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Numeri, persone e fatti di prima pagina

Mercato a due velocità quello di febbraio nei 28 Paesi dell’Unione Europea, Malta esclusa. Le nuove immatricolazioni sono state 1.125.397 pari a un incremento del 4,3% sul febbraio del 2017 quando la somma del targato fu di 1.078.721 unità. Un risultato ottenuto soprattutto grazie al robusto +7,4% messo a segno dalla Germania, seguito dall’altrettanto prospero +13% riportato dalla Spagna e dal solido +4,3% della Francia. Sul fronte opposto l’undicesimo risultato negativo consecutivo del Regno Unito che perde il 2,8% è accompagnato da quello italiano che scende in territorio negativo di 1,4 punti. Bene nel complesso gli altri Paesi, con i nuovi membri che totalizzano una crescita del 7,8%. Il cumulato del primo bimestre si chiude con un aumento del 5,8%. Tra i 27 Paesi dell’Unione solo Svezia, Regno Unito e Irlanda devono fare i conti con cifre negative, mentre la Germania supera, in soli due mesi, il mezzo milione di nuove targhe. Nelle immatricolazioni suddivise per costruttore, nel primo bimestre il Gruppo Volkswagen mantiene agilmente la testa della classifica con 581mila unità e una crescita del 9,3%. Bene anche Psa sostenuta, soprattutto, dalle ottime performance di Peugeot capace di crescere di oltre il 15%. Quanto a Fca, con Fiat che non brilla e con Lancia, che si legge Ypsilon, che crolla, l’esito non può che essere negativo (-1,6%).
Mercato Europa - Febbraio 2018 - Vendite per Gruppi e Marche
Mercato Europa - Febbraio 2018 - Vendite per Paese

Febbraio -1,4%: questo dice il mercato Italia delle auto nuove, secondo i dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Le immatricolazioni del mese appwna concluso sono state infatti 181.734, contro le 184.350 dello stesso mese del 2017. Di conseguenza il cumulato del I bimestre del 2018 è di 359.907 immatricolazioni, con un incremento dell'1% rispetto alle 356.384 registrate nel periodo gennaio-febbraio 2017.

Segno negativo a parte, cos'altro si può leggere nel risultato di febbraio? Poco di nuovo, in realtà. La continuità di alcuni trend tutt'altro che positivi, intanto. Come l'iperattività degli ultimi 3 giorni, quando di fatto è stato immatricolato il 46% circa del totale mercato. O come l'inesorabile flessione del canale dei privati, arrivata nel mese alla doppia cifra (-13%), con una perdita di circa 7 punti percentuali di quota, visto che a febbraio i privati hanno coperto soltanto la metà delle vendite complessive (il 50,5%). Un risultato che, secondo Michele Crisci, presidente di Unrae, "conferma il bisogno di diverse reti di vendita di far ruotare più velocemente le giacenze di vetture già autoimmatricolate che vengono prevalentemente vendute ai privati, drenando così parte della vendita di auto nuove. Inoltre, si assiste a un graduale passaggio dalla proprietà al possesso, attraverso nuove formule di noleggio a lungo termine a privati”.
A conferma delle parole di Crisci, un’analisi condotta dal Centro Studi Unrae su dati consolidati dei primi 6 mesi 2017 (e relativi a 185.000 autoimmatricolazioni) dimostra che queste Km0 sono state acquistate per il 40,7% da clienti privati mentre un 28% è andato a Dealer e rivenditori, che a loro volta alimenteranno il canale privati.

Il problema degli stock e di una rotazione sempre più lenta ha sottolineato anche Mario Beretta, presidente di Federauto: "La contrazione a doppia cifra delle vendite a privati può essere motivata dalla persistente necessità per i Concessionari di ridurre gli stock di Km0, che continuano ad alimentarsi di mese in mese, sotto la pressione generalizzata degli obiettivi assegnati dalle Case, oltre che dalla scelta di molte famiglie di rinviare la decisione di un acquisto importante, come già avvenuto in altri periodi pre-elettorali".

