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Numeri, persone e fatti di prima pagina

Il mercato dell?auto nuova, nei Paesi europei, registra per novembre la flessione del 2% della Germania, dove sono state immatricolate 254.700 vetture e la continua vertiginosa crescita della Spagna, che porta a casa un +15% grazie alle 55.450 immatricolazioni. Ricordiamo che in ottobre il mercato spagnolo era gi? cresciuto del 34% . Il tutto, dovuto ad una ennesima campagna di incentivi varata due mesi fa.?Secondo le previsioni della VDA, il mercato tedesco chiuder? il bilancio delle immatricolazioni annue in terreno negativo (-5%), mentre secondo l?Anfac, il mercato spagnolo che ? dopo 11 mesi gi? al +2%, chiuder? il 2013 in terreno positivo. Va comunque evidenziato che il novembre di quest?anno in Germania ha contato meno giorni lavorativi rispetto all?analogo mese del 2012. (12/2013)

Sono 102.201 le auto immatricolate in Italia nel corso del mese di novembre, il 4,54% in meno rispetto allo stesso mese dello scorso anno. In termini di risultato cumulato le vendite dei primi 11 mesi sono state 1.214.237 per un risultato negativo del 7,70% rispetto allo stesso periodo del 2012 quanto le immatricolazioni furono 1.315.529. Il mercato di novembre mette in evidenza la flessione degli acquisti da parte dei privati (-8,4%), in calo del 3,1% anche le immatricolazioni a societ?. In crescita solo i noleggi che guadagnano, sempre in novembre, il 10,5%.?Clicca qui per consultare i dati

Il mercato francese di novembre ha registrato, con 138.298 immatricolazioni, un calo del 4%, confermando quindi la previsione per l?intero anno di una contrazione del 6%. L?undicesimo mese dell?anno ha fatto registrare la crescita dezi brand nazionali a discapito di quelli esteri, che hanno perso il 13%, mentre Gruppo PSA e Renault hanno chiuso rispettivamente con un +5 ed un +4%. (12/2013)

Dopo i primi dieci mesi, la Top Ten delle vetture pi? vendute in Europa, secondo quanto reso noto da Jato Dynamics, vede sul podio al primo posto la Volkswagen Golf con 390.688 unit? (+4,7%) e un ottobre da record con 43.281 targhe e una crescita anno su anno del 30,8%. Il secondo grandino ? occupato dalla Ford Fiesta (246.098, -7%) e il terzo dalla Renault Clio (241.516, +18,7%). Seguono Volkswagen Polo (223.216, -10%), Peugeot 208 (207.836, +70,1%), Opel Corsa (205.247, -10,7%), Ford Focus (194.020, -6,7%), Nissan Qashqai (177.392, -0,6%), BMW Serie 3 (171.620, +18,9%) e decima la Skoda Octavia (135.714, -11,9%). (12/2013)

Nel ?Quadro di valutazione degli investimenti industriali in ricerca e sviluppo? condotto come ogni anno dalla Commissione Europa, il Gruppo Volkswagen risulta al primo posto nella graduatoria 2012, diffusa recentemente. Il campione preso in considerazione dalla Commissione ? di 2.000 aziende internazionali appartenenti a diversi settori industriali. Martin Winterkorn, CEO del Gruppo tedesco, ha sottolineato che di fronte alla forte concorrenza globale, l?industria europea deve concentrarsi sistematicamente su prodotti competitivi e su tecnologie rispettose dell?ambiente. (12/2013)

Se il food delivery consegna lezioni a domicilio

I l titolo è perentorio: “2030: il food delivery ucciderà i ristoranti. E dalle case spariranno le cucine”. L’articolo, pubblicato dal sito Business Insider, porta la firma di Valerio Mammone. Abbonda di dati e virgolettati, è molto dettagliato. Non parla del mercato delle automobili, naturalmente, ma può risultare istruttivo, se si ha voglia di uscire dalla logica “il nostro è un business unico”. 
Food delivery: consegna di cibo a domicilio. In Italia, ci dice Mammone, il fenomeno esplode nel 2015, con nuove startup (Glovo, Foodora, Deliveroo, UberEats...) venute a rompere il dominio di Just Eat. Nel 2017 il mercato vale 201 milioni di euro, +66% sul 2016. Nel primi mesi del 2018, tra piatti pronti o semplice spesa, più di 4 milioni di italiani hanno scelto la consegna a domicilio almeno una volta al mese. Utilizzatori più assidui: i Millennial, fascia d’età tra i 25 e i 34 anni. Entro il 2022 si prevede che le piattaforme di food delivery genereranno un giro d’affari da 2,5 miliardi di euro. 
Il punto centrale dell’asse che i ristoratori hanno costituito con le piattaforme di food delivery - spiega Business Insider - sono i big data. Migliaia di informazioni vengono raccolte ed elaborate ogni giorno dalle piattaforme e poi, dice Samuele Fraternali dell’Osservatorio e-commerce B2C, “i dati vengono rivenduti ai ristoratori, che così possono profilare gli utenti, sapere quali prodotti vanno di più, quali sono i servizi preferiti, quali zone e fasce orarie rendono di più... Il ristoratore non paga tanto il dato, quanto la sua rielaborazione”.

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Il Sondaggio

Ritenete sia realistico il piano Di Maio per portare su strada, in Italia, entro 5 anni, un milione di vetture "ricaricabili" (al costo, secondo Bloomberg, di 9 miliardi di euro)?