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Con 156.132 immatricolazioni registrate, secondo i dati diffusi dal Mit, il mese di settembre ha finalmente portato un consistente segno positivo (+9,5%) nel mercato italiano dell'auto. Una boccata d'ossigeno, anche poi se il cumulato dei 9 mesi - adesso a quota 966.017 unità - registra comunque oltre 500mila immatricolazioni in meno rispetto al periodo gennaio-settembre 2019, con un calo del 34,2%.

Non solo: l'evidenza del peso sul risultato di settembre degli incentivi introdotti dal Governo induce a temere che la scossa possa essere di brevissima durata, considerato che non solo, come noto, sono da tempo esauriti i fondi destinati alle vetture appartenenti alla fascia di emissioni di CO2 91-110 g/Km ma è ormai prossimo, si stima a metà ottobre, anche l'esauerimento di quelli per la fascia 61-90 g/Km. Dunque, ecco l'allarme da parte di Unrae. Queste le parole del presidente Michele Crisci: "Demandare il problema della prosecuzione degli incentivi alla prossima Legge di Bilancio, le cui norme engtreranno in vigore a partire dal 1° gennaio 2020, significa creare un periocloso buco di alcuni mesi, che porterebbe il mercato a una depressione certa, per suoerare la quale potrebbero non essere più sufficienti le risorse assegnate dal bilancio di Stato del 2021. Un mancato rifinanziamento agli incentivi danneggerebbe il mercato e sarebbe un clamoroso errore strategico. Togliere l'ossigeno quando la fase acuta del periodo negativo non è terminata, equivale a riaccendere la crisi e così rendere vani gli sforzi economici che lo Stato e le stesse Case automobilistiche hanno fatto per sostenere il mercato, finora con risultati confortanti".

Una preoccupazione condivisa, naturalmente, dai Concessionari. Così Adoldo De Stefani Cnsentino, presidente di Federauto: "Analizzando l’andamento delle immatricolazioni nel mese vediamo che a metà settembre la crescita si è attestata a oltre il +60%. Poi, con la rapida chiusura dei fondi destinati alla quarta fascia, è cominciato il calo. Stiamo gestendo numerose lamentele da parte di clienti che avrebbero diritto al contributo statale ma ai quali, a causa dei fondi terminati nella fascia 91-110 g/km, non possiamo garantire gli importi previsti”. Ancora: "Resta prioritario eliminare la rigidità nell'utilizzo dei fondi per singole fasce introdotta dal Decreto Agosto e le restizioni al numero di prenotazioni giornaliere della piattaforma Ecobonus, altrimento entro la fine dell'anno - oltre ad avere un consistente residuo di risorse non impiegate - avremo ance molti clienti insoddisfatti, e dunque ci troveremmo senza benefici in termini di sostenibilità ambientale, economica e sociale".
Tornando ai risultati di settembre, l'analisi della struttura del mercato per utilizzatori vede ancora un'ottima risposta da parte dei privati: la crescita nel mese è stata del 25%, con un incremento di quota di oltre 8 punti, al 68,6%. Bene anche il noleggio (+5,8% e 17,4% di quota), che cresce sia nel breve (+14,4%) sia nel lungo termine (+5%, grazie alla spinta delle Captive). In forte calo, ancora, le società: -29,1%, con le autoimmatricolazioni a -35,8%. 
Per quanto riguarda le alimentazioni, forte calo nel mese della benzina (-19,1%), calo contenuto del diesel (-3%). Molto positivo invece l'andamento per ibride, plug-in ed elettriche.
Mercato Italia - Settembre 2020 - immatricolazioni per marca

Barche diverse, ma il mare è uguale per tutti

In un film di qualche anno fa, Woody Allen raccontava la storiella delle due anziane signore ricoverate in una casa di cura. Sedute allo stesso tavolo, consumano un pasto. All’improvviso la prima dice: il mangiare qui è veramente orrendo. La seconda risponde: sì, e poi le porzioni sono così piccole... 
Ecco: più o meno la storia degli incentivi per l’acquisto delle auto stanziati dal Governo lo scorso anno e poi ancora nella Legge di Bilancio 2021. Si è sentito dire: sbagliata la tempistica, sbagliata la distribuzione, utili solo ad anticipare la domanda e quindi non realmente efficaci per rimettere in piedi il sistema. Eppure: perché porzioni così piccole?, si è alla fine sentito chiosare.
È vero: si poteva fare di più e si poteva fare meglio. E probabilmente sì, non hanno fatto e non faranno che anticipare la domanda, e si esauriranno troppo presto, e danneggeranno il mercato dei mesi a seguire… Tutto quel che si vuole. Ma resta il fatto che gli incentivi sono stati una conquista preziosa. Un passo avanti, e sudatissimo se si considera che una larga parte di quanti governano il Paese ritiene che l’unica auto realmente ecologica è l’auto che non esiste – non perché non è stata ancora inventata, ma perché l’auto non dovrebbe proprio esistere.
Per il settore auto italiano ci sono state cose buone anche dentro la tempesta del Covid, nell’infame 2020, ci ha ricordato il presidente di Federauto, De Stefani Cosentino. Su tutte la consapevolezza acquisita che, chiunque governi la nave, chiunque sia in sala macchine, il mare è lo stesso per tutti i naviganti. E quando si ingrossa a dismisura si fa squadra, si lavora tutti nella stessa direzione per portare la nave in porto. Le Case auto e le Reti di distribuzione, con l’eccezione di pochi casi, hanno lavorato insieme. E insieme hanno lavorato le associazioni della filiera. 
Al di là di risultati di mercato, fatturati, utili, questo è il lascito più prezioso del 2020. Non era scontato che andasse così, e lo conferma il fatto che – non appena svoltato l’angolo del 2021 – come se si fosse entrati in un’epoca altra, come se tutto fosse finito, il microcosmo di eletti che guida il Paese è subito tornato alle vecchie abitudini, nel tentativo forse di ristabilire la vecchia normalità (che invece non tornerà più), quella in cui all’improvviso c’è chi sfila una carta dal castello che fin lì si era miracolosamente tenuto in piedi e fa crollare tutto. La voglia di rissa, di menare le mani, è diffusa; la nuova normalità, gli impedimenti, i divieti generano pressioni enormi - ce lo dicono, anche, le torme di ragazzi che si danno appuntamento in questa o quella città per suonarsele di santa ragione. E ci si può spingere fino a comprendere come la costrizione possa generare desideri di rivolta. 
Ma è qualcosa che non porta da nessuna parte. Il sistema sano si salva proprio come tale, come sistema. Il settore auto in Italia ha certamente scelto questa strada. Non sarà per sempre, è certo: è stato però nel momento giusto, quando davvero serviva. 

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