A trarre vantaggio dalla "fuga dei privati" è stato a febbraio soprattutto il canale del noleggio, che ha guadagnato 5 punti di rappresentatività, attestandosi al 29,6% grazie a un aumento del 18,9%, con 54.216 immatricolazioni. Bene è andato il breve termine (+15,1%), meglio il lungo termine (+22,7%). Aumento di volumi anche per le società (+7,8%), che hanno rappresentato a febbraio il 19,9% delle vendite, sempre grazie all’andamento delle autoimmatricolazioni.

Per quanto riguarda le alimentazioni, l’analisi della struttura del mercato evidenzia l’incremento delle vetture ibride (+20% e quota al 3,5%). In particolare, eccellente la performance delle ibride plug-in, che nel mese - secondo i dati Unrae - hanno incrementato i volumi del 65,5%. Bene anche le elettriche che, spinte soprattutto dal canale noleggio, hanno raddoppiato i propri volumi.
A questo, ha corrisposto la flessione del diesel (-0,9%), della benzina (-5,4%) e del Gpl (-10,1%). In crescita, invece, il metano che, grazie alle promozioni commerciali e ad alcuni nuovi modelli, tornato al 2,3% di quota.

In conclusione, commenta ancora Michele Crisci, "la mobilità è in evoluzione. Il nuovo corso è già tracciato dalla necessità di rispettare l’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici (COP 21), nonché il Regolamento europeo che fissa a 95 g/km di CO2 il limite delle emissioni entro il 2020. Unrae insiste sulla necessità di un raccordo con questi obiettivi seguendo le stesse raccomandazioni della Commissione Europea che sta lavorando sugli standard, basandosi sul principio della neutralità tecnologica. Pertanto raccomanda alle forze politiche che vinceranno la tornata elettorale di considerare seriamente il tema della mobilità sostenibile nei loro piani di governo, tenendo conto anche del tessuto economico, produttivo e distributivo italiano. Non ci aspettiamo una scossa, piuttosto un processo. Si tratta di accompagnare la transizione, cioè cominciare a far collaborare il trasporto pubblico con quello privato, pianificare incentivi per le infrastrutture e un sostegno necessario, magari fiscale, per la vita quotidiana di automobilisti che oggi hanno una sensibilità ambientale, ma anche un budget da rispettare, per stimolare il rinnovo del parco anziano, un passaggio obbligato prima ancora dei blocchi alla circolazione”.

Mercato Italia - Febbraio 2018 - immatricolazioni per marca

Forte di un giorno lavorativo in più, gennaio apre il 2018 facendo segnare una crescita del 6,8% nel complesso dei 28 Paesi dell’Unione Europea, Malta esclusa, cui vanno sommati i risultati dei 3 Paesi di area Efta. In termini di volumi, le nuove immatricolazioni sono state 1.286.378, ben 82.385 in più rispetto a gennaio 2017. Di queste, il 34% - oltre 28.000 unità - fa capo alla Germania che, con una crescita a due cifre da oltre 11 punti e un immatricolato complessivo di 269mila nuove automobili, mette in mostra tutte le potenzialità non pienamente espresse nel corso del 2017. Anche la Spagna consuntiva una crescita consistente e, con 100mila targhe, segna un impressionante +20%. Dopo un dicembre in rosso, i Paesi Bassi trovano nuovo vigore e crescono in doppia cifra: +10% netto. Ulteriore scivolone per il Regno Unito che si vede costretto a incassare un -6% da oltre 10mila unità, sempre su gennaio 2017. Naturalmente, insieme con la Germania, anche il Gruppo Volkswagen mostra i muscoli e chiude il primo mese dell’anno con oltre 316mila nuove targhe, aumentando dell’8,7%, ma soprattutto vedendo crescere al suo interno Skoda e Seat, entrambe con incrementi prossimi al 20%. Bene anche Peugeot e Citroën. Meno brillante Fca, che non va oltre un +1,2% dovuto al freno di Fiat che perde quasi 6 punti, ma che trova conforto - per quel che può - con Jeep.
Mercato Europa - Gennaio 2018- Vendite per Paese
Mercato Europa - Gennaio 2018 - Vendite per Gruppi e Marche

 

Crescita, sia pur tenue, considerando il giorno lavorativo in più. Con le 177.822 immatricolazioni comunicate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, infatti, il mercato Italia delle auto nuove ha chiuso il mese di gennaio a +3,4% rispetto allo stesso mese del 2017 (allora furono 172.034, con una crescita a doppia cifra, +10%, sull'anno precedente). 

