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Numeri, persone e fatti di prima pagina

Nel corso del 2010, General Motors ha venduto pi? veicoli in Cina che nel mercato casalingo statunitense: 2.351.610 unit? sul nuovo gigantesco mercato asiatico e 2.215.227 unit? in USA. GM, con un totale di 8.389.769 consegne conserva cos? la seconda posizione mondiale delle vendite, dietro alla Toyota, che? ha totalizzato 8.418.151 consegne. Il distacco fra i due colossi dell?auto ? di appena 28.382 unit?. (1/2011)

Grazie ad un forte aumento delle forniture verso i Paesi emergenti nel settore auto motive, la Bosch ha annunciato di avere in programma l?assunzione di 16.500 lavoratori, dopo i 12.800 assunti nel corso del 2010, portando cos? quest?anno a 300.000 dipendenti il totale delle forze di lavoro. Bosch, nel corso del 2010, ha fatturato 47,3 miliardi di euro, con un incremento di circa il 25% rispetto al 2009. (1/2011)

La Toyota ha avviato il richiamo di 1.700.000 veicoli (1,280.000 in Giappone, 421.000 negli Stati Uniti e in Europa).? In termini di dimensioni, il costruttore giapponese aveva gi? effettuato due maxi-richiami nel gennaio del 2009 (1.400.000) e nel gennaio del 2010 (3.400.000).? L?enorme quantit? di vetture richiamate ? conseguenza dell?elevato numero di componenti in comune. (1/2011)

Secondo quanto ha affermato Ralph Nader, l?avvocato dei consumatori statunitensi, autore del famoso libro ?Unsafe at any speed? che ha obbligato la General Motors a ritirare dal mercato una vettura di larga produzione,? negli Stati Uniti c?? un problema di sicurezza riguardante la Jeep Grand Cherokee, protagonista di 184 incidenti con incendio che sono costati la vita a 269????? persone. Negli Stati Uniti circolano 2 milioni di esemplari con difetti al serbatoio carburante. ?Fiat non ha nessuna colpa ? ha affermato? Nader ? ma un richiamo potrebbe contribuire a migliorare negli USA l?immagine dell?azienda italiana?. L?intervento da 200 dollari, comporterebbe per la Chrysler una spesa di 400 milioni di dollari. (1/2011)

Il Gruppo Volkswagen nel corso del 2010 ha venduto 7,14 milioni di autovetture, stabilendo un nuovo primato aziendale e confermando le sue ambizioni, che sono quelle di salire sino a 10 milioni di vendite nel 2018, come preannunciato dal CEO Martin Winterkorn, che ? stato confermato nella posizione per altri 5 anni. Il Gruppo tedesco, che ha puntato forte sulla Cina, ha venduto su quel mercato oltre 1.920.000 veicoli, pi? di quelli che ha venduto, sempre nell?anno intero, nell?Europa dei 27 (+ i 3 Paesi dell?Efta), dove ha superato di poco 1.541.000 unit?. Per il 2011, il gruppo tedesco prevede una crescita del 5%.?(1/2011)

Aperte o chiuse le porte girevoli dell'auto

Edoardo ha 25 anni. Delle automobili non gli importa granché. Sono mezzi di trasporto di cui, ogni tanto, ha bisogno per spostarsi nella città in cui vive, che è Roma. Naturalmente è in grado di distinguere un modello dall’altro, un Marchio dall’altro. Ma più in là non va: che la Mini faccia capo alla Bmw, o che tre marchi francesi siano riuniti sotto la sigla Psa, sono informazioni che non ha, e se pure le avesse non saprebbe davvero che cosa farsene.
Quando ha bisogno di spostarsi nella sua città, Edoardo fa ricorso al car-sharing. Abita in una zona abbastanza centrale, di auto su cui salire e guidare e poi lasciare dove vuole ne trova una a ogni angolo della strada. Per questo ha scaricato sullo smartphone quelle 3-4 app dei fornitori del servizio più in voga a Roma. Poi, è successo che uno dei suoi amici gli ha chiesto perché mai continuasse a complicarsi la vita, sprecando tempo a far scorrere avanti e indietro le schermate dello smartphone per trovare le icone di quelle app, quando poteva ottenere lo stesso risultato scaricando una sola app-porta d’ingresso a tutte le auto in car-sharing di tutti i fornitori presenti in città. Edoardo si è prontamente attivato. Ha eliminato dallo smartphone le 3-4 app di troppo e ha installato quella di Free2Move. E si è registrato. In quel momento, è diventato un contatto, o cliente, o utente, o membro della comunità – lo si può dire come si vuole, la sostanza non cambia - del Gruppo Psa. Di cui Edoardo non sa alcunché, mentre la comunità Psa ha invece registrato il suo nome, sia pure per via indiretta, ed è ormai prossima a conoscere tutto delle sue abitudini di utente della mobilità individuale.

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