I cookie ci aiutano a fornire, proteggere e migliorare i servizi di InterAutoNews.
Continuando a usare il nostro sito, accetti la nostra normativa sui cookie.

Numeri, persone e fatti di prima pagina

Fitto il programma della due giorni friulana che vedr? interventi di relatori che offriranno numerosi ed innovativi spunti di riflessione. Sono attesi Pietro Trabucchi, noto psicologo che si occupa da sempre di prestazione sportiva e resilienza psicologica, Renzo Servadei, Amministratore Delegato di Autopromotec, Bruno Vianello, Presidente e AD di TEXA, Marc Aguettaz, Amministratore Delegato di GiPA Italia, Alessandro Lazzeri, Automotive Manager di Findomestic Banca, Fabrizio Guidi, Presidente di AsConAuto, Carlo Lazzari, Direttore Generale ?di EXO Automotive, Umberto Seletto, Presidente di Anticrisi Day-ONLUS. (09/2013)

Il 1? Meeting Nazionale dei Service Manager si svolger? il 19 e 20 settembre nel quadrilatero Padova-Codroipo-Caprina di Friuli-Monastir. Sar? possibile, fra l?altro, vivere una esperienza unica con le Frecce Tricolori, oltre ad un programma di qualificazione professionale e di acculturamento di elevato livello grazie alla qualit? dei relatori. Chi fosse interessato a partecipare o a conoscere maggiori dettagli potr? telefonare al 011.2740058 o inviare una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Per adesioni all?Anti Crisi Day Onlus, la mail ? Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Qui di seguito ospitiamo due brevi interventi di specialisti del mondo italiano? del Service. (09/2013)

Quando ho appreso dell?iniziativa, mi sono immediatamente domandato il motivo per il quale un simile evento non fosse stato organizzato prima. Mi sono dimostrato entusiasta, da subito. Ho sempre creduto che il Post Vendita consenta un scambio aperto, che supera i problemi di concorrenza fra marchi diversi. Negli anni ho percepito sulla mia pelle come l?interesse manifestato da Dealer e Costruttori verso il nostro mondo, sia cresciuto in modo concreto. Con esso ? aumentata la necessit? di competenze manageriali, in grado di governare un reparto tanto complesso, quanto fondamentale per la sopravvivenza, economica e organizzativa, delle concessionarie. Oggi proviamo ad incontrarci per parlare del nostro lavoro e del nostro futuro, fra di noi. Noi che siamo chiamati a riprogettare rapidamente gli schemi che regolano le nostre officine ed i nostri magazzini. Il mercato chiede risposte nuove, che devono arrivare da un nuovo modo di comunicare agli utenti e da un servizio che vada incontro alle esigenze della persona, anzich? a quelle della filiera. Il mio augurio pi? grande ? che questo incontro diventi da subito una sana abitudine professionale.?Stefano Mor (TT Holding Spa) (09/2013)

?Sarebbe bello? riunire le competenze e le idee e fare forza con queste per potere realizzare un?associazione di categoria dei Responsabili Service.
Due anni fa, nel corso di un pranzo a Torino apprendo di questa prospettiva.? E mi ? sembrata da subito una prima di potenzialit? assoluta. Siamo ora al numero zero, al momento fondante. ?Io c?ero? si potr? dire. Non per protagonismo egoistico. E neanche perch? le grotte e gli scantinati delle Concessionarie ora si ribellano. Essere presenti alla prima nazionale in un mercato che offre troppo spesso frammentazione e disomogeneit? professionale. I Responsabili Service che da figure di fiducia scelte in ossequio agli standard dei Costruttori diventano Service Manager. E lo fanno arrivando da mille rivoli e esperienze diverse. Ma mai come in questo momento ? chiaro quanto siano strategici e che contributo possano diffondere. Si tratta di un momento storico anche perch? parallelamente i Costruttori che si dannano nel definire standard di formazione e mansioni, non hanno la possibilit? di creare una consulta dalle proporzioni potenziali di quella in oggetto. Nelle nostre Concessionarie nulla ? cambiato di pi? negli ultimi tre anni come i reparti Service. Pu? e deve cambiare ulteriormente e difficilmente il commercio del prodotto auto avr? le stesse possibilit?. S? perch? il cambiamento ? nostro alleato e quindi sono convinto quando parlo di possibilit?. Ed infine citavo la forza di partecipare. Questa consulta ci permette non solo di esserci, ma di poter contribuire.?
Angelo Tagliati (BiAuto Group) (09/2013)

Secondo i dati comunicati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, le automobili immatricolate nel corso del mese di agosto sono state 52.997, la flessione, rispetto alle 56.715 dello scorso anno, ? del 6,6%. Si tratta del 39esimo mese con saldo negativo. Nel cumulato da gennaio ad agosto, nel 2013 sono state targate 893.037 auto, con un calo del 9% sui risultati dello stesso periodo 2012. ?In calo anche gli ordini, diminuiti del 4%. Rispetto all?agosto del 2007 l?agosto di quest?anno ha perso il 49,6% delle immatricolazioni. (09/2013). Clicca qui per consultare i dati

Se il food delivery consegna lezioni a domicilio

I l titolo è perentorio: “2030: il food delivery ucciderà i ristoranti. E dalle case spariranno le cucine”. L’articolo, pubblicato dal sito Business Insider, porta la firma di Valerio Mammone. Abbonda di dati e virgolettati, è molto dettagliato. Non parla del mercato delle automobili, naturalmente, ma può risultare istruttivo, se si ha voglia di uscire dalla logica “il nostro è un business unico”. 
Food delivery: consegna di cibo a domicilio. In Italia, ci dice Mammone, il fenomeno esplode nel 2015, con nuove startup (Glovo, Foodora, Deliveroo, UberEats...) venute a rompere il dominio di Just Eat. Nel 2017 il mercato vale 201 milioni di euro, +66% sul 2016. Nel primi mesi del 2018, tra piatti pronti o semplice spesa, più di 4 milioni di italiani hanno scelto la consegna a domicilio almeno una volta al mese. Utilizzatori più assidui: i Millennial, fascia d’età tra i 25 e i 34 anni. Entro il 2022 si prevede che le piattaforme di food delivery genereranno un giro d’affari da 2,5 miliardi di euro. 
Il punto centrale dell’asse che i ristoratori hanno costituito con le piattaforme di food delivery - spiega Business Insider - sono i big data. Migliaia di informazioni vengono raccolte ed elaborate ogni giorno dalle piattaforme e poi, dice Samuele Fraternali dell’Osservatorio e-commerce B2C, “i dati vengono rivenduti ai ristoratori, che così possono profilare gli utenti, sapere quali prodotti vanno di più, quali sono i servizi preferiti, quali zone e fasce orarie rendono di più... Il ristoratore non paga tanto il dato, quanto la sua rielaborazione”.

Leggi tutto...

 

Il Sondaggio

Ritenete sia realistico il piano Di Maio per portare su strada, in Italia, entro 5 anni, un milione di vetture "ricaricabili" (al costo, secondo Bloomberg, di 9 miliardi di euro)?