Si è ripartiti più o meno da dove ci si era fermati: forti promozioni da parte di Case e Reti a sostenere il mese, immatricolazioni degli ultimi 3 giorni che hanno sfiorato il 43% del totale (boom nell'ultimo giorno utile), canale dei privati in deciso calo (volumi a -6,3% secondo Unrae, a -6,6% secondo Federauto), con quota che perde il 6% rispetto a gennaio 2017 e si ferma al 57% del totale. 
La struttura del mercato dice anche che le vendite a società sono salite al 20,2% di quota, spinte - comunica Unrae -da un aumento del 28% delle autoimmatricolazioni e del 18% delle società vere e proprie.
Crescita a doppia cifra anche per il noleggio, al +15,5% (+2,4% di quota), grazie - in particolare - al contributo del breve termine, che ha segnato un +26,2% a fronte del +9,3% del lungo termine.

Sul fronte delle motorizzazioni, +3,8% in volumi e quota al 55,2% per il diesel (ma -12% tra i privati). La benzina perde oltre 1 punto di quota (al 32,6%), stabili Gpl e metano, ancora in serie molto positiva le vetture ibride, cresciute dei oltre il 50% per una quota mercato del 4%. Molto bene nel canale dei privati le eletriche: 30% di quota, a fronte di un aumento delle vendite del 38,3%.

Michele Crisci, presidente Unrae, ha parlarto di discreta partenza, anche se "sarà comunque interessante valutare come si comporterà la domanda nel 2018, a fronte della mancanza del Superammortamento nel canale delle società e come si gestirà il bisogno di smaltimento degli stock di Km0”.
Commentando i risultati di gennaio, Crisci è anche tornato su un tema (giustamente) caro a Unrae, ovvero l'anzianità del parco circolante: "I recenti temi legati allo sforamento delle soglie di inquinamento nelle principali città italiane ripropongono, come ampiamente previsto, i problemi connessi alla dimensione del parco circolante, in particolare quello ante Euro 3, immatricolato oltre 17 anni fa, che conta quasi 10 milioni di autovetture e veicoli commerciali leggeri. Appare singolare che, nonostante il perdurare di iniziative scoordinate da parte delle amministrazioni locali, già più volte sottolineate dalla nostra Associazione, nessun partito abbia inserito il tema dello svecchiamento del parco all’interno del proprio programma politico”.

Nell'occasione, Unrae ha anche diffuso una serie di dati previsionali sull'intero 2018. Il potenziale di crescita - si stima - sarà contenuto dall’esigenza di smaltimento dell’ingente stock di Km0, che assorbirà parte della domanda del canale privati, e dalla mancanza del Superammortamento , che influirà sul delle vendite a società. Importante: nella parte finale del 2017 lo stock di autoimmatricolazioni ammontava a circa 180.000 unità (quasi due mesi di vendite ai privati, quindi).
Per queste ragioni, secondo Unrae, il 2018 finirà per registrare solo un lieve miglioramento rispetto al 2017: le stime parlano di circa 1.995.000 immatricolazioni di auto nuove, 25.000 in più sul 2017, e quindi una crescita dell'1,3%.
Ancora: Unrae prevede un canale dei privati stabile sul livello di minimo storico, intorno al 56,5%, per effetto dell'aumentata offerta di Km0 e dello sviluppo di nuove formule commerciali come il Nlt a privati, che si sta diffondendo su tutto il territorio nazionale.
Quanto alle vendite a società, si prevede una riduzione della rappresentatività al 20%, a vantaggio del noleggio che continuerà a crescere e si posizionerà intorno al 23,5%.
Mercato Italia - Gennaio 2018 - immatricolazioni per marca

 

