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Numeri, persone e fatti di prima pagina

Nel mese di gennaio, la immatricolazioni a privati in Italia hanno registrato un 72%, contro l'83% del gennaio 2010. Gli altri due grandi canali hanno registrato il 15% per le societ? e il 13% per il noleggio, con forti crescite risprtto al 9 e all'8% del gennaio dello scorso anno.?(2/2011)

Continua ad avere un enorme peso l?immatricolazione in Italia di auto nuove negli ultimi tre giorni del mese, a conferma di una forte difficolt? di Case e di concessionari nel conseguire gli obiettivi prefissati. In gennaio, le vetture targate nel finale sono state 54.045, pari al 32,69% del totale di 165.336 vetture, frutto delle immatricolazioni di vetture, incluse quelle targate come autocarro. Nel quadro riassuntivo che pubblicheremo su InterAutoNews di febbraio, ?fra le generaliste con almeno 2.000 immatricolazioni mensili, nelle prime dieci posizioni troviamo Fiat (46,73%), Hyundai (40,36%), Peugeot (38,14%), BMW (34,98%), Mercedes (33,96%), Citroen (33,69%), Chevrolet (29,69%), Opel (27,57%), Alfa Romeo (27,50%) e Nissan (27,07%). Ricordiamo che nel 2010 la media degli ultimi tre giorni dell?intero anno fu del 32,84%, valore pi? elevato da quando abbiamo avviato questo specifico rilevamento, nel 2004. (2/2011)

Le auto nuove immatricolate in Italia nel mese di gennaio sono state 164.356, come reso noto dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con una flessione del 20,7% rispetto alle 207.266 unit? del gennaio dello scorso anno. Gli ordini raccolti sono stati 159.000, circa il 27% in pi? rispetto ai 125.000 raccolti nel gennaio del 2010. Una partenza modesta del mercato, cosa peraltro ampiamente attesa e resa meno dura dall?ampio utilizzo delle km0, specie nella giornata di luned?. La classifica delle vetture pi? vendute vede in vetta la Fiat Punto con 13.159 unit?, seguita da Fiat Panda (9.966) e Ford Fiesta (6.951). Nella graduatoria delle vendite Diesel ancora la Fiat Punto al primo posto con 5.693 unit?, seguita dall?Alfa Romeo Giulietta (3.072) e dalla Volkswagen Golf (3.009). I dati di gennaio (2/2011)

Nel corso del 2010, General Motors ha venduto pi? veicoli in Cina che nel mercato casalingo statunitense: 2.351.610 unit? sul nuovo gigantesco mercato asiatico e 2.215.227 unit? in USA. GM, con un totale di 8.389.769 consegne conserva cos? la seconda posizione mondiale delle vendite, dietro alla Toyota, che? ha totalizzato 8.418.151 consegne. Il distacco fra i due colossi dell?auto ? di appena 28.382 unit?. (1/2011)

Grazie ad un forte aumento delle forniture verso i Paesi emergenti nel settore auto motive, la Bosch ha annunciato di avere in programma l?assunzione di 16.500 lavoratori, dopo i 12.800 assunti nel corso del 2010, portando cos? quest?anno a 300.000 dipendenti il totale delle forze di lavoro. Bosch, nel corso del 2010, ha fatturato 47,3 miliardi di euro, con un incremento di circa il 25% rispetto al 2009. (1/2011)

Se Torino va a Milano, e la politica gioca a fare autogol

Perciò Torino va a Milano, nel senso del Salone dell’auto che cambia residenza. Lascia la città che gli era propria, lascia la dimora, il Parco Valentino, che lo ha visto rinascere e prosperare e affermarsi addirittura come standard con il quale dovranno misurarsi da qui in avanti gli show dell’auto, laddove pochi, pochissimi, avrebbero scommesso sulla sua capacità di durare oltre due, tre edizioni. Sono state invece cinque, l’ultima delle quali illuminata dalla presenza di 700mila visitatori e di 54 Marchi auto. Un trionfo di pubblico e di critica. Poi, è entrata in scena la politica – bassa, rigorosamente con la minuscola. E Torino, perciò, se ne va a Milano. Naturalmente, il fulmine a ciel sereno scagliato da Andrea Levy, presidente del Salone, che annunciando il trasloco ha insieme fornito le date del primo appuntamento milanese e quella della conferenza stampa di presentazione, qualche dubbio consistente lo ha prodotto. Si è detto: non si può improvvisare su due piedi un trasloco di questa portata; e in Italia, poi, dove la burocrazia è padrona e per ottenere permessi ci possono volere anni; e per andare a Milano, infine, che ha un’agenda degli eventi in cui, per trovare un buco libero, bisogna fare i salti mortali… E ancora, si è detto, un imprenditore che ha dimostrato di saperci fare, e Andrea Levy lo è, procede per programmi, non per improvvisazioni o colpi di testa. Quindi, si è concluso, la decisione di lasciare Torino non nasce dall’ultimo scontro con l’amministrazione locale – il vicesindaco Guido Montanari in testa, con la sua “speranza nella grandine” affinché mandasse all’aria l’ultima edizione del Salone del Parco Valentino - ma era stata già presa da tempo, si aspettava solo un casus belli per metterla in atto, e il casus belli è puntualmente arrivato.

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