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Numeri, persone e fatti di prima pagina

?L?Italia ha diritto ad avere un suo Salone dell?automobile. Non ? importante la sede, quanto l?evento in se. L?automobile deve tornare al centro della scena, ? ora di finirla con il piangersi addosso, e un salone ? il modo migliore per creare nuovo interesse per l?auto?. Sono parole dette da Fabrizio Longo, direttore del brand Audi all?interno del Gruppo Volkswagen Italia, in occasione di un incontro a Milano, con un ristretto gruppo di giornalisti. Longo ha anche sostenuto la necessit? di creare una nuova immagine per il metano, ?che - ha affermato - ha diritto di cittadinanza anche nel mondo delle vetture premium?. (12/2013)

Secondo quanto reso noto da Autoscout24, specializzato nella compravendita di auto usate on line, le Ferrari di Alessandro Del Piero (ex playmaker della Juventus) e di Francesco Totti (la cui assenza pesa sui risultati insoddisfacenti della sua Roma) sono state messe all?asta: la 550 Maranello dell?ex juventino partiva da una quotazione estremamente interessante di 49.900 euro, mentre la 456 M GTA appartenuta al campione giallorosso ha una cifra di partenza ancora inferiore: 39.000 euro. (12/2013)

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Carlos Tavares (55 anni) ?? stato nominato temporaneo numero 2 del Gruppo PSA con responsabilit? per il settore auto, affiancando inizialmente Philippe Varen (61 anni) , CEO del costruttore francese, che cos? verr? liberato dalla quotidianit? per dedicarsi totalmente alla ricerca di accordi in grado di dare nuova stabilit? al gruppo che produce le Peugeot e le Citroen. L?ingresso in PSA di Tavares, che dallo scorso agosto aveva lasciato la Renault dopo aver dichiarato in una intervista di sentirsi pronto a guidare una grande Casa automobilistica (fece persino il nome di General Motors), prevede comunque la sua nomina a nuovo CEO del Gruppo nel corso del 2014, quando Varen lascer? la posizione. (11/2013)

La grande Europa sembra tirare un primo concreto sospiro di sollievo: dei 5 principali mercati, solo l?Italia ha chiuso il mese di ottobre in terreno negativo (-5,6%). Al contrario, si sono collocati in terreno positivo i risultati di Germania (+2,3%), Francia (+2,6%), Gran Bretagna (+4%) e Spagna. Quest?ultima, grazie agli incentivi confermati di nuovo dal lungimirante governo ha spuntato un ossigenante +34,4% sia pure con sole 60.301 immatricolazioni. Alla luce di questo risultato consolidato del decimo mese dell?anno, LMC Automotive disegna nuove proiezioni per fine 2013, affermando che in Europa occidentale il corrente anno si chiuder? con un -2,5% ma con prospettive di ripresa nel 2014 che ? sempre per la sola Europa dei 17 mercati - dovrebbe consuntivare? 11,8 milioni di immatricolazioni, contro le 11,5 con le quali prevede che si chiuda il corrente anno. In termini di sviluppo, il prossimo anno dovrebbe quindi chiudersi con un +2,6%? dopo anni di vacche ben pi? magre. Gli analisti di LMC Automotive continuano comunque ad essere molto cauti sulle prospettive del mercato, anche se i primi segnali di ripresa appaiono ormai concretizzati, con due mesi? (settembre ed ottobre) consecutivi in attivo per il mercato europeo dei 30. (11/2013) Per consultare i dati

Per il mercato italiano del mese di novembre, il nostro Panel di Concessionari indica un immatricolato di 97.690 unit?, in flessione quindi dell?8,7% rispetto al novembre dello scorso anno mentre per quanto riguarda gli ordini, la previsione ? di 102.600 contratti (-7,5%). Intanto, le 106.900 immatricolazioni previste dal nostro Panel per lo scorso mese di ottobre,? si sono confrontate con le 110.841 targhe ufficializzate dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Si tratta di un differenza del 3,7% che ci consente di dire che anche questa volta il Panel ha sostanzialmente confermato la capacit? previsionale a breve degli operatori dell?automotive. Non possiamo non sottolineare che le immatricolazioni degli ultimi tre giorni hanno totalizzato oltre il 40%. E? evidente che anche nel mese di ottobre c?? stata l?abbuffata di Km0 (fonti bene informate parlano del 16% del totale),? cosa confermata dall?elevata quantit? delle immatricolazioni riferite alle societ?: 23% di quota, con un chiusura attiva del 15,5% rispetto all?analogo mese dello scorso anno. (11/2013)

Se il food delivery consegna lezioni a domicilio

I l titolo è perentorio: “2030: il food delivery ucciderà i ristoranti. E dalle case spariranno le cucine”. L’articolo, pubblicato dal sito Business Insider, porta la firma di Valerio Mammone. Abbonda di dati e virgolettati, è molto dettagliato. Non parla del mercato delle automobili, naturalmente, ma può risultare istruttivo, se si ha voglia di uscire dalla logica “il nostro è un business unico”. 
Food delivery: consegna di cibo a domicilio. In Italia, ci dice Mammone, il fenomeno esplode nel 2015, con nuove startup (Glovo, Foodora, Deliveroo, UberEats...) venute a rompere il dominio di Just Eat. Nel 2017 il mercato vale 201 milioni di euro, +66% sul 2016. Nel primi mesi del 2018, tra piatti pronti o semplice spesa, più di 4 milioni di italiani hanno scelto la consegna a domicilio almeno una volta al mese. Utilizzatori più assidui: i Millennial, fascia d’età tra i 25 e i 34 anni. Entro il 2022 si prevede che le piattaforme di food delivery genereranno un giro d’affari da 2,5 miliardi di euro. 
Il punto centrale dell’asse che i ristoratori hanno costituito con le piattaforme di food delivery - spiega Business Insider - sono i big data. Migliaia di informazioni vengono raccolte ed elaborate ogni giorno dalle piattaforme e poi, dice Samuele Fraternali dell’Osservatorio e-commerce B2C, “i dati vengono rivenduti ai ristoratori, che così possono profilare gli utenti, sapere quali prodotti vanno di più, quali sono i servizi preferiti, quali zone e fasce orarie rendono di più... Il ristoratore non paga tanto il dato, quanto la sua rielaborazione”.

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Il Sondaggio

Ritenete sia realistico il piano Di Maio per portare su strada, in Italia, entro 5 anni, un milione di vetture "ricaricabili" (al costo, secondo Bloomberg, di 9 miliardi di euro)?