima o dopo arrivare. Il problema è che la partita, nel momento in cui si tratta di far ripartire il Paese, si gioca proprio tra la distanza abissale che intercorre tra “prima” e “dopo”, ed è la stessa che intercorre tra l’orlo del precipizio e, appunto, l’abisso. 
Che poi il problema è sempre la distanza. Tra il “prima” e il “dopo”, come anche tra chi governa e chi viene governato. C’è un passaggio, nell’intervista a Francesco Maldarizzi che pubblichiamo in questo numero di InterAutoNews, che chiarisce perfettamente il concetto. Dice Maldarizzi: “Ho registrato lo stupore, anche tra gli esponenti del Governo, nel constatare che il nostro comparto ha ben 120.000 dipendenti diretti e che tutti paghiamo le tasse in Italia”. Uno stupore che suona come un insulto esattamente come il silenzio che arriva, oltretutto, nel momento in cui l’automotive italiano si è impegnato, con uno sforzo che non ha precedenti, a rappresentare pubblicamente se stesso nella propria qualità di settore -  che contribuisce, e quanto, a mandare avanti il Paese. Le singole Case auto e i singoli Concessionari maneggiano quotidianamente la materia nell’ambito dei rispettivi business, letteralmente vivono (anche) di comunicazione. Un conto però è farlo a nome proprio, un altro è farlo in rappresentanza di molti, come sta scoprendo Federauto, nuova all’esercizio.

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