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Dopo 8 mesi consecutivi con il segno meno, l’Europa torna a settembre con un risultato positivo. Nei 27 Paesi dell’Unione, cui si aggiungono il Regno Unito e i Paesi Efta, settembre ha portato 1,3 milioni di nuove targhe, per un non soddisfacente 1,1% in più rispetto a settembre 2019. Si raffredda quindi la fiducia in un mercato in grado di recuperare, almeno in parte, quanto perso durante il trimestre Covid. Un rallentamento evidentemente legato alla seconda ondata del virus che si sta diffondendo in parte del continente, con nuove misure di blocco che stanno influenzando i consumatori. In particolare la pandemia sta condizionando la Francia che perde il 3,0%, la Spagna scesa addirittura del 13,5%, e il Regno Unito che non fa meglio di un -4,4%. L’Unione europea, Malta esclusa,  chiude settembre a +3,1%. I 14, cioè gli Stati membri prima del 2004, si migliorano di appena il 2,1%. I nuovi membri crescono a due cifre con l’11,6% in più . Il trimestre estivo chiude così a -6,1%, con 220mila autovetture in meno sull’analogo periodo dell’anno scorso. Il cumulato dei primi 9 mesi si ferma a 8,56 milioni di immatricolazioni, pari a un calo del 29,3% e a 3,54 milioni di autovetture in meno. Nel totale continentale, a settembre, il Gruppo Volkswagen cresce del 14,1%, Psa perde il 14,1%. Renault si migliora dell’8,1% e Fca, in doppia cifra, fa +11,8%.
Mercato Europa - Settembre 2020 - Vendite per Gruppi e Marche
Mercato Europa - Settembre 2020 - Vendite per Paese

L’emozione per l’auto capace di cambiare il mondo

Ventuno mesi dopo, l’automobile è tornata a essere uno spettacolo. La riconquista dello spazio aperto e fisico, della possibilità di esporsi al cospetto di un pubblico in carne e ossa e così di creare finalmente un’esperienza realmente condivisa: c’è qualcosa di bello e di simbolico nel fatto che proprio a lei, l’auto, sia toccato il compito di aprire le porte su quella che oggi si presenta come una stagione nuova, dopo il lungo cupo inverno del nostro scontento durato oltre un anno. Il cammino è lungo, le certezze sono poche, ma le porte sono state riaperte: è tantissimo già così.
Ventuno mesi dopo, e ci va anche un po’ di sano orgoglio, è stata l’Italia a fare questo, con il MiMo, il Milano Monza Open-Air Motor Show. Open-Air, già. Tratto distintivo dell’evento nato per il Parco Valentino di Torino, un formato di esposizione-spettacolo felicemente eversivo e visionario, che nella contingenza è divenuto simbolo di una ri-conquista che si spinge ben oltre i confini automotive. 

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