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Numeri, persone e fatti di prima pagina

Tutto come previsto, alla fine: il mercato Italia delle auto nuove si è fermato, nel 2017, sulla soglia dei 2 milioni di immatricolazioni. Dicembre ha chiuso con una brusca frenata a -3,2% (121.100 immatricolazioni contro le 125.062 dello stesso mese del 2016) e quindi il 2017 consuntiva 1.970.497 auto nuove vendute, con un incremento del 7,9% sull'intero 2016.

“Il 2017 si è finalmente riallineato al reale potenziale del mercato italiano, anche se con nuove declinazioni nella composizione del mix canali di vendita”, ha commentato Michele Crisci, presidente Unrae. Che poi ha indicato quelle che sono le priorità del 2018, che "eredita il problema della qualità del nostro parco circolante, molto grande e molto vecchio (età media 10,5 anni) sul quale è necessario che i Decisori locali, subito, e poi il rinnovato Esecutivo nazionale, agiscano con determinazione per assicurare la raggiungibilità dei target di emissione previsti per il 2020”.
A corroborare tale dichiarazione, l'analisi sul parco circolante (fonte ACI) condotta dal Centro studi e statistiche Unrae che evidenzia come, su un parco totale di 37.843.983 autovetture, le ante Euro 3 (quindi auto immatricolate prima del 1° gennaio 2001, perciò con oltre 17 anni di vita) siano 9.567.000, cioè il 25,3% del totale.

Ma il 2017 verrà inevitabilmente ricordato anche come l'anno record delle autoimmatricolazioni (360.000 unità circa e quota del 18% delle vendite complessive: mai così in alto dal 2006) e della contrazione del canale dei privati (-1,8% in volumi ma -5,4% in rappresentatività, con la quota scesa al 56,4%), riflesso questo - secondo Unrae - della maggior diposnibilità di Km0.
Su questo punto, le Km0, si è soffermata l'attenzione di Federauto, che ha indicato come l'incidenza di questa tipologia di vetture, "stimata a circa il 15% del totale immatricolato dell’anno, ha appesantito lo stock dei concessionari".

Sul fronte delle alimentazioni la domanda di diesel è cresciuta nel 2017 del 6,2% ma ha visto una rioduzione della quota dal 57,4% al 56,7%. Segue in rappresentatività la benzina (+4,8%) con una quota del 31,6%. Buoni i risultati anche per Gpl (+26,5%), ibride (+71,0%) che raggiungono il 3,4% di quota (+1,3%) ed elettriche (+38,6%) che sfiorano le 2000 unità. In calo solo il metano, che perde circa un quarto delle vendite rispetto al 2016 e si attesta su una quota dell’1,6%. Per le carrozzerie l’aumento è del 30,3% per i crossover e del 27,9% per cabrio e spider, mentre registrano cali i monovolumi piccoli (-11,9%) e i compatti (-7,8%).
Mercato Italia - Dicembre 2017 - immatricolazioni per marca

Con un giorno lavorativo in più rispetto al novembre 2016, le vendite di automobili, all’interno dell’Unione Europea, sono state 1.216.702, per una crescita del 5,9%. Il cumulato degli 11 mesi raggiunge 14.047.460 vendite, il 4,1% in più sul periodo gennaio-novembre 2016. Fra i grandi mercati prosegue l’andamento al ribasso del Regno Unito che a novembre fa il -11,2% e negli undici mesi perde il -5%. Bene Spagna e Francia che nel mese si producono in crescite a due cifre, +12,4% e +10,3% rispettivamente, valori che portano il cumulato a +7,8% e +5,3%. Ottima la performance della Germania che nel mese realizza un +9,4% mentre il cumulato va a +3%. Il periodo gennaio-novembre è caratterizzato da segno positivo per tutti i mercati dell’Unione, fatta eccezione per il già citato Regno Unito, l’Irlanda (-10,3%) e la Finlandia (-0,3% negli 11 mesi, ma con novembre a +7,3%). Le migliori notizie arrivano comunque da Est dove i Paesi nuovi membri, che ormai valgono più dell’8% di quota mercato, hanno realizzato a novembre una crescita del 10,26% e nel cumulato raggiungono un incremento del 14%. Scorrendo la top 10 dei Marchi, il miglior incremento mensile arriva da Toyota titolare della posizione numero 10, Mercedes è al quinto posto ma in pieno possesso della “premiumship” di fronte a Audi sesta e BMW settima.
Europa - Novembre 2017 - vendite per gruppi e marche
Mercato Europa - Novembre 2017- Vendite per Paese

Novembre ha contato 156.332 immatricolazioni di auto nuove in Italia, con un +6,8% sullo stesso mese 2016 (allora furono 146.397) che rappresenta un rallentamento rispetto all'andamento della crescita registrato nel corso dell'anno. Con questo risultato, il cumulato degli 11 mesisi si porta a quota 1.848.919 unità, 148.000 in più rispetto allo stesso periodo del 2016: l'incremento, qui, è dell’8,7%.

