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Numeri, persone e fatti di prima pagina

Secondo quanto calcolato dalla IAD, in Europa Occidentale al termine dei primi 6 mesi del 2013 sono state immatricolate 14.976 vetture elettriche, in crescita del 38% sull?analogo periodo dello scorso anno. Il mercato dove c?? la quota pi? alta di elettriche ? la Norvegia (3,40%), mentre il mercato che ha registrato la crescita maggiore ? la Francia, passata, in sei mesi, da 2.271 a 4.779 immatricolazioni (+110,4%), grazie all?ingresso sul mercato della Renault Zoe che ha totalizzato 3.594 vendite, seguita dalla ?sorella? Nissan Leaf con 536 unit?.? In Italia, le elettriche immatricolate in sei mesi sono state 398, il 39,2% in pi? rispetto alle 286 del primo semestre 2012. (09/2013)

In Europa Occidentale sono state immatricolate nel mese di luglio 950.444 automobili, in crescita del 4% rispetto alle 914.274 unit? del luglio 2012. ?Dei 5 grandi mercati, la Germania ha chiuso con 253.146 targhe, +2,1%, ?la Francia con 150.248, +0,9%, la Gran Bretagna con 162.228, +12,7%, la Spagna con 75.024, +14,8%. Solo l?Italia ha registrato l?ennesimo mese negativo, con 107.514 targhe e un ?1,9%. Nei primi 7 mesi dell?anno, l?Europa Occidentale ha portato a casa 7.004.005 vendite, in flessione del 5,4%. Secondo la Lmc automotive, questo dato riflette per l?intero 2013 11.,385.863 targhe, in flessione dl 3,2%. (08/2013)

A partire dal 2013 ? il programma produttivo dello stabilimento Fiat di Mirafiori prevede la costruzione di 280.000 Suv.. Le vetture saranno costruite in joint venture per i brand Alfa Romeo e Jeep. L?investimento previsto ? di 1,3 miliardi di euro. Le linee di montaggio saranno operative dal secondo o terzo trimestre del 2012. (2/2011)

1 miliardo e 200 milioni di ore autorizzate, 576.455 lavoratori coinvolti con una perdita in busta paga di 4,6 miliardi di euro. Questo il bilancio in Italia della Cassa Integrazione 2010, che ha registrato una crescita del 32% rispetto al 2009. (2/2011)

Il Gruppo Volkswagen ha reso noto di aver consegnato, nel corso del mese di gennaio, 644.200 veicoli a livello mondiale, con una crescita del 19,6% rispetto alle 538.600 uniy? consegnate nel gennaio 2010. Analizzando il comportamento dei singoli brand, Volkswagen (418.800 consegne) ha registrato una crescita del 16,5%, Audi (95.400) del 22,6%, Skoda (68.400) del 26,4%, Seat (25.700) del 5,7% e i veicoli commerciali VW (35.700) del 57,9%. (2/2011)

Mercato, stock, Km0: chi vince al gioco dell’oca?

Ci risiamo. Il mercato ha dato numeri buoni a luglio, eccellenti ad agosto, il solito mese jolly. Un’estate apparentemente a gonfie vele, in Italia - in Europa  è stata addirittura clamorosa.  L’effetto Wltp, si è subito detto, ben sapendo quello che si diceva. Ovvero: la spinta delle campagne promosse da Concessionari e Case per smaltire gli stock di auto non conformi alle nuove procedure di omologazione in vigore dal 1° settembre ha prodotto quei volumi e quelle percentuali di crescita. Il punto è che, una volta di più, c’è da chiedersi se immatricolazione sia sinonimo di vendita. A occhio, non lo è, specie se si parla di vendita al cliente privato - che continua a tenersi abbastanza lontano dal mercato. Dunque, il giro appare essere il solito: si sono smaltiti gli stock rimpinguando altri stock. Che, in un modo o nell’altro, vanno a rimpinguare la flotta delle Km0, in carico ai Concessionari. Ad agosto, le Case non hanno praticamente fatto auto-immatricolazioni (e Fiat ha sacrificato così il 1° posto di Panda nella classifica dei modelli più venduti). I Dealer ne hanno fatto il 44,28% in più rispetto al 2017 - senza contare le 1.835 immatricolazioni intestate alle proprie società di noleggio a breve termine. Negli 8 mesi del 2018, sono arrivati a quota 160mila (+22.000 circa sul 2017), a fronte del -25,6% di quelle delle Case (-19.000 unità). I dati sono di Data Force e dicono che i vasi continuano a comunicare: da una parte le auto-immatricolazioni calano, dall’altra crescono. Che si tratti di forzature, lo lasciamo dire a chi le fa e poi se ne lamenta. Che il mercato finirà per pagare questo gioco è fuor di dubbio. Resta da capire quando. La speranza è che non sia necessario sedere sulla riva del fiume, per capire quando accadrà.

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Nessuna nuova sul fronte delle rappresentanze dei Dealer. Il che non è una buona nuova. Le strade, tra Federauto e i promotori della nuova associazione, si sono definitivamente separate con lo scambio di lettere di inzio estate. Posizioni inconciliabili, dialogo inesistente. Fine della possibile collaborazione. Che era la strada auspicata da qualcuno, all’interno della compagnia dei “fuoriusciti”: la Federauto a fare la propria politica, il nuovo gruppo con funzione di task force e l’incarico di occuparsi di uno dei tanti temi che incombono sul business e sugli imprenditori che lo portano avanti. Oggi lo spettro dell’aumento dell’Iva, domani quello del Regolamento europeo - solo per citare due delle aree di intervento in cui il lavoro di lobby potrebbe (avrebbe potuto?) risultare più che utile. Ma no: separati nella stessa casa, si procederà così.

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