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Numeri, persone e fatti di prima pagina

Quando ho appreso dell?iniziativa, mi sono immediatamente domandato il motivo per il quale un simile evento non fosse stato organizzato prima. Mi sono dimostrato entusiasta, da subito. Ho sempre creduto che il Post Vendita consenta un scambio aperto, che supera i problemi di concorrenza fra marchi diversi. Negli anni ho percepito sulla mia pelle come l?interesse manifestato da Dealer e Costruttori verso il nostro mondo, sia cresciuto in modo concreto. Con esso ? aumentata la necessit? di competenze manageriali, in grado di governare un reparto tanto complesso, quanto fondamentale per la sopravvivenza, economica e organizzativa, delle concessionarie. Oggi proviamo ad incontrarci per parlare del nostro lavoro e del nostro futuro, fra di noi. Noi che siamo chiamati a riprogettare rapidamente gli schemi che regolano le nostre officine ed i nostri magazzini. Il mercato chiede risposte nuove, che devono arrivare da un nuovo modo di comunicare agli utenti e da un servizio che vada incontro alle esigenze della persona, anzich? a quelle della filiera. Il mio augurio pi? grande ? che questo incontro diventi da subito una sana abitudine professionale.?Stefano Mor (TT Holding Spa) (09/2013)

?Sarebbe bello? riunire le competenze e le idee e fare forza con queste per potere realizzare un?associazione di categoria dei Responsabili Service.
Due anni fa, nel corso di un pranzo a Torino apprendo di questa prospettiva.? E mi ? sembrata da subito una prima di potenzialit? assoluta. Siamo ora al numero zero, al momento fondante. ?Io c?ero? si potr? dire. Non per protagonismo egoistico. E neanche perch? le grotte e gli scantinati delle Concessionarie ora si ribellano. Essere presenti alla prima nazionale in un mercato che offre troppo spesso frammentazione e disomogeneit? professionale. I Responsabili Service che da figure di fiducia scelte in ossequio agli standard dei Costruttori diventano Service Manager. E lo fanno arrivando da mille rivoli e esperienze diverse. Ma mai come in questo momento ? chiaro quanto siano strategici e che contributo possano diffondere. Si tratta di un momento storico anche perch? parallelamente i Costruttori che si dannano nel definire standard di formazione e mansioni, non hanno la possibilit? di creare una consulta dalle proporzioni potenziali di quella in oggetto. Nelle nostre Concessionarie nulla ? cambiato di pi? negli ultimi tre anni come i reparti Service. Pu? e deve cambiare ulteriormente e difficilmente il commercio del prodotto auto avr? le stesse possibilit?. S? perch? il cambiamento ? nostro alleato e quindi sono convinto quando parlo di possibilit?. Ed infine citavo la forza di partecipare. Questa consulta ci permette non solo di esserci, ma di poter contribuire.?
Angelo Tagliati (BiAuto Group) (09/2013)

Secondo i dati comunicati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, le automobili immatricolate nel corso del mese di agosto sono state 52.997, la flessione, rispetto alle 56.715 dello scorso anno, ? del 6,6%. Si tratta del 39esimo mese con saldo negativo. Nel cumulato da gennaio ad agosto, nel 2013 sono state targate 893.037 auto, con un calo del 9% sui risultati dello stesso periodo 2012. ?In calo anche gli ordini, diminuiti del 4%. Rispetto all?agosto del 2007 l?agosto di quest?anno ha perso il 49,6% delle immatricolazioni. (09/2013). Clicca qui per consultare i dati

Le immatricolazioni ai privati, nel mese di agosto, hanno toccato il 65,8% contro il 64,9% dell?agosto dello scorso anno, mentre nei primi otto mesi la quota si ? fermata al 63,4%. Negli otto mesi, le immatricolazioni ai privati hanno perso l?8,8%, il noleggio il 9,5% e le immatricolazioni a societ? l?8,9%. (09/2013)

Pessime notizie anche dai mercati francese e spagnolo: in agosto, la Francia ha registrato una contrazione dell?11% con 85.565 targhe e la Spagna, gi? martoriata da una lunga sequenza di cali, ha perso un ulteriore 18%, registrando 38.872 immatricolazioni. (09/2013)

Mercato, stock, Km0: chi vince al gioco dell’oca?

Ci risiamo. Il mercato ha dato numeri buoni a luglio, eccellenti ad agosto, il solito mese jolly. Un’estate apparentemente a gonfie vele, in Italia - in Europa  è stata addirittura clamorosa.  L’effetto Wltp, si è subito detto, ben sapendo quello che si diceva. Ovvero: la spinta delle campagne promosse da Concessionari e Case per smaltire gli stock di auto non conformi alle nuove procedure di omologazione in vigore dal 1° settembre ha prodotto quei volumi e quelle percentuali di crescita. Il punto è che, una volta di più, c’è da chiedersi se immatricolazione sia sinonimo di vendita. A occhio, non lo è, specie se si parla di vendita al cliente privato - che continua a tenersi abbastanza lontano dal mercato. Dunque, il giro appare essere il solito: si sono smaltiti gli stock rimpinguando altri stock. Che, in un modo o nell’altro, vanno a rimpinguare la flotta delle Km0, in carico ai Concessionari. Ad agosto, le Case non hanno praticamente fatto auto-immatricolazioni (e Fiat ha sacrificato così il 1° posto di Panda nella classifica dei modelli più venduti). I Dealer ne hanno fatto il 44,28% in più rispetto al 2017 - senza contare le 1.835 immatricolazioni intestate alle proprie società di noleggio a breve termine. Negli 8 mesi del 2018, sono arrivati a quota 160mila (+22.000 circa sul 2017), a fronte del -25,6% di quelle delle Case (-19.000 unità). I dati sono di Data Force e dicono che i vasi continuano a comunicare: da una parte le auto-immatricolazioni calano, dall’altra crescono. Che si tratti di forzature, lo lasciamo dire a chi le fa e poi se ne lamenta. Che il mercato finirà per pagare questo gioco è fuor di dubbio. Resta da capire quando. La speranza è che non sia necessario sedere sulla riva del fiume, per capire quando accadrà.

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Nessuna nuova sul fronte delle rappresentanze dei Dealer. Il che non è una buona nuova. Le strade, tra Federauto e i promotori della nuova associazione, si sono definitivamente separate con lo scambio di lettere di inzio estate. Posizioni inconciliabili, dialogo inesistente. Fine della possibile collaborazione. Che era la strada auspicata da qualcuno, all’interno della compagnia dei “fuoriusciti”: la Federauto a fare la propria politica, il nuovo gruppo con funzione di task force e l’incarico di occuparsi di uno dei tanti temi che incombono sul business e sugli imprenditori che lo portano avanti. Oggi lo spettro dell’aumento dell’Iva, domani quello del Regolamento europeo - solo per citare due delle aree di intervento in cui il lavoro di lobby potrebbe (avrebbe potuto?) risultare più che utile. Ma no: separati nella stessa casa, si procederà così.

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