L'analisi della struttura del mercato di novembre rileva il calo, l'ennesimo quest'anno, del canale Privati: le 91.304 unità registrate significano una flessione del 2,6%, provocata, secondo Unrae, "anche dalla migrazione verso il Noleggio a Lungo Termine e dall’effetto uscita Km0 dalle giacenze dei concessionari". Questo anche se poi novembre ha assistito ad una crescita del 51,23% - rispetto allo stesso periodo del 2016 - delle autoimmatricolazioni dei concessionari.
Nel cumulato degli 11 mesi i Privati hanno conteggiato 1.048.300 vendite: la flessione sullo stesso periodo del 2016 è tutto sommato contenuta (-1,1%) mentre assai più decisa è la decrescita della quota mercato dei Privati, passata dal 61,6% degli 11 mesi 2016 al 56,2% di quest’anno.

Di contro, si conferma in crescita il noleggio che, trainato sia dal Breve (+41,6%) sia dal Lungo Termine (+26,4%), ha chiuso novembre con 30.709 immatricolazioni, in crescita del 29,7% e con una quota del 19,4% (+3,6%).
Le società, beneficiando della spinta delle autoimmatricolazioni, hanno registrato 36.190 immatricolazioni e una crescita a doppia cifra (+12,4%): il cumulato sale a 401.893 unità (+29,3%). In questo canale, rispetto al 2016, si registra un +28% rispetto al 2016 delle autoimmatricolazioni, al netto delle quali le società perdono il 16%.

Tra le alimentazioni, nel mese ottimi i risultati del GPL (+33,5%) e delle elettriche (+32,4%, con un +48,4% nel cumulato). E ottimo il comportamento delle ibride: +90,6% rispetto a novembre 2016 e una crescita di 2 punti percentuali in rappresentatività.

“Lo smaltimento del parco circolante anziano e i provvedimenti presi dalle amministrazioni su base locale e nazionale per il contrasto alle emissioni: questi sono i temi persistenti", il commento di Michele Crisci, presidente Unrae. "Quanto al Superammortamento per le autovetture utilizzate come beni strumentali di impresa, il rinnovo sta trovando difficoltà nella discussione del Disegno di Legge di Bilancio 2018, nonostante gli effetti benefici dimostrati sulla rotazione del parco circolante: auspichiamo che il Decisore Pubblico possa prorogare tale misura anche per il 2018”.

Infine, in margine alla giornata stampa del Motor Show di Bologna, il Centro Studi Promotor ha rilasciato le previsoni per il 2017 e il biennio seguente: secondo le stime, l'anno in corso si chiuderà a quota 1.970.000 immatricolazioni (+8%), nel 2018 si arriverà a 2.048.000 unità e nel 2019 si arroverà a 2.203.000.
Mercato Italia - Novembre 2017 - immatricolazioni per marca

Dopo un settembre modesto, a ottobre i mercati continentali riportano il segno positivo nel conteggio complessivo dell’Unione Europea. Nell’ambito dei 28 Paesi, Malta esclusa, sono state targate 1.169.672 unità, il 5,9% in più rispetto a ottobre 2016 quando  il conteggio si fermò a 1.104.333 immatricolazioni. Scorrendo le cifre dei singoli mercati, il Regno Unito fa ancora parlare delle sue prestazioni negative chiudendo il mese a -12,2%: il peggior risultato europeo. A tenere, e assai bene, la Spagna e la Francia autrici di un risultato fotocopia a +13,7% e la Germania, perfettamente in linea con la sua moderata crescita espressa durante questo 2017, a +3,9%. Davvero molto lusinghieri gli esiti dei Paesi nuovi membri: la doppia cifra è diffusa dalla Polonia (+25,6%) alla Romania (+26,2%), dalla Bulgaria (+41,3%) all’Ungheria (+30,4%). Poi,  i buoni tassi di crescita degli altri mercati più piccoli infondono solida stabilità. Il cumulato dei Paesi EU cresce di 2 decimi percentuali passando dal +3,7% dei primi 9 mesi al +3,9% dei primi 10. Il Regno Unito perde ormai più di 100mila targhe e segna -4,55%. L’Italia mantiene la testa della classifica, tra i big five per la miglior crescita. Tra le Marche va di certo segnalata Toyota: +22% netto a ottobre, ma anche Suzuki riesce a distinguersi, sebbene con volumi più contenuti, il mese vale  +32,8%.
Mercato Europa - Ottobre 2017- Vendite per Paese
Europa - Ottobre 2017 - vendite per gruppi e marche

