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Numeri, persone e fatti di prima pagina

Il mercato cinese ha stabilito tre nuovi primati salendo al primo posto nelle vendite mondiali, superando un totale di 21.900.000 vetture e veicoli commerciali immatricolati in un anno, stabilendo con 2.134.200 targhe (+17,9%) il pi? alto mese di dicembre mai registrato al mondo. (01/2014)

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Dopo 27 mesi di risultati negativi, il dicembre del 2013 ha fatto registrare, con 88.705 immatricolazioni, una lieve crescita rispetto all?analogo mese del 2012: +1,4%. Il dicembre 2013 ha avuto un giorni lavorativo rispetto al dicembre dello scorso anno, che chiuse con una contrazione del 22%. I contratti raccolti durante l?anno sono stati 1.308.000, in flessione del 4%. (01/2014) Clicca qui per consultare i dati

Il mercato italiano dell?automobile nuova ha registrato, per l?intero anno, 1.303.534 immatricolazioni, con una flessione del 7,1% rispetto all?intero 2012. Il Gruppo Fiat ha chiuso con 374.217 immatricolazioni, in flessione del 9,8% e con una quota sul totale del 28,7%. Fra i protagonisti del mercato il Gruppo Volkswagen ha chiuso a -6,6%, Ford a -11,7% mentre hanno concluso l?anno in attivo il Gruppo Renault (+7,9%) e il Gruppo Daimler (+3,3%). (01/2014)

La vettura pi? venduta in Italia nel 2013 ? stata la Fiat Panda, con 101.609 immatricolazioni, mentre la Diesel pi? venduta ? stata la Fiat 500L con 29.662 immatricolazioni. Infine la vettura a benzina con il maggior numero di targhe ? stata la Fiat Panda, con 49.625 unit?. (01/2014)

Con una flessione del 7,4% si ? chiuso il bilancio delle vendite di auto nuove ai privati nel corso del 2013. Il resto delle vendite ? andato alle societ? con il 18,6% di quota in calo del 5,8% e al noleggio con il 17,8% in flessione del 7,6%. (01/2014)

Inizio d’anno in salita, con quella strana voglia di farsi male

In disordine di apparizione, ad aprire il 2019 dell’auto sono stati l’ufficializzazione della chiusura in negativo del mercato 2018 e le previsioni di ulteriore contrazione per l’anno appena cominciato, la multa da 678 milioni di euro inflitta dall’Antitrust italiano ad alcune tra le maggiori Case e relative Finanziarie, oltre che ad Assofin e ad Assilea (e relativo spettro di una class action da parte dei consumatori), la risoluzione consensuale con cui Fca ha chiuso i contenziosi in materia di emissioni diesel negli Stati Uniti per un costo complessivo stimato di 800 milioni di dollari, le voci che corrono su un maxi richiamo (370.000 vetture) in Europa imposto in Germania al Gruppo Volkswagen. Tutto questo, naturalmente, senza dimenticare i colpi di chiusura 2018, ovvero l’Ecotassa introdotta nella Legge di Bilancio e la decisione, in sede Ue, di fissare al 37,5% il target di riduzione delle emissioni per le auto nel 2030.Per dirla con delicatezza, una partenza d’anno in salita per l’automobile. Che se a volte è vittima per mano d’altri, spesso riesce a farsi male da sé. E invece di tutto ha bisogno, agli occhi del proprio pubblico, tranne che di ulteriori aggressioni auto-inferte alla propria immagine. Se n’è già parlato, ma soffermiamoci ugualmente su questo aspetto dell’inizio d’anno in salita. I costi di modi e pratiche non trasparenti - al di là del concetto di presunzione d’innocenza fino a prova contraria e di eventuali ricorsi pendenti, come accade nella questione dell’Antitrust - sono elevatissimi e vanno ben oltre l’importo delle multe, ancorché milionarie. Perché piantano dentro la testa del pubblico dei consumatori due inalienabili convinzioni: la prima è che devono difendersi (dal Costruttore, dal Dealer, dall’assicuratore, e così via), la seconda è che “tanto sono tutti uguali”, anche quando poi nella realtà così non è. Customer care, customer journey, customer satisfaction: l’attenzione al cliente appare massima quando è già ‘preso’ - appare, sì: laddove la sua soddisfazione è solo merce di scambio, se sia davvero soddisfatto o meno poco importa... - del tutto assente quando è ancora nascosto nell’ombra.

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