Quasi come un evento annunciato, complice un mese più corto di un giorno rispetto all’anno scorso, dicembre chiude il 2017 portando un segno meno. Nei 28 Paesi EU (Malta esclusa), il 4,9% di differenza negativa equivale, in termini di volumi, a 55.600 immatricolazioni in meno. Di queste il 44,7% (25.549 unità) si è volatilizzato nel Regno Unito e il 31,4% (17.977 veicoli) è rimasto nei piazzali ingombri dei Concessionari olandesi. Il restante 23,88% delle perdite si distribuisce tra altri 16 Paesi che, in taluni casi, hanno mostrato anche arretramenti consistenti. Nonostante lo scivolone natalizio, nel complesso dell’intero 2017 il mercato europeo - per il quarto anno consecutivo - chiude con una domanda in crescita. Il +3,4% realizzato nei 12 mesi va senz’altro attribuito ai buoni risultati della Spagna (7,7%) e dell’Italia (+7,9%), ma anche alla Francia, per il secondo anno ben oltre i 2 milioni di targhe, alla Germania che cresce, sì di poco (+2,67%), ma con quasi 3,5 milioni di nuove auto. Il Regno Unito poi, pur perdendo il -5,65% dovuto al nono mese consecutivo in rosso, chiude l’anno oltre i 2,5 milioni. Sul fronte dei singoli Gruppi c’è da segnalare il ritorno del Gruppo Fca al di sopra del milione. Con un incremento del 5,23%. Il Gruppo italo-americano chiude il 2017 con una quota accresciuta di 12 centesimi (6,68%).
Europa - Dicembre 2017 - vendite per gruppi e marche
Mercato Europa - Dicembre 2017- Vendite per Paese

Mercato, stock, Km0: chi vince al gioco dell’oca?

Ci risiamo. Il mercato ha dato numeri buoni a luglio, eccellenti ad agosto, il solito mese jolly. Un’estate apparentemente a gonfie vele, in Italia - in Europa  è stata addirittura clamorosa.  L’effetto Wltp, si è subito detto, ben sapendo quello che si diceva. Ovvero: la spinta delle campagne promosse da Concessionari e Case per smaltire gli stock di auto non conformi alle nuove procedure di omologazione in vigore dal 1° settembre ha prodotto quei volumi e quelle percentuali di crescita. Il punto è che, una volta di più, c’è da chiedersi se immatricolazione sia sinonimo di vendita. A occhio, non lo è, specie se si parla di vendita al cliente privato - che continua a tenersi abbastanza lontano dal mercato. Dunque, il giro appare essere il solito: si sono smaltiti gli stock rimpinguando altri stock. Che, in un modo o nell’altro, vanno a rimpinguare la flotta delle Km0, in carico ai Concessionari. Ad agosto, le Case non hanno praticamente fatto auto-immatricolazioni (e Fiat ha sacrificato così il 1° posto di Panda nella classifica dei modelli più venduti). I Dealer ne hanno fatto il 44,28% in più rispetto al 2017 - senza contare le 1.835 immatricolazioni intestate alle proprie società di noleggio a breve termine. Negli 8 mesi del 2018, sono arrivati a quota 160mila (+22.000 circa sul 2017), a fronte del -25,6% di quelle delle Case (-19.000 unità). I dati sono di Data Force e dicono che i vasi continuano a comunicare: da una parte le auto-immatricolazioni calano, dall’altra crescono. Che si tratti di forzature, lo lasciamo dire a chi le fa e poi se ne lamenta. Che il mercato finirà per pagare questo gioco è fuor di dubbio. Resta da capire quando. La speranza è che non sia necessario sedere sulla riva del fiume, per capire quando accadrà.

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Nessuna nuova sul fronte delle rappresentanze dei Dealer. Il che non è una buona nuova. Le strade, tra Federauto e i promotori della nuova associazione, si sono definitivamente separate con lo scambio di lettere di inzio estate. Posizioni inconciliabili, dialogo inesistente. Fine della possibile collaborazione. Che era la strada auspicata da qualcuno, all’interno della compagnia dei “fuoriusciti”: la Federauto a fare la propria politica, il nuovo gruppo con funzione di task force e l’incarico di occuparsi di uno dei tanti temi che incombono sul business e sugli imprenditori che lo portano avanti. Oggi lo spettro dell’aumento dell’Iva, domani quello del Regolamento europeo - solo per citare due delle aree di intervento in cui il lavoro di lobby potrebbe (avrebbe potuto?) risultare più che utile. Ma no: separati nella stessa casa, si procederà così.

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