 

Il mese di ottobre del mercato Italia rallenta. Le immatricolazioni di auto nuove sono state 157.900, con una crescita del 7,1% rispetto alle 147.435 dello stesso mese 2016. In base ai dati diffusi dal Ministero, le vendite totali di auto nuove in Italia nel periodo gennaio-ottobre 2017 sono state 1.692.047, che significa un incremento dell’8,9% sui 1.554.433 veicoli venduti nei primi 10 mesi 2016.
Il trend attuale delle vendite sembra dunque proiettare un 2017 sotto la soglia dei due milioni di immatricolazioni, a 1.980.000 unità.
Per il 2018, poi, si prevede un mercato sostanzialmente stabile, con l'assorbimento delle forzature che hanno caratterizzato l'anno in corso: la previsione, secondo Unrae, è di 1.998.500 vendite, sostanzialmente in linea (+0,9%) con il 2017.

Guardando alla struttura del mercato di ottobre va evidenziato il ritorno al segno positivo del canale Privati, dopo due mesi di flessione: la crescita è del 4% grazie a 92.707 vendite, anche se poi, crescendo meno del mercato, perde quasi 2 punti percentuali di rappresentatività rispetto allo scorso anno, attestandosi sul 58% di quota.
Positivi ancora i risultati del Noleggio, sia nel Breve (+10,6%) che nel Lungo Termine (+13,8%): il canale complessivamente chiude con 29.743 unità (+13%) e una quota del 18,6% (+1%), ma senza la spinta delle autoimmatricolazioni il noleggio a breve termine segnerebbe un risultato in flessione. Un traino, quello delle autoimmatricolazioni, che si è fatto sentire anche nel canale Società (37.385) e senza il quale anche qui il segno, rispetto al 2016, sarebbe negativo.

Già, la autoimmatricolazioni. Secondo i dati diffusi da Dataforce, ad ottobre sono state circa 28.000: 6400 direttamente dalle Case e 21.60o dai Dealer. Proiettando, si può prevedere che nell'intero 2017 saranno state 300.000 unità, pari al 15,5% del mercato e con un +42% sul 2016. E poi ci sono gli ultimi 3 giorni, che hanno dato 71.000 immatricolazioni, di cui 47.000 l'ultimo giorno (quasi un terzo dell'intero mese).

Quanto alle alimentazioni, infine, a ottobre le ibride fanno +90,1%, e salgono dal 2,3% al 4,2% di rappresentatività. Anche le alimentazioni elettriche registrano un incremento solido, nonostante i volumi ancora a tre cifre: +50,7%. In particolare, è nel canale dei Privati che la crescita di ibride ed elettriche è più significativa (rispettivamente +106% e +127%). Per il resto, bene il Gpl (+30,9%), stabiliti Diesel e Metano (+0,9% entrambi), cresce leggermente più del mercato la Benzina (+8,1%).

“Ci avviciniamo al traguardo fatidico dei 2.000.000 di vetture, che non supreremo - il commento di Michele Crisci, presidente di Unrae - Ma certamente il mercato farà meglio del 2010, ultimo anno dell’era degli incentivi. Ovviamente siamo tutti soddisfatti, anche se con declinazioni diverse, ma come avevamo previsto da tempo, ed era una previsione facile, con l’autunno si è risollevata l’attenzione alle emissioni - amplificata dai recenti avvenimenti della Val di Susa - riportando alla ribalta i temi urgenti dello svecchiamento del parco circolante”.

A proposito dei quali, un'analisi del Centro Studi e Statistiche Unrae rileva che, su un totale di 36,4 milioni di vetture realmente circolanti (a dicembre 2016), il parco anziano è composto da 1,6 milioni di vetture ante direttiva Euro (cioè l’epoca della marmitta catalitica sui motori a combustione interna e immatricolati prima del 1993), di 2,2 milioni di Euro 1 e di 4,3 milioni di Euro 2, per un totale di 8,1 milioni di auto ante Euro 3, immatricolate quindi prima del 2001 e pertanto con oltre 16 anni di vita, che compongono il 22% del parco complessivo realmente circolante.
Attualmente, la velocità di uscita dal parco di queste vetture è molto lenta: se si valutano infatti le radiazioni, con la loro attuale velocità ci vorrebbero 32 anni (!) per smaltire tutte le vetture ante Direttiva Euro, 25 anni per eliminare tutte le Euro 1 e 10 anni per le Euro 2.

Afferma Crisci: "E’ quindi necessaria un’azione determinata dei Decisori locali e nazionali che, nel definire i loro imprescindibili interventi, tengano conto delle caratteristiche del parco e assumano provvedimenti con l’obiettivo di sostituire i veicoli obsoleti, meno sicuri e più inquinanti. In particolare, sarebbero auspicabili interventi strutturali e leve fiscali funzionali, che sfruttino in maniera ottimale tutta la gamma di autovetture oggi disponibili, in ottica tecnologicamente neutrale, includendo, quindi, anche le Euro 6”.

Secondo i dati elaborati dal Centro Studi e Statistiche Unrae le emissioni medie ponderate di CO2 nei nuovi veicoli immatricolati nei primi 10 mesi del 2017 risultano in ulteriore riduzione dello 0,5%, avendo raggiunto il valore di 112,3 g/km contro i 112,8 g/km del 2016, i 113,2 g/km del 2015 e i 116,9 g/km del 2014, prima dell’introduzione dell’Euro 6 (1/9/2015): gli Euro 6 hanno, si sottolinea, hanno consentito una riduzione nelle emissioni medie ponderate di CO2 delle auto nuove di circa 4,5 g/km; saranno circa 126.000 tonnellate di CO2 risparmiate nel 2017 rispetto a 3 anni fa.

Ancora Crisci: "Va rilevato il positivo contributo dato allo svecchiamento del parco dal Superammortamento, che ha consentito di allargare la platea degli utilizzatori e di immettere nel mercato dell’usato vetture più fresche. Pertanto Unrae raccomanda, in questo momento di discussione della Legge di Bilancio al Senato, di rivedere il provvedimento estendendo il Superammortamento anche alle autovetture utilizzate come bene strumentale”.
Mercato Italia - Ottobre 2017 - immatricolazioni per marca

 

Mercato, stock, Km0: chi vince al gioco dell’oca?

Ci risiamo. Il mercato ha dato numeri buoni a luglio, eccellenti ad agosto, il solito mese jolly. Un’estate apparentemente a gonfie vele, in Italia - in Europa  è stata addirittura clamorosa.  L’effetto Wltp, si è subito detto, ben sapendo quello che si diceva. Ovvero: la spinta delle campagne promosse da Concessionari e Case per smaltire gli stock di auto non conformi alle nuove procedure di omologazione in vigore dal 1° settembre ha prodotto quei volumi e quelle percentuali di crescita. Il punto è che, una volta di più, c’è da chiedersi se immatricolazione sia sinonimo di vendita. A occhio, non lo è, specie se si parla di vendita al cliente privato - che continua a tenersi abbastanza lontano dal mercato. Dunque, il giro appare essere il solito: si sono smaltiti gli stock rimpinguando altri stock. Che, in un modo o nell’altro, vanno a rimpinguare la flotta delle Km0, in carico ai Concessionari. Ad agosto, le Case non hanno praticamente fatto auto-immatricolazioni (e Fiat ha sacrificato così il 1° posto di Panda nella classifica dei modelli più venduti). I Dealer ne hanno fatto il 44,28% in più rispetto al 2017 - senza contare le 1.835 immatricolazioni intestate alle proprie società di noleggio a breve termine. Negli 8 mesi del 2018, sono arrivati a quota 160mila (+22.000 circa sul 2017), a fronte del -25,6% di quelle delle Case (-19.000 unità). I dati sono di Data Force e dicono che i vasi continuano a comunicare: da una parte le auto-immatricolazioni calano, dall’altra crescono. Che si tratti di forzature, lo lasciamo dire a chi le fa e poi se ne lamenta. Che il mercato finirà per pagare questo gioco è fuor di dubbio. Resta da capire quando. La speranza è che non sia necessario sedere sulla riva del fiume, per capire quando accadrà.

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Nessuna nuova sul fronte delle rappresentanze dei Dealer. Il che non è una buona nuova. Le strade, tra Federauto e i promotori della nuova associazione, si sono definitivamente separate con lo scambio di lettere di inzio estate. Posizioni inconciliabili, dialogo inesistente. Fine della possibile collaborazione. Che era la strada auspicata da qualcuno, all’interno della compagnia dei “fuoriusciti”: la Federauto a fare la propria politica, il nuovo gruppo con funzione di task force e l’incarico di occuparsi di uno dei tanti temi che incombono sul business e sugli imprenditori che lo portano avanti. Oggi lo spettro dell’aumento dell’Iva, domani quello del Regolamento europeo - solo per citare due delle aree di intervento in cui il lavoro di lobby potrebbe (avrebbe potuto?) risultare più che utile. Ma no: separati nella stessa casa, si procederà così.

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